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Villaverde. Su via del Torraccio capannoni pieni di rifiuti

Discarica abusivaSul vecchio terreno sito in via Grumo Appula è sorta una discarica abusiva e nascosta.

La storia sembrava finita dopo lo sgombero subìto ormai diversi mesi fa di alcune famiglie romene che occupavano abusivamente il terreno, e non ci aspettavamo di trovarne traccia ulteriore a Villaverde. Perciò, quando il signor Santo D. ci ha gentilmente chiesto di andare a vedere cosa non va in via del Torraccio, eravamo impreparati.

La via in questione, che collega via di Vermicino a Villaverde e Villaggio Breda, è una strada a doppio senso abbastanza trafficata, che presenta in alcuni tratti problemi legati alla viabilità. Un manto stradale in buone condizioni lungo questa parte di Villaverde, che invece cede i colpi arrivando a Villaggio Breda. In via Ercole Marelli, infatti, le buche sono voragini di 1,40 metri di lunghezza e circa 15 centimetri di profondità.

L'ingresso della discarica abusiva in via del TorraccioQui su via del Torraccio parliamo invece di rovi a bordo strada che ostacolano la visibilità andando verso via di Vermicino e che invadono letteralmente parte della corsia. Santo ci fa fermare a bordo strada e aspettiamo. Passa una macchina, poi un’altra, un furgone, così via. Tutte vetture adottano la stessa strategia: se non transita alcun veicolo sulla corsia opposta, si viaggia a centro carreggiata. In caso di incontro, invece, abbiamo visto una buona percentuale colpire i rovi che escono da terreni, forse abbandonati.

Andando avanti lungo via del Torraccio, poi, vediamo un frigorifero abbandonato e altri rifiuti ingombranti occupare parte di un ingresso sito poco più avanti di via Grumo Appula. “Quelli? Quelli sono niente” ci dice Santo. Entriamo per guardare da vicino, purtroppo ormai siamo abituati a vedere queste cose. E invece appena varchiamo il cancello, una montagnola di copertoni sulla destra, al centro tra due capannoni apparentemente vuoti. “Qui c’erano delle famiglie di romeni fino a un po’ di tempo fa e siamo riusciti a mandarle via”, ma non definitivamente. Infatti degli ignoti “ogni giorno, ogni notte, vengono qui a scaricare immondizia”. E non è poca.

Capannone 2 pieno di rifiutiGiriamo intorno a questo terreno, composto di diversi capannoni piccoli, spesso divisi in mini appartamenti, e due capannoni più grandi. La terra, adiacente a quella della Banca d’Italia, è letteralmente invasa di sacchi della spazzatura squarciati, goffamente nascosti tra gli alberi, e da liquami di fattura fognaria. Per non parlare di ethernit, frigoriferi, carcasse di monitor e computer.

Una terra sfregiata e stuprata in maniera indecorosa, ovunque si guardi si trova qualcosa. Ma è quando si mette piede nei due capannoni più grandi che lo stupore prende il sopravvento: una sorta di Eldorado dell’immondizia. Un accatastamento di rifiuti che arriva ad altezza uomo per un capannone di una sola stanza rettangolare che misurerà, approssimativamente, 40-50 metri quadri. Per fare le foto ci siamo inerpicati a fatica su copertoni che, forse per fortuna forse per una certa utilità, formavano una specie di scala.

Due capannoni letteralmente trasformati in discariche, abusive e nascoste. Allora ci viene il dubbio: forse che i rifiuti messi a bordo strada servano come specchietto per le allodole? Per non far credere che all’interno ci sia quella Eldorado d’immondizia, celata a occhi poco attenti? L’unica certezza, oggi, è che la terra faticherà non poco a ritrovare il suo equilibrio dopo le violenze subite.

Flavio Quintilli

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