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Via del Fosso di Santa Maura, torna l’incubo fossa!

Via dei Giardinetti ora la fossa +¿ transennataLa nuova depressione dista meno di due metri da quella che ha paralizzato il quartiere fino al 16 dicembre. In 4 giorni il terreno è crollato, la buca è stata transennata dai Vigili e poi provvisoriamente tappata. Sembra schiacciante la responsabilità di chi ha effettuato i rilievi ispettivi sul dissesto idrogeologico. 
A volte ritornano. Non parliamo della raccolta di racconti di Stephen King ma delle profonde  buche su Via del Fosso di Santa Maura, quartiere Giardinetti. Il 2 gennaio una buca di pochi centimetri di diametro è apparsa sulla strada, a un metro e mezzo dalla celeberrima fossa che ha scomodato trasmissioni televisive, il Presidente del VI e causato dimostrazioni in Aula Consiliare. In pochi giorni la cavità è cresciuta insieme all’apprensione dei residenti, fino a che il 6 gennaio ha assunto le sembianze di una fossa: poco meno di un metro di diametro e mezzo metro di profondità. Sono state poste subito le transenne, quindi il 13 gennaio grazie ai fondi dipartimentali è arrivata la colata di cemento e bitume.
Un triste dèjà vu che già fa infuriare i cittadini. Sembra ieri quando il 16 dicembre la scavatrice meccanica della ditta preposta con i fondi della “Grande Viabilità” del Dipartimento Manutenzione capitolino ha appianato la buca vicina. Gettata terra e calcestruzzo compattata con rete elettrosaldata. Le colpe sembrano ricadere sulla tipologia di studio effettuata sul sottosuolo: il georadar, tecnica non invasiva di monitoraggio atta a chiarire la natura delle frane sotterranee. L’Acea dal 18 luglio afferma che i dissesti non dipendono né dalla rete idraulica né dalla rete fognaria. I cittadini sono indignati, non si capacitano di come una spesa di 15 mila euro sia servita solo a risolvere temporaneamente il problema voragine, lasciando dopo appena due settimane spazio all’ennesimo disagio.
Dice Roberto Venditti, uno dei residenti: “A questo punto dobbiamo pensare che non abbiano veramente trovato le perdite d’acqua. Avrebbero dovuto rompere il terreno per circa 10 metri per scoprire la vera causa dei crolli! Sappiamo che Roma è vuota nel sottosuolo, ma in questo caso devono aver riempito soltanto una parte della cavità che ha scatenato il nuovo smottamento. Ci aspettiamo che prendano le misure idonee a risolvere definitivamente il problema”. Molte sono le incognite sui futuri interventi in caso di nuovo smottamento: potrebbe essere necessario avviare nuovi scavi per trovare la perdita sotterranea o rinforzare di nuovo il terreno. I costi sarebbero ingenti, e come detto da Angelucci (Pres. Commissione Lavori Pubblici): “Il Municipio al momento non è provvisto delle risorse adeguate per effettuare i lavori già fatti a dicembre”.
Manuel Manchi

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