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Villaverde. A caccia dei disagi del quartiere

vegetazione-bruciata-al-limitare-della-carreggiataAbbiamo incontrato un residente “storico”, Santo De Luca, il quale ci ha esposto tutti i problemi relativi al quartiere che rendono invivibile la zona.

Santo de Luca, residente in zona Villaverde dal lontano 1985 (è di origini calabre), espone, sferzante e metodico, tutte le problematiche relative al quartiere che lo ha adottato, sperando che la denuncia di questi disagi possa portare, prima o poi, alla soluzione degli stessi.

Il primo punto che il signor De Luca affronta è la questione, trita e ritrita ma sempre presente, delle buche sul manto stradale: “La manutenzione per chiudere queste buche è del tutto assente: si cammina su strade pericolose sia per le macchine che per le motociclette. Se piove, si riempiono le buche e non si vedono più”.

Il medesimo problema di assenza di manutenzione, è visibile anche per quanto riguarda la cura di piante e vegetazione sul ciglio stradale. Ci racconta Santo: “Gli alberi coprono la visibilità del percorso delle macchine, ed è una cosa per cui non si prendono provvedimenti, non ci si interessa”.

Santo sente che la classe politica ha abbandonato i cittadini: “Noi cittadini paghiamo le tasse, eppure la situazione rifiuti è scandalosa”. Oltre a esporre le sue critiche, il signor De Luca propone delle possibili soluzioni: “I negozianti dovrebbero essere obbligati a smaltire carta e cartone ridotti in pezzi e raccolti con fascette, in modo da non creare ingombro ammucchiati addosso ai secchioni, e favorirne la raccolta”.

Dopo l’esposizione verbale, la visione in diretta: Santo ci accompagna in un tour per le strade tra Villaverde e Villaggio Breda alla scoperta dei problemi di cui ci ha parlato: ed ecco le buche in via Gagliano del Capo, così come su via Palagianello (il cui cartello sarebbe da sostituire), dove Santo de Luca abita, e la fitta vegetazione che copre la visibilità di via del Torraccio. La mancata cura del diboscamento delle piante, oltre a limitare la visuale degli automobilisti, in strade strette come quelle di cui parliamo, in cui per il passaggio delle macchine in sensi opposti è d’obbligo l’accostamento ai margini della carreggiata, causa il deterioramento della carrozzeria, ma soprattutto aumenta il rischio degli incendi su strada, nel caso in cui una cicca, o il solleone della stagione estiva provochino l’appicco di una fiamma.

Infine, il signor De Luca ci dice come, assieme ad altri residenti, nel corso degli anni si sia prodigato al miglioramento della vivibilità del quartiere, finora però con scarso successo. Ci racconta infatti del progetto di far passare la linea 053 in via Castri di Lecce: “Si tratterebbe di allungare il percorso dell’autobus di poco più di un chilometro, utilissimo per gli abitanti, che però sono vent’anni che aspettano una risposta al riguardo”. Stessa sorte per il progetto di richiesta di marciapiede su un tratto di via del Torraccio che costeggia la scuola di quartiere: “Anni fa abbiamo raccolto le firme e le abbiamo presentate al comune: un marciapiede di 1,20 m sarebbe perfetto per far andare i ragazzi a scuola da soli senza dover camminare in mezzo alla strada o addosso ai cespugli non curati, ma a quanto pare la questione non è di interesse a chi di dovere”.

Dulcis in fundo, non poteva mancare lo spreco di risorse: in via Annibale Calzoni, una fontanella erogante acqua potabile è in continua funzione, e non solo mantiene costantemente bagnato l’asfalto, ma in più, appunto, è una “risorsa sprecata”. Giulia Sfregola

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