«

»

Stampa Articolo

Villaverde. Un cisterna medievale come discarica

I resti di una delle due torriL’Associazione Uniti per Villaverde guidata da Italo Spaziani e Tommaso Luca, insieme al Comitato di Quartiere guidato da Mario Puliafito, chiedono che si intervenga per valorizzare i resti archeologici presenti nel quartiere.

Probabilmente si sa poco, e a torto, della storia più antica di questo quartiere, che oggi sorge a est di Villaggio Breda e si sviluppa tra via del Torraccio, via Gagliano del Capo e via delle Due Torri. Tra quest’ultima via e via Santa Elisabetta si erge una collina, su cui si stagliano i resti di una delle due torri medievali che davano il nome alla strada. Attualmente la torre è diroccata e recintata, oggetto di studio anche dei Beni Culturali, “i quali ci hanno confermato –  ci dice Tommaso Luca, vicepresidente dell’Associazione Uniti per Villaverde – La presenza di una cisterna romana d’età imperiale”, che purtroppo “fino a oggi è stata usata come discarica”, commenta amaramente Mario Puliafito, presidente del Comitato di Quartiere di Villaverde.

La cisterna interrata ospita pneumaticiQuesta zona di Roma era strategicamente importante fin dall’epoca più arcaica, in quanto sorgeva il primo sentiero dell’antica via Labicana che collegava Roma a Monte Compatri, e che durante il medioevo andò a sovrapporsi alla via Latina arrivando fino a Casilinum, oggi Capua, cambiando appunto nome in via Casilina. Questo spiega probabilmente la presenza di una cisterna, di torri e, com’è noto, della Valle dei Morti che si estende lungo tutta l’area est del Municipio VI.

Oggi purtroppo dobbiamo dare ragione al signor Puliafito: l’area attorno alla Torre è piena di rifiuti e abbandonata. La proposta del presidente Spaziani dell’Associazione Uniti per Villaverde, sostenuta dal Comitato di Quartiere, è quella di dividere l’area, grande circa 20mila metri quadrati, in più lotti, così da poter essere assegnati alle associazioni di cittadini che ne facciano richiesta, ovviamente tramite bando. Questo per entrare nelle possibilità espresse dalla delibera comunale del 29 ottobre 2015.

L'origine degli avvallamenti del parco sono i rifiuti interratiIn questo atto del sindaco Marino si era infatti deciso che il Dipartimento avrebbe ceduto le aree inferiori ai 5 mila metri quadri ai Municipi. Il parco attorno alla torre è ovviamente più grande, ma non quello che si trova in via Mottola, del quale l’ex presidente del Municipio Scipioni aveva chiesto l’acquisizione, entrando a pieno titolo nei requisiti espressi dalla delibera. Le elezioni anticipate, però, hanno azzerato tutto, e si riparte da zero. Il presidente Puliafito: “Ora il Municipio 5 Stelle vuole fare un bando per assegnare il parco? Va bene, per noi non ci sono problemi. Ma che lo facessero”. Per Italo Spaziani, tuttavia, esiste un rischio nell’adozione di un bando: “Se un signore si presenta con del capitale da investire se lo prende [il parco, ndr] e specula. Si deve dare priorità alle associazioni di cittadini della zona, non al denaro”, argomento sul quale il Comitato di Quartiere e il suo presidente Puliafito si dicono completamente d’accordo.

Attualmente il terreno di via Mottola è diviso in due lotti: uno è affidato a un’associazione che si occupa di orti, mentre l’altro è abbandonato.Numerose le segnalazioni del CdQ che chiede un intervento sull’area che ancora non si è visto. Grazie all’opera di un privato, che ha agito di propria iniziativa, si è arrivati a una sommaria pulizia di parte del terreno, ma ciò non basta. Secondo Mario Puliafito “il municipio deve intervenire nel concreto, per estirpare i rovi e riqualificare tutto una volta per tutte. Altrimenti, se non continuerà a non essere utilizzato, il destino del parco di via Mottola è quello che vedono quotidianamente gli abitanti di Villaverde”.

Una cisterna romana e i resti di una torre basterebbero in altre zone d’Europa per la creazione di un polo archeologico. Ma noi siamo romani, con l’eterno peso dei nostri antenati sulle spalle, e lasciamo che sia il tempo a curarsi dei luoghi meno noti. Eppure qui a Villaverde c’è altro. Come ci fanno notare Spaziani, Puliafito e Luca, su via Gagliano del Capo c’è una piccola struttura con una tettoia a spiovente, proprio accanto al parco che sta faticando molto a intitolarsi alla piccola Aurora. Questa struttura, inaccessibile al pubblico in quanto all’interno della recinzione di un condominio privato, avrebbe ospitato a suo tempo una piccola catacomba con tombe e relativi reperti. “Oggi -ci dice Puliafito – questi reperti non ci sono più, presi dai Beni Culturali ed esposti nei vari musei della città”. Ma Spaziani insiste: “La creazione di un piccolo museo, l’assegnazione dei terreni con i reperti che abbiamo detto, tutto aiuterebbe a divulgare la cultura e a valorizzare il territorio”.

Pensando che una tribuna malmessa dell’Ippodromo di Tor di Valle è divenuta motivo di vincolo da parte della Soprintendenza, con tanto di benestare della sindaca, la stessa Prima Cittadina non avrà certo problemi a chiedere che lo stesso criterio venga applicato ad opere di più grande valore storico e archeologico. Flavio Quintilli

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/villaverde-un-cisterna-medievale-come-discarica/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.