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VI Municipio. Tor Bella Monaca: Il SIDI chiama, l’Amministrazione non risponde

01degrado-4Iniziativa del SIDI a Largo Mengaroni per discutere di barriere architettoniche. Un appuntamento disertato dal municipio, che si traduce nell’ennesima occasione di confronto persa.

sidi-foto-di-gruppoSi sarebbe dovuto svolgere ieri, un incontro pubblico tra il S.I.D.I. (Sindacato Italiano Diritti Invalidi), la cittadinanza e le istituzioni del VI municipio; un’iniziativa convocata per confrontarsi sui problemi che le persone con disabilità sono ancora, purtroppo, costrette ad affrontare nella loro quotidianità. Nell’invito diffuso dal SIDI si auspicava addirittura che i rappresentanti delle istituzioni dimostrassero la loro vicinanza al tema della disabilità, prendendo spunto dai loro colleghi europei, e trascorrendo parte della loro giornata in carrozzina, per verificare loro stessi, anche solo per qualche ora, quanto sia difficile muoversi in quartiere ancora caratterizzato da barriere architettoniche e disagi di ogni tipo. “Nessun riscontro, nessuna risposta , e dal municipio non si è fatto vedere nessuno”.  Ci hanno detto all’ufficio del SIDI.

Il presidente dell’associazione, Pietro Paolo Giuliano, ci mostra la mail protocollata con cui ha invitato il presidente Roberto Romanella, la vicepresidente e assessore alle Politiche Sociali Francesca Filipponi e l’assessore all’ Ambiente e alla Mobilità Katia Ziantoni. “Non c’è da stupirsi” -dice Andrei, uno degli operatori – “Sui disabili da sempre si cerca solo di fare campagna elettorale, una montagna di promesse, tutte” puntualmente” non mantenute. Vengono tutti  a fare le loro sfilate, a farsi fotografare e a stringere mani. Poi finalmente arrivano le elezioni e un attimo dopo, tutti spariti, mentre noi continuiamo ad affrontare quotidianamente problemi che andrebbero risolti insieme, di concerto con il territorio e le istituzioni.” Vista l’assenza di esponenti della giunta, ne approfittiamo per fare un giro con il signor Pietro Paolo, che ci mostra  quali siano le numerose problematiche di mobilità nel piazzale antistante la loro sede: buche , marciapiedi divelti, sacchi di immondizia e rifiuti di ogni genere che ostacolano gli spostamenti sono il corollario quotidiano di un percorso a ostacoli a cui i disabili di questo territorio sono costretti. Anche l’illuminazione stradale è raro che funzioni , dopo il pomeriggio non si vede nulla e tra le buche e le irregolarità del manto stradale, muoversi con la carrozzina è veramente difficile.

degrado-3degrado-e-sign-pietropaolo degrado“Qui a largo Mengaroni, siamo noi insieme ad altre associazioni ad occuparci della manutenzione, facciamo quel che possiamo, puliamo le aree verdi ma non possiamo ricoprire le buche o i marciapiedi. Siamo senza illuminazione da mesi e quando si fa buio, oltre ai problemi di deambulazione per i disabili, dobbiamo anche affrontare il degrado che prolifera con l’oscurità”. Anche il signor Alberto è sulla stessa linea: “Solo dopo due anni di segnalazioni all’Ama,  qualche mese fa sono finalmente venuti a pulire questo piazzale, ed ora già è tornato in uno stato a dir poco indecente. Questo dovrebbe essere un punto di incontro per i cittadini e le associazioni del quartiere, proprio per questo non si può pensare di appaltarne la manutenzione all’attivismo spontaneo dei residenti”.

La situazione è molto grave anche in diverse palazzine ed alloggi popolari come denunciano gli operatori: “In questo quartiere ci sono decine di anziani, malati e disabili che vivono reclusi nelle proprie case, impossibilitati a scendere le scale e bloccati in appartamento a causa degli ascensori guasti. Passano mesi prima che alle segnalazioni seguano degli interventi di manutenzione e ripristino”.  Purtroppo, anche i cittadini hanno disertato l’incontro, complice probabilmente l’ orario lavorativo, che non ha favorito la partecipazione: “Ovviamente ci saremmo aspettati anche una presenza da parte del quartiere, oltre che delle istituzioni, ma noi non ci arrendiamo e continueremo a denunciare e svolgere il nostro ruolo di aggregazione sociale e di stimolo verso l’amministrazione” .

É questo il pensiero di Pietro Paolo, che nonostante tutto, continua a portare avanti le sue ide di libertà e le sue  battaglie civili, non solo per il SIDI, ma per tutta la cittadinanza. “Tutto ciò è frutto di un’alienazione dal contesto sociale che ormai ci coinvolge tutti. La gente non partecipa perche è delusa e le istituzioni se ne fregano” – afferma Antonio Balducci, vicepresidente SIDI- “che il municipio non mandi nemmeno un rappresentante a un incontro come questo significa che, avere un confronto con il territorio non è considerato prioritario da quest’amministrazione. Poco importa che lo facciano perché non sono all’altezza di risolvere il problema, non avendo gli strumenti, o perche hanno deciso di rimanere  arroccati sulle loro posizioni; fatto sta che si limitano ad una gestione puramente tecnico-amministrativa”.

Oltre ad interventi immediati , atti a rimuovere le barriere architettoniche e garantire il diritto alla mobilità dei cittadini disabili, il SIDI si rivolge direttamente all’amministrazione centrale capitolina: “Vogliamo sapere se la Regione ha stanziato i fondi destinati alle periferie e, se sì, cosa sta facendo il Comune a riguardo? Possibile che debbano esserci cittadini di serie A e di serie B? Ci si riempie spesso la bocca con frasi tipo: “una città a misura di tutti”. Ecco, non è così per i disabili- conclude il signor Pietro Paolo- e siamo stanchi di questo scaricabarile infinito tra la Regione e il Comune”. Giacomo Capriotti

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