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Vertenza Roma Tpl, hanno vinto i lavoratori

tpl proteste (1)Siglato in Prefettura l’accordo che restituisce la dignità agli autisti del consorzio, che ha sancito il termine della protesta. Tornate regolari le linee gestite da Roma Tpl. Gabrielli: “Vigileremo”

È finita, le vetture della Roma Tpl Scarl e del consorzio Cotri, che gestiscono il 20 per cento delle linee autobus, hanno ripreso il servizio. Gli autisti sono riusciti a strappare un accordo epocale, sotto certi aspetti, dopo anni di angherie e soprusi. E questo grazie alla determinazione e alla compattezza della categoria. Per otto lunghissimi giorni hanno presidiato le rimesse di Raffaele Costi, Maglianella e gli altri sparsi per la Capitale, notte e giorno, alternandosi coi colleghi e sfidando le ire dell’Azienda e gli articoli tendenziosi della stragrande maggioranza dei media. Ma ce l’hanno fatta, l’Azienda è stata piegata. “Chiediamo scusa agli utenti – ripetono di continuo -, ma non potevamo continuare così. A lavorare senza essere pagati”.

Il servizio è rimasto fermo per una settimana, nessuna vettura è uscita dalle rimesse, specialmente negli ultimi giorni della protesta. “È così che si deve fare – rincara Francesco, autista di AtacSpA -, per noi è stata un’occasione mancata”. Cioè? “Siamo tutti sulla stessa barca, dovevamo essere solidari coi colleghi della Roma Tpl e metterci di traverso”. E perché non lo avete fatto? “Ci lamentiamo in continuazione e poi, al dunque, rimaniamo divisi, legati ognuno alle proprie logiche sindacali. E questi, la dirigenza, ci gode. Loro sono andati oltre questi paletti e sono riusciti a ottenere un enorme successo. Sono stati dei grandi”. Sì, veramente. “Sono stati giorni difficili e duri, – hanno scritto – con i lavoratori che hanno resistito alla criminalizzazione dell’Azienda, alle minacce del garante degli scioperi (sempre più garante delle aziende!) ed alla ostilità di molti utenti esasperati, anche per via della disinformazione alimentata dalle istituzioni. Ma sono stati anche giorni entusiasmanti, in cui compatti e uniti 1800 lavoratori hanno strappato con la lotta la dignità che l’Azienda gli sta negando da due mesi, innanzitutto non pagandogli lo stipendio dovuto”.

tpl proteste (8)L’accordo è stato siglato la sera del 30 novembre dal Prefetto Gabrielli. Un’intesa, sottoscritta da tutti le organizzazioni sindacali, che obbliga l’Azienda al versamento degli stipendi (ottobre e novembre), comprese le tredicesime, di sospendere “la ritenuta per il recupero delle somme ERG”, e a versare le “già trattenute e non ancora versate per alimentare il fondo di previdenza complementare PRIAMO”. Sulla procedura di licenziamento di 143 lavoratori, inoltre, dovuto alla riduzione del servizio del 10% “del numero dei chilometri”, l’Azienda ha dichiarato “di aver già attivato un formale tavolo di riduzione di confronto con le organizzazioni sindacali”. “Per quanto concerne le somme dovute dalla Regione Lazio – si legge ancora nel documento -, per la corresponsione di Euro 306 annui ai dipendenti, il dottor Taucer [sub commissario ndr] precisa che l’Amministrazione Capitolina sta procedendo a effettuare approfondimenti in merito per capire se tali somme siano già incluse nell’ammortare del debito fuori bilancio a favore dell’Azienda, di circa 31 milioni di euro per i quali Roma Capitale sta svolgendo i relativi adempimenti amministrativi”. E ancora: “La Prefettura si impegna a continuare nell’attività di monitoraggio al fine di verificare gli impegni assunti in sede istituzionale, in primis il rispetto del regolare pagamento degli emolumenti stipendiari”.

“La vittoria dei lavoratori della Roma Tpl – ha commentato il consigliere regionale Fabrizio Santori, membro della commissione trasporti – è la migliore notizia per Roma, perché i mezzi, soprattutto in periferia, torneranno a circolare e i lavoratori riceveranno finalmente quanto spetta loro di diritto. I cittadini e i turisti sono indignati ed increduli per le condizioni del trasporto di una città che si professa europea”.“La conclusione positiva della battaglia dei lavoratori del Consorzio Roma Tpl, con il ripristino della regolarità nel pagamento degli stipendi e della tredicesima, dimostra che lo sciopero costituisce uno strumento indispensabile per difendere non solo i lavoratori, ma anche il rispetto delle regole”, osserva Fabiola Bravi, dell’Esecutivo USB Lavoro Privato. “Erano 5 anni – ha continuato – che i lavoratori del Consorzio protestavano senza successo per sottolineare le irregolarità conclamate di queste aziende e per chiedere il rispetto dei loro diritti elementari. Nell’incontro in Prefettura è emerso con chiarezza che queste aziende hanno esercitato comportamenti irregolari, ritardando i pagamenti degli stipendi senza giustificati motivi. Per quanto i 143 esuberi in Roma Tpl, è stato aperto un tavolo di confronto”.   David Nicodemi

 

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