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Versante Prenestino, alla caserma ci pensano i consorzi

fossoosaIl Comune ha proposto al CPR (Consorzio Recupero Urbano) di destinare i soldi non impegnati dei consorzi alla costruzione di una caserma a Villaggio Prenestino.

Il Comune di Roma ha deciso di realizzare nuove caserme nei quartieri periferici. Non avendo fondi per intraprendere un’operazione così dispendiosa si è rivolto al CPR (Consorzio Recupero Urbano) per capire se i consorzi avessero soldi disponibili da impegnare per questo scopo. Il CPR si è reso disponibile. Nel Municipio VI, in particolare nel versante prenestino, da anni si discute sulla necessità di aprire una caserma per combattere l’onda di criminalità che ha assalito la zona. Scandagliando i conti dei vari consorzi, quello di Villaggio Prenestino attualmente ha la disponibilità economica maggiore. Per questo il sito proposto dal CPR al Comune di Roma si trova proprio nel quartiere che si sviluppa lungo via Fosso dell’Osa.

L’area indicata è quella che si affaccia di fronte all’attuale sede della BCC. I Carabinieri hanno già fatto un primo sopralluogo e hanno giudicato l’area idonea. E’ stato organizzato un incontro informale tra i consorzi dei territori in cui si è cominciato a discutere dell’operazione.  Nella mattinata del 16 settembre i rappresentanti dei vari consorzi del VI Municipio sono stati invitati ad un tavolo in Campidoglio alla presenza dell’Assessore allo Sviluppo delle Periferie Paolo Masini. Il Delegato del Sindaco, Dott. Mancinelli, si è dato una settimana di tempo per decidere sull’area prescelta. I Carabinieri effettueranno un secondo sopralluogo e a quel punto l’intera operazione dovrebbe partire. Ogni consorzio destinerà una parte dei propri soldi non impegnati e insieme presenteranno un progetto di area che avrà al massimo 8 proponenti. I costi dell’opera saranno pagati con fatture intestate ad ogni consorzio. Una volta finita, la struttura passerà nelle mani del Comune che l’affiderà al Ministero o attraverso il pagamento di un canone mensile per l’affitto oppure il Campidoglio potrebbe decidere di donare la struttura a costo zero in cambio del servizio di vigilanza e sicurezza che una caserma per sua natura dovrebbe offrire.

Le polemiche. Non tutti i consorzi hanno gradito l’atto di imperio del CPR che, in molti ci segnalano, ha espresso parere favorevole prima di consultare i consorzi dei territori. A contestare il metodo è stato in particolare quello di Corcolle Est, presieduto da Roberto Giordano: “Voglio sottolineare che ritengo un presidio delle forze dell’ordine necessario in questo territorio. Ho espresso la mia contrarietà a che fosse finanziato anche dal Consorzio Corcolle Est, ho elencato tutte le opere promesse dalla amministrazioni che si sono di volta in volta succedute al Campidoglio e che non si sono mai realizzate, ( Cento Piazze, centro polifunzionale etc etc.) ho palesato le gravi lacune del sistema di recupero delle acque meteoriche, della mancanza di un luogo di aggregazione giovanile e non, e della realtà di un quartiere dormitorio. Nel tentativo di far comprendere le difficoltà del territorio, ho affermato che senza un adeguato sistema di servizi e senza il tentativo di costruire una comunità viva dove ognuno non si chiuda in casa alle 20,00 lasciando le strade in balìa di chiunque voglia distruggere o ledere le altre persone, non serviranno 30 carabinieri ma sarà necessario barricare il quartiere.

Detto questo chiunque affermi che ho detto di essere contrario alla caserma non dice la verità. Ogni atto compiuto dal direttivo e da me stesso è sempre volto alla tutela ed al miglioramento delle condizioni del quartiere”.Contattato Luciano Bucheri, Direttore del CPR, spiega: “Dei consorzi invitati quello di Corcolle per il metodo e quello di Castelverde per il luogo prescelto, hanno espresso delle perplessità. Corcolle in particolare ha circa 87mila Euro che non sarebbero sufficienti per realizzare opere per il quartiere. Chi non volesse partecipare a questa operazione può non farlo ma ricordo che esiste una norma che stabilisce che se i soldi dei consorzi non vengono impegnati per 3 anni possono essere utilizzati per i progetti comunali. In questo progetto verranno coinvolti solo i consorzi che hanno a disposizione soldi non impegnati. Corcolle Est non ritiene necessaria la caserma e ricordo che rifiutò all’epoca la mia proposta di unirsi con Giardini di Corcolle”. Effettivamente a Corcolle esistono tre consorzi: Corcolle Est, Giardini di Corcolle e via Sefro. In sintonia con gli iscritti Giordano scelse di non unirsi, ma più volte ha seguito la linea dell’unione per realizzare opere pubbliche, come nel caso dei parchi. “Perché non unire oggi le risorse attuali dei tre consorzi per realizzare un’opera per il nostro quartiere?”, commenta Giordano. A Giardini di Corcolle è intanto partito il processo per indire le nuove elezioni per il presidente, in seguito alla scomparsa di Franzini.

Le perplessità. Per loro natura, i consorzi nascono per riqualificare le zone periferiche attraverso la realizzazione di servizi come illuminazione, rete fognaria, verde pubblico, spazi aggregativi. Quindi per rendere i quartieri dei luoghi vivibili e urbanizzati. Una caserma può essere sì intesa come una struttura che migliora la qualità della vita dei cittadini e che porta una miglioria sociale in un territorio, ma far passare il messaggio che la sicurezza si ottenga dalla semplice edificazione di un presidio è solo fumo agli occhi. Affinchè la sicurezza sia garantita è necessario aumentare il numero di uomini, di auto, che consumano benzina, ma la situazione attuale del nostro Paese ci riporta ad un’altra triste realtà fatta di spending review, tagli, scioperi del personale di polizia costretto a lavorare in condizioni disumane.

A sostenere questa posizione Roberto Mastrantonio, capogruppo municipale di SEL: “Il problema non è fare una caserma ma che non ci sono uomini sufficienti per farla funzionare. Dobbiamo farla finita con la logica di spendere 10 milioni di Euro per realizzare queste strutture quando invece la criminalità potrebbe essere prevenuta e arginata con progetti sociali che limiterebbero la delinquenza. Bisogna che il Comune investa nella prevenzione del crimine. Che i consorzi si occupino di realizzare una caserma è una procedura a me sconosciuta. Il Ministero non ha soldi. Mantenere una caserma ha dei costi enormi. Per ottenere una reale sicurezza serve la presenza sul territorio che una struttura non garantisce. Non sarebbe meglio investire dei soldi sulla realizzazione di spazi sociali che rendano il territorio vivo anche nelle ore notturne?”.

Federica Graziani

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