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Via di Fontana Rotta, il Terzo Mondo della capitale

fontana rotta 5I cittadini lottano da sempre contro l’assenza dei servizi primari: mancano fogne, acqua potabile e gas diretto.

Basta imboccare questa via a 300 metri dal centro di Finocchio per avere l’impressione di aver fatto un grosso salto indietro nel tempo: siamo in via di Fontana Rotta e il dissesto stradale è solo l’anticamera dell’inferno in cui sono costretti a vivere i residenti. Questa via, come le altre che vi incrociano, manca dei servizi primari più importanti. Una ventina di famiglie è sprovvista di un sistema di rete fognaria, cui si supplisce con fosse biologiche che comportano spese annue di 700/800 euro per la vuotatura. Un progetto per la rete fognaria esiste in realtà da molto tempo, è in mano ad Acea ed è stato finanziato dal Dipartimento. Per la realizzazione della nuova rete fognaria sono necessari degli espropri che non sono stati ancora fatti e la situazione è in stallo da più di un anno. Poi la questione dell’acqua potabile: i lavori per la realizzazione della rete idrica sono stati fatti fino alla fontanella all’inizio di via di Fontana Rotta, l’unica servita dall’acqua potabile Acea. Le famiglie devono invece arrangiarsi con le autobotti mandate quotidianamente da Acea, per un corrispettivo di circa 250 litri a settimana per famiglia, quanto basta per lavarsi, cucinare e fare i piatti. Sempre con molta attenzione però. Paradossale il fatto che la via si trovi a ridosso di alcune falde idriche Acea, con i pozzi che dal sottosuolo pompano l’acqua smistata poi nelle condotte generali che vanno verso il centro.

Molti dei residenti non sono poi forniti di gas diretto: hanno lottato negli anni passati per la realizzazione di un’intera rete ma i lavori si sono fermati in Vicolo di Fontana Rotta, l’ultima strada fornita di gas diretto. Le strade, come già detto, sono un disastro e mancano di illuminazione pubblica. “Questi sono quartieri nati spontanei ma sono stati tutti sanati e condonati – spiega Mario Criscuolo, residente in via Gazzola, una delle traverse di via Fontana Rotta – paghiamo le tasse e abbiamo pagato i servizi indivisibili ma nonostante questo lottiamo da oltre trent’anni per avere dei servizi indispensabili. Vivere così è veramente difficile”. Dal Comune e dal Municipio sembrano però non curarsi affatto della loro situazione: “Abbiamo contattato tutti, segnalato più volte la nostra situazione alla Commissione Lavori Pubblici ma non abbiamo mai ottenuto nulla – continua Criscuolo – per il Municipio non esistiamo. I vari Scipioni, Angelucci, Mastrangeli si sono fatti vedere solo in campagna elettorale, promettendo cose che non hanno mai fatto. Siamo veramente stanchi, questo è un territorio della capitale ma sembra di vivere nel Terzo Mondo”. Tanti, troppi i disagi insostenibili che affliggono i cittadini di questa sventurata porzione di Finocchio. E’ inutile pensare di riqualificare delle zone dotandole di una metro se poi mancano i servizi fondamentali, di questo passo le borgate rimarranno sempre una sub-categoria. Ma questo pare non interessare alle autorità competenti. Matteo Muoio

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