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Via di Salone: a fuoco un container

campo rom salonePaura e allarme all’interno del campo rom di Salone. Per fortuna non ci sono state vittime, ma poteva verificarsi una tragedia. La situazione è arrivata al limite.

“Abbiamo chiamato i vigili del fuoco alle quattro e sono arrivati un’ora e mezza dopo”: è questa la testimonianza di un’abitante del campo rom di via di Salone. Lunedì 30 ottobre non si è verificato il solito rogo tossico, ma è andato a fuoco un intero container, in quel momento vuoto, e si sono verificati dei danni anche in quelli vicini.

“Sono stata io a chiamare i vigili del fuoco che hanno tardato ad arrivare”, racconta Maria Teresa, che abita ormai da 5 anni nel campo rom. “Ero al lavoro e i miei figli mi hanno chiamata ed avvertita del fuoco. Piangevano ed ero preoccupatissima, dato che abbiamo la bombola del gas fuori dalla baracca e se il fuoco l’avesse raggiunta sarebbe morti tutti e sette i miei figli. Solo la prontezza della ragazza più grande – che ha staccato la bombola – ha evitato il peggio. Abbiamo dei problemi all’interno della nostra baracca ora. Il fuoco l’ha raggiunta in parte e ha bruciato una parte della parete esterna”.

La richiesta di un alloggio sostitutivo è un’odissea per Maria Teresa che dura da molti anni, situazione simile ad altri abitanti del campo rom. Ogni volta che la donna va a presentare i documenti richiesti, viene rimandata indietro perché nessun alloggio è disponibile. “Io e mio figlio siamo malati e un documento dell’Asl attesta che non potremmo vivere in delle condizioni di precarietà igienica e sanitaria, come è in realtà via di Salone. Sono una cittadina italiana a tutti gli effetti. Mi sento abbandonata dallo Stato che dovrebbe rappresentarmi. Inoltre ho ricevuto numerose minacce da parte di alcuni membri del V Dipartimento del Comune di Roma”. Maria Teresa sta combattendo per andare via dal campo rom, ma non ha disponibilità  economiche sufficienti. Ha mandato lettere a tutti: al Sindaco Marino, al Presidente della Regione Lazio Zingaretti fino a Papa Francesco, ma nessuno le ha mai risposto.

La situazione nel campo rom di via di Salone è ormai al limite, satura. Ad aggiungersi all’allarme sanitario (rifiuti, topi, malattie infettive) c’è l’allarme sicurezza. Tutti i giorni si alzano in cielo i pericolosi fumi neri e tossici – dove sono bruciati materiali di tutti tipi – verso i quartieri di limitrofi di Ponte di Nona e Lunghezza e minacciano la salute di tutti. Inoltre si aggiungono i fenomeni di violenza, all’ordine del giorno ormai. Si verificano risse tra le varie comunità presenti: montenegrini, serbi e romeni. Per quanto ancora potrà continuare? Melissa Randò

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