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Via Liberti, il fango regna sovrano

Strade di Fango  Via Liberti (25)Via Liberti, a causa delle piogge, si è trasformata in uno scivolo di fango.

Sono 10 anni che la strada è venduta su carta con 4 corsie. In realtà ne possiede una sola a doppio senso di marcia. Il restante è terra. Proprio questa ha provocato forti disagi alla zona. Le copiose piogge hanno contribuito a formare un mare di fango, che si è riversato sulla strada, rendendola particolarmente scivolosa. E difficilmente praticabile. In particolar modo nelle curve. Il fango inoltre nasconde le varie buche che si trovano sulla strada e diventano un pericolo per automobilisti e pedoni. Marco Estasio, residente a Colle degli Abeti, si domanda: “Visto che questa zona è area di cantiere, se succede qualcosa chi mi ripaga i danni?”. Via Liberti nasce come strada di collegamento tra via Prenestina e il Casello dell’Autostrada. In realtà è ancora chiusa da entrambi i lati. Per evitare che vengano gettati rifiuti nell’ area di terreno in cui doveva sorgere la strada, è stata fatta una bassa recinzione che non blocca però la fuoriuscita della fanghiglia. L’unica opera che gli abitanti sono riusciti a ottenere sono i marciapiedi. Dal lato delle abitazioni. Dove di tasca propria hanno inserito l’irrigazione per le aiuole. I lampioni sono stati messi 7 mesi fa. Ci sono case che ancora oggi non hanno acqua potabile e linee telefoniche. Strade che non hanno nomi. La vegetazione è altissima e blocca la visibilità alle macchine. Le buche, i tombini che sono ralzati rispetto al livello della strada.  I cittadini sono stanchi e sono pronti a fare denunce o esposti alla Procura della Repubblica. La situazione è divenuta insostenibile.

Rabbia e indignazione echeggiano nelle sue parole di Marco Estasio: “Quando ho comprato questa casa era ancora un progetto. L’ho vista crescere. Però non è cambiato ciò che mi circonda. Insieme al prezzo di acquisto ho pagato gli oneri per i servizi, ma questi mi sono stati negati. Che fine hanno fatto tutti i soldi che noi abitanti abbiamo versato? I primi tempi che abitavo qui si affondava nel terreno perché ovviamente non c’era un minimo di asfalto. Vorrei un appuntamento con il Presidente Scipioni. Deve venire qui, guardarsi intorno e dirci se lui sarebbe disposto a vivere in queste condizioni”. Come sempre, sono tutti troppo sordi per ascoltare le richieste che arrivano dai cittadini.

Valentina Capasso

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