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VI Municipio. La Consulta Handicap e i comitati di quartiere sotto accusa

13177371_1128361330548131_5082109910723364845_nIl Vicepresidente uscente, Paolo Petri, si presenta come candidato presidente nella lista Periferie in Movimento. Sul suo manifesto elettorale riporta la sua attività nella consulta. La Presidente Ilarioni: “Inopportuno”.

Il controllore che diventa controllato. E’ quanto in sintesi sta accadendo intorno alla lista Periferie in Movimento, di cui candidato presidente è Paolo Petri, vicepresidente uscente della Consulta Handicap. Tutto normale, se non fosse che nel suo manifesto elettorale scrive “attualmente è vicepresidente della consulta handicap”, un fatto che ha fatto andare su tutte le furie alcuni disabili e rappresentanti di altre consulte municipali. La polemica intorno a questo tema si era già innescata quando Petri, ai nostri microfoni, dichiarava che la presidente della consulta handicap VI Municipio, Marilena Ilarioni, si sarebbe candidata con lui.

Uscito l’articolo, la presidente, a detta di Petri, aveva deciso di ritirarsi. La stessa ci aveva contattato per smentire quanto dichiarato dal ‘collega’. Alla notizia del manifesto elettorale la Ilarioni ha commentato: “Un fatto inopportuno, avevo pensato di chiedere le dimissioni del direttivo ma poi con la consulta decaduta con l’amministrazione non l’ho fatto. Unico rappresentante, in quanto presidente, oggi sono io”. Salvo poi rimangiarsi quanto dichiarato dopo poche ore: “La consulta non è decaduta, quindi Petri è vicepresidente. Mi occuperò della questione”. Invece di tuonare rispetto al manifesto pubblicato, la Ilarioni ha avuto un atteggiamento sobrio del tutto incomprensibile nei confronti del suo compagno di lotta Petri.

Non va meglio nei comitati di quartiere, in particolare quello di Villaggio Breda, che vede il suo presidente, Virgilio Consoli, candidarsi nella lista PIM, nonostante da statuto del CdQ dovrebbe dimettersi. Lui stesso ammette nella pagina Facebook del CdQ che avrebbe dovuto farlo, ma “la lista è espressione dei cittadini”. Nello statuto del comitato all’articolo 1.a si legge: “Il comitato di quartiere è istituito quale struttura autonoma non assoggettata ad alcuna organizzazione ideologica, religiosa, politica e/o sindacale”. Inoltre all’articolo 6.b si legge: “Tutti possono essere destituiti all’incarico per interessi personali, iniziative personali autonome che possano danneggiare la credibilità del comitato stesso”.

Mischiare o sovrapporre il ruolo di controllato e controllore appare una contraddizione in termini.

Federica Graziani

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