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VI Municipio. Finocchio ha la sua “Karate Kid”

56161449_439745729903584_7890629331125272576_nAbbiamo incontrato Asia Agus, 17enne siciliana e romana d’adozione, pluricampionessa italiana e attualmente n.1 nel ranking mondiale di categoria. Una storia di sport, sacrificio e passione.

La lezione di karate per i bambini è nel pieno dello svolgimento quando entriamo nella palestra “Sport Connection Club” di Finocchio. A seguire con sguardo vigile l’allenamento dei circa venti ragazzini c’è l’istruttore Andrea Torre, direttore tecnico della palestra e allenatore della Nazionale giovanile di karate.
Siamo qui per incontrare una giovane karateka, Asia Agus, diciotto anni ancora da compiere, fiore all’occhiello della società sportiva di cui fa parte, dominatrice dei campionati nazionali e attualmente numero uno nel ranking mondiale di categoria. Qualcosa in più che una bella speranza per l’Italia del karate, una vera e propria campionessa, senza utilizzare mezzi termini.
Nell’attesa, Mister Torre inizia ad elencarci i successi riportati da Asia da quando hanno iniziato ad allenarsi insieme: numerosi titoli nazionali, una serie di medaglie nella Youth League (Coppa del Mondo giovanile karate), un bronzo nella categoria juniores lo scorso anno a Sochi in Russia, fino all’oro europeo conquistato ad Alborg in Danimarca.
Incontriamo Asia, in anticipo rispetto al suo allenamento. È molto emozionata e lascia trasparire tutta la sua spontaneità. Le chiediamo come e quando ha conosciuto la passione per il karate.
“Lo sport è sempre stato un elemento fondamentale nella mia educazione, ho iniziato all’età di sette anni ad Augusta. In famiglia siamo tutti sportivi, anche mamma e papà si sono conosciuti proprio in palestra, entrambi facevano karate. – racconta Asia- Dopo 8 anni ho dovuto cambiare società sportiva per motivi agonistici, e ho continuato ad allenarmi fino a quando ci siamo trasferiti a Roma per seguire papà, che di lavoro fa il militare”.
Asia ripercorre quelli che sono stati i suoi successi, raccontando i sacrifici e le emozioni che hanno caratterizzato i suoi impegni e le sue vittorie. “Ovviamente la strada è stata lunga, dopo i campionati italiani ho iniziato l’anno scorso con dei buoni piazzamenti nella Youth League, fino al terzo posto conquistato a Sochi, l’argento a Caorle nella “Venice Cup” di dicembre e finalmente l’oro europeo ad Alborg”.
Le chiediamo in particolare proprio della sua ultima vittoria, la più prestigiosa, quella ottenuta ad Alborg a febbraio di quest’anno: “Ero carica, fiduciosa, ma non mi aspettavo un risultato del genere, è stato fantastico”. Ci racconta le fasi salienti della sua scalata all’oro, iniziata con un primo incontro difficile contro la combattente austriaca, per poi scatenarsi con l’atleta slovacca, travolta 4-0 ai quarti, e ripetendo lo stesso risultato con l’avversaria francese in semifinale. Poi la finale, una gara tirata fino alla fine, che ha visto Asia imporsi 1-0, grazie al colpo decisivo piazzato contro la svizzera Florence Voegelin.
“È stata un’emozione indescrivibile, qualcosa che sognavo e volevo con tutta me stessa. Rappresentare il mio Paese e salire sul gradino più alto del podio è stato per me motivo di grande orgoglio, e spero lo sia anche per chi mi segue e crede in questo sport. Non mi sento un’eroina, né un idolo, ma spero che altri ragazzi e ragazze seguano il mio esempio, perché lo sport, al di là delle medaglie, è un modo positivo di formarsi, crescere e imparare ad affrontare la vita. Ovviamente devo moltissimo al mister Torre, con lui sono cresciuta tanto dal punto di vista tecnico, mi ha supportato in tutto e ha sempre creduto in me spronandomi a migliorare ogni giorno”.
Non deve esser semplice per una ragazza di 17 anni conciliare la passione sportiva a livello agonistico internazionale con gli altri impegni, sia scolastici che familiari, come spiega Asia: “Mi alleno tutti i giorni, anche se non è sempre facile trovare il tempo per fare tutto. Spesso studio la notte, ma anche su questo la mia famiglia mi ha sempre appoggiato nelle mie scelte e incoraggiato ad andare avanti. Ho imparato ad affrontare gli impegni, non solo quelli sportivi, con la giusta testardaggine e lavorando sodo”.
A ottobre ci sarà l’appuntamento più atteso, i mondiali di categoria ed Asia sembra già concentrata sull’obiettivo: “Li vivrò serenamente, così come ho affrontato gli Europei, combattendo con attenzione e cercando di ottenere il miglior risultato”
Nonostante la giovane età Asia dimostra di avere le idee ben chiare e, impegni sportivi a parte, quest’anno per lei ci sarà anche la maturità da affrontare: “Eh sì, un altro impegno fondamentale. Cosa farò da grande? Voglio andare all’università, mi piacerebbe frequentare scienze applicate e studiare le biomolecole, è una cosa che mi ha sempre affascinato. Ed ovviamente voglio continuare ad allenarmi, facendo di questo sport il mio lavoro”.
Una storia quella di Asia, che racconta come anche lo sport abbia una funzione importante nella crescita e nella formazione dei ragazzi, soprattutto in un territorio di periferia come il nostro; un territorio spesso carente di offerte culturali, ludiche e sportive che siano in grado di limitare gli effetti del disagio sociale, e di convogliare le energie positive dei giovani verso qualcosa di costruttivo.
Di questo è sicuro anche mister Torre: “Al di là dei risultati e delle medaglie, che fanno sicuramente piacere, il motivo per cui insegno è quello di fare aggregazione e promuovere la diffusione di valori positivi: il rispetto delle regole, del compagno, dell’avversario, la tolleranza, sono valori più che mai necessari nella crescita e nell’apprendimento. Lo sport aiuta i nostri bambini e ragazzi a diventare gli uomini e le donne di domani, e questa è la cosa più importante, la vera sfida da vincere. Non c’è risultato migliore da ottenere o piazzamento più ambito”. Giacomo Capriotti

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