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VI Municipio. “Torbella ha già i suoi eroi”, e ne va fiera

presidio-pd-3Si è svolto ieri a Tor Bella Monaca il presidio, convocato dal Partito Democratico del VI Municipio, per la legalità e la lotta alla criminalità organizzata. Un’iniziativa a cui hanno partecipato residenti e numerose associazioni che animano il territorio.

Circa un centinaio di partecipanti hanno preso parte al presidio del Partito Democratico del VI Municipio, che si è svolto ieri a Tor Bella Monaca, nel giardino adiacente Via dell’Archeologia. L’iniziativa aveva un duplice obiettivo: da una parte manifestare a favore della legalità e contro la criminalizzazione del territorio, dall’altra quello di esprimere solidarietà a chi questo quartiere lo vive, lo anima e si batte ogni giorno nel tentativo di migliorarlo. Oltre a numerosi rappresentanti e militanti dem, tra i quali Andrea Casu, segretario romano, i parlamentari Matteo Orfini e Roberto Morassut e l’ex ministro della P.A. Marianna Madia, erano presenti anche decine di associazioni che, ognuna a modo suo, hanno offerto il loro contributo ad un confronto pubblico e costruttivo tra realtà differenti che, pur nella diversità delle pratiche e degli obiettivi specifici, hanno comunque voluto mettere al centro della discussione l’impegno civico e lo spirito di solidarietà attivo che caratterizza questo territorio.

“Mentre c’è chi viene a fare passeggiate elettorali, sfruttando i problemi che purtroppo esistono per continuare a ghettizzare gli ultimi, c’è chi lotta tutti i giorni e resiste per rendere Tor Bella Monaca un posto bello davvero. Il compito della politica è sostenere queste realtà e per questo motivo abbiamo deciso, in qualità di Partito Democratico di Tor Bella Monaca, di organizzare questa manifestazione con la partecipazione di tutte le realtà che animano il nostro quartiere”- dichiarano gli organizzatori. “Tor Bella Monaca non può essere usata come un palcoscenico da chi vorrebbe sfruttarne il disagio per meri fini elettorali. Dire di voler combattere la criminalità organizzata senza investire sulla cultura, sul lavoro e sull’abbattimento delle disuguaglianze, non è altro che uno spot, uno slogan vuoto. Qui non serve la ricetta leghista della militarizzazione del quartiere, non vogliamo ulteriori ghettizzazioni”-afferma Nella Converti, neo-eletta all’assemblea nazionale PD, nonché una delle rappresentanti dem del territorio.

presidio-pd-6Da segnalare l’intervento degli operatori di Villa Maraini, da 20 anni in prima linea nell’ambito della prevenzione delle tossicodipendenze e nel contenimento del rischio, recentemente sotto attacco da parte di chi, ancora oggi nel 2109, reputa i tossicodipendenti come soggetti sui quali dover “spegnere la luce”, dei quali non bisogna parlare né tantomeno interessarsi, se non quando muoiono. “Siamo attaccati perché la gente non sa, o non vuol sapere quale realtà ci sia dietro la tossicodipendenza. Il nostro è un lavoro silenzioso, che non si vede, ma pensate che solo l’anno scorso abbiamo salvato 47 persone da morte sicura. A noi non interessano i discorsi politici, il nostro lavoro è informare, prevenire e aiutare chiunque ne abbia bisogno”.

Anche Lucia Ercoli di Medicina Solidale racconta la sua esperienza: “In questi quindici anni di attività ho imparato che la legalità dipende essenzialmente dal rispetto dei diritti dei più deboli. Una società che non tiene il passo degli ultimi, non è umana e non ha futuro. Il lavoro svolto da M.S. è proprio il tentativo di considerare l’accesso alla cura come un diritto da garantire soprattutto ai più deboli, come cita l’art. 32 della Costituzione. E purtroppo quando le disuguaglianze crescono, quando i diritti primari come quello alla salute vengono meno, allora non c’è più né legalità né sicurezza. La legalità nasce dall’aprire la porta. Il rischio è alto, ma lo è ancor di più tenere la porta chiusa”.

Gli interventi si susseguono uno dopo l’altro: CGIL, ANPI, Booklet Le Torri con Alessandra Laterza, il SIDI (Sindacato Italiano Diritti Invalidi), e ancora, il “Centro romeno per l’integrazione e le tradizioni” attraverso il suo presidente Gheorghe Cristecu e l’associazione “Tor Vergata”, che parlando di finanziamenti alla cultura, in un territorio difficile e caratterizzato da un forte tasso di abbandono scolastico, auspica “degli interventi di migliorie per l’università ed investimenti seri sul diritto allo studio da parte del Governo, qualunque sia il partito ad amministrare il potere”.

presidio-pd-11Caterina è una delle fondatrici di Bella Vera: “Un anno fa abbiamo costituito questa associazione. È stata una scommessa. Il nostro obiettivo era dimostrare che una periferia apparentemente grigia e nota alle cronache per essere una delle piazze di spaccio più grandi d’Europa potesse essere guardata con occhi diversi. E allora ci siamo messe degli occhiali, stile “Black Mirror”, per farvi vedere che il pregiudizio verso un posto buio può essere combattuto frequentandolo. A via dell’Archeologia, la strada dello spaccio, abbiamo provato a fare una piccola rivoluzione: corsi di fotografia, presentazioni di libri, eventi musicali e sportelli di ascolto. In questo modo abbiamo realizzato che si può vincere il terrore solo offrendo un’opportunità, che da quelle torri grigie le persone cominceranno a scendere quando realizzeranno che il loro destino non è segnato come tutti pensano, che l’alternativa c’è davvero”.

Mirko Castaldi è uno dei ragazzi di EgualMente, un’altra associazione che lavora sul territorio promuovendo diritti, uguaglianza e giustizia sociale. “Qua non servono le passeggiate di chi vuole solo fagocitare voti speculando sul disagio e sui problemi del territorio. L’opportunismo non serve, serve metterci il cuore. “Prima gli italiani”. Ma prima di chi? Perché dovremmo metterci in contrapposizione ad altri esseri umani? Anche nel municipio sento ogni tanto lo slogan “prima le torri”… questo slogan ripercorre la stessa logica che ha portato il cosiddetto “centro del potere” a scordarsi di quest’area di Roma. Perché qui siamo a Tor Bella Monaca, siamo a Roma, in Italia, in Europa e nel Mondo. Non esiste “prima qualcuno”, dobbiamo cominciare a pensare “tutti insieme”.  Mirko cita anche l’esempio del Liceo Amaldi e dello “sciopero alla rovescia” organizzato da professori e studenti in solidarietà ai migranti: “un orgoglio per Tor Bella Monaca e il simbolo di una generazione che non rimane indifferente di fronte alle ingiustizie”.

L’iniziativa si è poi conclusa con gli operatori di Villa Maraini che, come loro solito, hanno ripulito il parco al termine dell’evento. “Si è trattato solo di un presidio, ora però bisogna mettersi a lavorare insieme per il bene del territorio”- È  questo il commento più frequente tra gli organizzatori e i partecipanti alla manifestazione. È vero, è stato solo un presidio, ma anche una boccata di ossigeno nel dibattito politico territoriale e cittadino; una risposta alla kermesse xenofoba in salsa leghista andata in scena una decina di giorni fa proprio a Tor Bella Monaca. Un punto di partenza che delinea un percorso lungo e difficile, ma necessario a costruire un’alternativa sociale, civile e politica in contrapposizione alla barbarie dell’egoismo sociale, al bullismo istituzionale e alla propaganda sovranista che avvelena i nostri quartieri. Giacomo Capriotti

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