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VI municipio. A Torre Angela il decreto sicurezza inizia a mostrare il suo vero volto

presidio-anpiIniziativa del circolo ANPI “Nascimben” ieri a Torre Angela. Un presidio per parlare di sicurezza e democrazia, in un quartiere blindato a causa del corteo organizzato dall’estrema destra.

“Senza lavoro, pace e diritti non può esserci sicurezza, per nessuno, italiano o straniero”. È iniziato così il presidio chiamato dall’ANPI per discutere ed illustrare quelli che sono gli effetti del decreto Sicurezza e Immigrazione, approvato in via definitiva  dal parlamento a fine novembre e convertito in legge il primo dicembre 2018. Un incontro pubblico per capire quali siano gli effetti pratici del decreto Salvini, oltre il dibattito politico e mainstream sul compartimento immigrazione.

roberto-catracchiaUna sessantina i partecipanti che si sono riuniti in via Torrenova, nel quartiere di Torre Angela, per confrontarsi sui temi dei diritti e della sicurezza. Un’iniziativa autorizzata, che ha visto aderire oltre ai residenti anche numerose realtà associative e rappresentanze partitiche, tra le quali Cgil, USB-casa, Diritti Torbella, Errezero, PRC , LeU e PD. L’obiettivo era quello di far conoscere le novità normative insite nella legge che, oltre la stretta alla concessione della protezione internazionale per i migranti sbarcati sulle coste italiane, inasprisce anche le pene per occupazioni abusive di immobile, estende i casi di Daspo urbano e pericolosità sociale e iscrive in ambito penale, azioni di protesta come il blocco stradale.

Una giornata che, in teoria, sarebbe dovuta trascorrere all’insegna della partecipazione e del confronto democratico, ma così non è stato. Sin da subito infatti è apparso evidente l’imponente schieramento delle Forze dell’ordine, che con numerosi blindati, volanti ed agenti hanno perimetrato l’intera area, presidiando militarmente la zona. Il motivo? Certo non quello di contenere il pacifico presidio dell’Anpi, la cui discussione in piazza non disturbava nemmeno i residenti dei palazzi circostanti. nAgli organizzatori dell’ANPI infatti è stato comunicato in mattinata che, a meno di due chilometri di distanza, a Tor Bella Monaca, una trentina di militanti di estrema destra, dietro la sigla “Prima gli italiani” avrebbero sfilato con autorizzazione della Questura. Una scelta che fa discutere e accende nuovamente il dibattito sulle infiltrazioni dei gruppi neofascisti nel nostro territorio, e sulle sponde, più o meno istituzionali, che permettono loro di agire indisturbati, nonostante i dettami costituzionali. “Come ANPI abbiamo organizzato un presidio per spiegare ai cittadini che cos è il decreto sicurezza e ci siamo trovati in una situazione surreale.  Abbiamo saputo che , mentre noi presentiamo le richieste regolarmente con 20 giorni d’anticipo, la questura ha autorizzato un’ organizzazione fascista, con 48 ore di preavviso, a sfilare in corteo, nello stesso municipio dove si stava svolgendo un presidio dichiaratamente antifascista”. Così Roberto Catracchia, segretario del circolo Anpi  “Nascimben” del VI municipio.

maria-vittoria-molinari“È quantomeno inconsueto, da parte di chi gestisce l’ordine pubblico, dare la possibilità a due manifestazioni contrapposte, di svolgersi nello stesso giorno, lontane non più di due chilometri. Chiediamo al ministro Salvini se questo è il modo  in cui pensa di gestire l’ordine pubblico e garantire l’agibilità democratica e la sicurezza dei cittadini. Su questo partirà un’interrogazione alle istituzioni per chiedere spiegazioni”. nIl presidio si è poi regolarmente svolto, denunciando le nuove disposizioni in materia di sicurezza, volte, secondo l’Anpi e le associazioni presenti, a criminalizzare il dissenso e le azioni di protesta. Maria Vittoria Molinari, residente a Torre Angela, racconta di come 40 anni fa in questa periferia furono proprio le occupazioni e i blocchi stradali gli strumenti di lotta grazie ai quali si ottennero conquiste civili e sociali: n“è grazie a forme di protesta, anche conflittuali, ma pur sempre democratiche, previste dalla nostra costituzione, che abbiamo ottenuto le case popolari, scuole, acqua, luce e gas. Ce le siamo conquistate portando in strada le nostre istanze e lottando per i nostri diritti”.

manif-fascisti

Anche Angela Barone, Presidente del comitato degli inquilini ISVEUR di Torre Maura e attivista di ASIA –USB è sulla stessa linea: n“Era importante oggi dare un segnale di tipo politico e civile, visto ciò che sta accadendo nel nostro Paese in questo momento storico. Stamattina sono rimasta senza parole, dopo aver saputo della presenza qui vicino di gruppi di estrema destra autorizzati a sfilare in corteo, e trovo indegno da parte dell’amministrazione aver dato spazio a questi soggetti. Li conosciamo bene, sappiamo cosa fanno, chi colpiscono e cosa vogliono dal nostro territorio. Sono preoccupata perché evidentemente anche loro percepiscono di avere una qualche forma di copertura istituzionale, magari dovuta ad una certa vicinanza ideologica. È stata una provocazione da parte di chi muove i fili per alimentare tensioni nelle periferie”. nAncora Catracchia, al termine dell’evento, tira le somme della giornata: “Siamo comunque estremamente soddisfatti per la partecipazione, sia delle realtà associative che di quella spontanea dei cittadini, tutto ciò nonostante qualcuno abbia provato a montare un clima di paura e insicurezza. nQuesta di oggi è stata la prima di una serie di iniziative che porteremo avanti nelle prossime settimane per creare un’opposizione che, direttamente dai territori, sia in grado di attivare una mobilitazione sociale contro una legge che riteniamo antidemocratica. L’attacco ai diritti non riguarda solo gli immigrati, ai quali esprimiamo la nostra solidarietà, ma riguarda tutti i cittadini di questo Paese”.

La prossima di queste iniziative è prevista per metà febbraio, con una manifestazione che partirà proprio dalla parrocchia S. Maria Madre del Redentore di Tor Bella Moncaca, dove ieri è partito il corteo “nero”, per ribadire che non si può affrontare la crisi parlando solo di paure. Catracchia riserva anche un pensiero al territorio che ha ospitato il presidio:“Vogliamo chiedere scusa sia al quartiere che alle forze dell’ordine , per il massiccio dispositivo di polizia, carabinieri e vigili urbani che fin da questa mattina sono stati mobilitati. In una situazione normale sarebbe stata sufficiente una volante”.

E cosi pochi giorni dopo il corteo svoltosi a Centocelle per la commemorazione di Alberto Giaquinto, i municipi del nostro territorio si ritrovano per l’ennesima volta a fare i conti con chi cerca di cavalcare il disagio delle periferie ed alimentare le tensioni sociali. Gruppi che come Forza Nuova, Casapound e Azione Frontale, sfruttando quegli stessi valori democratici in cui non si riconoscono, approfittano della crisi per scatenare la loro offensiva verso gli ultimi, sdoganando pubblicamente paure, violenze e xenofobia. “Chiunque può esprimere le proprie idee in democrazia” , questa è la giustificazione sviolinata dai neofascisti ad ogni loro iniziativa. Vero, ma piuttosto che storpiare e mistificare il senso voltairiano di quest’affermazione, basterebbe soffermarci su ciò che diceva il compianto presidente Sandro Pertini: “Il fascismo per me non può essere considerato una fede politica… il fascismo è l’antitesi di tutte le fedi politiche [... ], perché opprime le fedi altrui.“ Giacomo Capriotti

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