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Via Toraldo, i rom resteranno fino al 31 marzo

Residence Orsa Maggiore2La conferma arriva direttamente dal gestore del residence in via Toraldo, Pepe Orfea. La stessa titolare risponde alle accuse di abuso edilizio lanciatole dai privati adiacenti: “Non ne so niente. I rom qui stanno benissimo”. Poi, però, la clamorosa contraddizione: “Il Residence comunque non è propriamente mio. Ma non le posso dire di chi è…”.

Sta per terminare il soggiorno dei 21 nuclei familiari rom arrivati da Casal Bertone il 28 gennaio scorso. Le circa cinquanta persone erano state sfollate dagli edifici delle FS proprio nel Giorno della Memoria (!), venendo poi accolte nel residence Orsa Maggiore in via Toraldo 120. A sostenere le famiglie sfrattate il colosso – nel campo del sociale e dell’emergenza abitativa – Arciconfraternita, grazie al Piano emergenza freddo promosso dal Dipartimento Politiche Sociali capitolino. Programma questo attivo fino al 31 marzo. Entro quella data gli stranieri dovranno lasciare le stanze del plesso, al Dipartimento il compito di trovare loro una nuova sistemazione.

A confermare la notizia la proprietaria privata Pepe Orfea, nome già noto alle nostre cronache per il possesso di un altro residence in via Rocco Pozzi (sempre Torre Angela) proprio nel pieno della campagna elettorale per la carica di Consigliere nel VI. La signora è stata più volte segnalata, dai privati confinanti, presso il Comandante della Polizia Municipale e il Direttore dell’Ufficio Tecnico Municipale. Oggetto: presunti abusi edilizi proprio all’interno del residence di via Toraldo. Dal 2006 queste le maggiori imputazioni: sopraelevazione e costruzione di stanze da affittare, smantellamenti di muri e spostamenti di civico d’ingresso all’edificio, il tutto senza le dovute autorizzazioni. Nel 2007 la Municipale del VI ha accertato che i lavori fossero realizzati senza previo titolo, con la responsabile perseguibile ai sensi del D.P.R. 380/01. Alle accuse la signora Orfea risponde: “Non sono a conoscenza degli esposti che mi sono arrivati dai privati”. Poi però si smentisce: “I vicini mi mandano i Vigili e i Carabinieri di continuo. Ma se non fossi a posto, non avrei ospitato qui le famiglie rom. Le stanze sono completamente a norma e non c’è nessun problema sicurezza. Anzi, i Vigili sono venuti l’ultima volta pochi giorni fa e hanno visto che qui stanno tutti bene!”.

Infine la questione più contorta, quella dell’effettiva gestione del residence di via Toraldo. Suonano sorprendenti le parole della Pepe, quando le chiediamo dei compensi percepiti da parte del Comune nel contesto dell’emergenza abitativa: “Il residence non è propriamente mio”. Ma a domande più precise risponde: “Non le posso dire di chi è”. Forse la signora Pepe ignora che è lo stesso Comune di Roma a designarla, sul proprio sito internet, gestore privato dell’Orsa Maggiore. Ignora anche che pochi minuti prima un funzionario del suo edificio aveva ammesso: “Questo residence è di proprietà della signora Pepe. La signora ha affittato alcune stanze all’Arciconfraternita”. Ma soprattutto scorda una delle prime battute a noi rilasciate: “A me arriva l’uno per mille dei soldi che il Comune paga all’Arciconfraternita”.

Manuel Manchi

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