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Via Romagnoli, tronco si schianta su tre auto

cantiere a cielo apertoL’episodio nel complesso Isveur di Giardinetti, lo scorso 15 gennaio. L’albero incriminato, pericoloso da anni, è stato abbattuto in seguito all’incidente ma le case popolari sono un cantiere fermo dal 2010.

Un impatto rovinoso. Martedì 15 gennaio, tre macchine parcheggiate su via Giovanni Romagnoli sono state danneggiate dalla caduta di parte di un albero piantato all’interno del cortile della palazzina B dell’Isveur di Giardinetti. “E’ stata solo una fortuna che non ci fosse nessun pedone in quel momento a passare di lì” spiega Valeria Maddaleni. E’ l’inquilina che subito dopo il crollo si è attivata per un sollecito nei confronti del Municipio. L’ennesimo. Perché l’episodio della caduta è solo l’ultimo esito infelice della mancanza di manutenzione e dell’abbandono che tutto il complesso delle case popolari sta scontando da tempo. Si comincia dagli alberi. “Le richieste protocollate sono due – spiega la signora Maddaleni – una per l’albero caduto su strada e rimasto in terra per tre giorni, l’altra per un albero all’interno che arriva fino al settimo piano della palazzina A”. Anche quest’ultimo, infatti, da anni, rischia di creare danni all’incolumità degli inquilini. Proprio come sarebbe potuto accadere ai proprietari di una delle macchine interessate dallo schianto. Incontriamo la moglie del proprietario del’auto più danneggiata, durante il nostro sopralluogo. “Ci siamo salvati per dieci minuti” racconta Fiorella Manfredi. “Era di sera ed eravamo appena usciti dalla macchina”. La signora ha presentato denuncia ma non sa ancora se riuscirà ad una delle macchine coinvolteisveur giardinetti l'alberoottenere il risarcimento del danno. Ma torniamo alla manutenzione. Perché, se venerdì 25 l’albero incriminato è stato abbattuto con la supervisione dell’U.O.T., gli interventi che gli inquilini aspettano da tempo – come dicevamo – sono innumerevoli. Dal 2010, tanto per cominciare, è stato installato un cantiere. Per rifare parte della recinzione del cortile, allargare il parcheggio e sistemare alcuni allacci all’illuminazione. Ma non solo i lavori non sono mai stati terminati ma tutta l’area deputata a cantiere è rimasta dov’era. All’interno ci sono il materiale di scarto, i grandi tubi, i mattoni e una centralina elettrica che più di una volta è stata incendiata. Uno spazio pericoloso e che in un giardino condominale proprio non ci dovrebbe stare. L’interruzione dei lavori del parcheggio, inoltre, è rimasta fra le più preoccupanti. Il muretto che lo perimetra non è stato recintato a dovere con il risultato che più di un bambino, qualche volta, per andare a recuperare il pallone, è caduto dall’alto del giardino nell’area destinata alle macchine. “Tutto questo avviene nel cortile, il luogo in cui i nostri figli dovrebbero giocare” prosegue Valeria. E ancora una sola caldaia per quattro palazzine, i termosifoni rotti per più di dieci giorni, la pericolosità dell’incrocio della strada. La signora avrebbe informato Tredicine, la Belviso, il sindaco Alemanno. Mica si vorrà fare come per l’albero e aspettare un nuovo incidente per intervenire?

Silvio Galeano

 

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