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“Vogliamo che gli immigrati siano controllati”

Per i residenti Torre Maura non è il quartiere più adatto a ospitare i reduci di Lampedusa. Scarsa illuminazione, strade dissestate e strutture di collegamento insufficienti. Il Municipio chiederà a Marino una “ricompensa” per l’accoglienza dei clandestini.

La comunità di Torre Maura intende far sentire la sua voce. Non si sente sicura ora che i superstiti del dramma di Lampedusa soggiorneranno per un tempo non precisamente definito in via dei Codirossoni. Nessun pregiudizio, ma piena coscienza di abitare in un quadrante già pieno di problematiche. Lo hanno detto, in alcuni casi anche urlato, lunedì 21 in via delle Alzavole al centro Torrema. Scipioni e Grasso si sono dovuti spesso interrompere durante i loro interventi: donne, uomini e anziani hanno esternato il loro dissenso, si sono sentiti abbandonati per troppo tempo. Grida un residente: “Ci avete lasciato a noi stessi per quarant’anni, tornate qui solo per riscuotere!”.

Due sono le linee di pensiero che accomunano i cittadini. La prima è esternata compiutamente da Sergio Pennella, uno dei residenti: “Abbiamo immondizia ovunque, i portoni delle nostre palazzine sono rotti e le strade sono dissestate. Come se non bastasse nelle ore tarde per le strade non c’è illuminazione”. Proprio queste gravi mancanze portano a galla il tema maggiormente sentito da chi abita Torre Maura: la sicurezza. “Abito vicino all’ex clinica, la sera quando mi affaccio dal balcone vorrei vedere chi c’è sotto la mia finestra. Abbiamo paura di ritrovarci qualcuno dentro casa!”. Come Pennella la pensano molti altri concittadini, da Giovanni Giannetti a Salvatore Galiotta, da Marcello Tomassetti a Francesco Inpieri. “Se non faranno prima questi interventi protesteremo davanti all’ex clinica” dicono all’unisono. C’è poi chi invece animato da una spinta solidaristica, quasi paternalistica, è disposto a mettere da parte le rimostranze verso l’amministrazione per ospitare pacificamente i reduci. Dice Daniele Gennaro: “Sono persone che hanno perso i familiari, in un paese straniero e con niente di che mangiare. Siamo persone per bene, metteremo da parte i problemi e ospiteremo volentieri i sopravvissuti”. Scipioni – vessato dalle continue richieste – ha candidamente ammesso che né Municipio né Roma Capitale possiedono al momento i fondi per ottemperare. “Attualmente non abbiamo un bilancio, dal 30 novembre, quando finalmente lo avremo ci daremo da fare”. Scipioni chiederà a Marino che in cambio dell’accoglienza a Torre Maura dei clandestini siano apportate le migliorie che il quadrante richiede. Aldilà delle considerazione personali un concetto lega tutti i residenti: “Vogliamo essere tutelati. Non siamo cittadini di serie b”.

Manuel Manchi

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