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Villaggio Prenestino, posa della targa dei 102 soci fondatori

targa2L’evento è stato organizzato dalle associazioni Arco e Castellaccio, volte a riunire le comunità di Villaggio Prenestino e Castelverde. I primi fondatori erano quasi tutti originari del comune di Arcevia, nelle Marche, e per questo è stato invitato anche il sindaco, Andrea Bomprezzi

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La giornata si apre con una messa in largo Scapoli, a Villaggio Prenestino, a cui ha partecipato un nutrito numero di persone. Al termine ci si è spostati sotto la statua, inaugurata nel 2012, arricchita alla sua destra delle bandiere dell’Unione Europea, d’Italia e di Roma. Le targhe con i nomi dei 102 soci fondatori erano state coperte dal tricolore. A fare da cordone di sicurezza a tutta la piazza ci sono stati i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri, da poco formatasi a Villaggio Prenestino e ospitati da Arco.

I promotori dell’iniziativa sono stati Fabio Capitanelli e Bruno Maggiori, assieme alle associazioni Castellaccio e Arco. L’obiettivo comune è quello di far riscoprire le radici storiche e di non far scivolare nell’oblio quanto accaduto nei decenni passati. Vittorio Pardossi, presidente di Arco, vuole mantenere alta l’attenzione su questo tema. Il nome Arco, infatti, significa Associazione Ricreativa Culturale l’Ovile, perché Villaggio Prenestino era semplicemente l’Ovile. “Il nome Arco – spiega Pardossi – vuole riprendere il vecchio nome dell’Ovile, vogliamo percorrere le radice dei nostri avi e proseguire su quella strada”.

Villaggio Prenestino e Castelverde sono uniti attraverso l’opera dei 102 soci fondatori di cui si celebra la memoria oggi con l’apposizione della targa. Infatti “Questo è un momento di unione per i due quartieri di Villaggio Prenestino e Castelverde – spiega Osvaldo Petrolati, presidente di Castellaccio – Dobbiamo tornare alle radici che abbiamo in comune. Se le radici sono profonde la vita migliora”.

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L’ospite speciale della giornata è chiaramente il sindaco di Arcevia Andrea Bomprezzi. Da questo comune marchigiano è arrivata infatti a Roma la maggior parte dei fondatori dell’Ovile. E il sindaco lo sottolinea: “In quegli anni il comune di Arcevia si era spopolato. Era il dopoguerra e la sua popolazione si dimezzò. Se un tempo contava circa 13 mila persone oggi ne conta circa 4500”.

I ringraziamenti del sindaco vanno comunque a tutti i presenti, “Grazie a chi ha fatto così tanto fuori dalle Marche e a chi continua a conservare la memoria. Voi siete venuti a portare qui le vostre risorse, la vostra intelligenza. Per noi è stata una mancanza, ma voi avete creato un’altra realtà, ben più grande di quella che avete lasciato”.

Flavio Quintilli

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