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Valle Borghesiana, arriva la sentenza

ValleBorghesianaokIl Giudice del Tribunale di Roma, con la sentenza n. 2636/2015, dà piena ragione alla società Scatola a cui riconosce la titolarità dei terreni che insistono sui consorzi Colle Regillo e Due Colli.

Si è pronunciato il Tribunale di Roma, in merito all’intricata vicenda che da anni blocca la realizzazione del toponimo Valle Borghesiana, tra la società Scatola e i consorzi. Abbiamo incontrato l’amministratore della società, Giuseppe Malabarba.  “Per quanto concerne – spiega l’Amministratore – le scritture private/preliminari il Giudice ha rilevato che “nessuna prova è stata fornita che il firmatario dei preliminari di vendita avesse il potere di rappresentare ed impegnare la società Scatola in assenza di qualsivoglia procura; in più il Giudice ha rilevato “al contrario il tenore degli atti datati 1969 (che risalgono ad epoca anteriore alla costituzione della società avvenuta nel 1973) nei quali un tale Fiorini si dichiarava proprietario per atto intervenuto con la Scatola s.r.l. consente di escludere che i medesimi siano opponibili alla Scatola s.r.l. ed idonei ad impegnare i suoi organi alla stipula dei definitivi”. Anche la domanda di usucapione non ha trovato alcun accoglimento in quanto il Giudice ha ritenuto non sussistente l’animus possidendi “idoneo a costituire l’elemento soggettivo dell’invocata usucapione” proprio alla luce della domanda di trasferimento invocata in via principale. Il Giudice, pertanto, rigettate tutte le domande, ha accolto la domanda riconvenzionale della Scatola s.r.l. e per l’effetto “ha condannato gli attori ed intervenuti adesivi autonomi occupanti sine titulo, a restituire alla medesima società Scatola s.r.l. i lotti rispettivamente occupati”.

Malerba

Giuseppr Malarba

La sentenza è esecutiva e autorizza la Scatola a riprendere possesso dei terreni.  La società rappresenta 58 ettari circa del toponimo Valle Borghesiana, composta da 200 ettari: alla Scatola quindi compete circa il 31% di tutto il toponimo, un fatto che, a meno che non si trovi un accordo, ostacola la chiusura dell’operazione Valle Borghesiana. L’amministratore fa presente che la società Scatola Srl ha più volte tentato negli svariati anche recenti incontri con i Presidenti dei Consorzi di trovare un accordo cumulativo per la vendita dei lotti di terreno ad un prezzo congruo, suggerendo altresì un percorso di mediazione civile che permettesse il riconoscimento di reciproci diritti. Ma tale possibilità non è stata accolta! Si dubita che la gente sia stata informata di tale possibilità di definizione bonaria che porterebbe finalmente alla intestazione degli immobili costruiti dagli occupanti ed insistenti sul terreno. Inoltre, l’Amministratore Malabarba fa notare che dall’esame degli atti giudiziari, dalla lista dei nominativi in esso contenuti ed indicati, emergono delle evidenti incongruenze. Tra le varie quella relativa alla circostanza che vari lotti,  rimasti fuori dalla vicenda giudiziaria sopra indicata, venivano coinvolti con la nuova citazione promossa nel 2012 dai ‘Presidenti dei consorzi Colle Regillo e Due Colli” (causa ancora pendente ed, a dire di tante persone che hanno direttamente contattato la Scatola, neppure a conoscenza della stessa) e addirittura dagli elenchi indicati due terreni risulterebbero intestati al consorzio Colle Regillo.

 “Chi ha tratto un guadagno da questa lunga e penosa vicenda? – commenta Malabarba – Non certo la Scatola che ha dovuto fronteggiare e chiudere nel corso degli anni ben due fallimenti, subìto delle cause civili e penali con richieste ed accuse del tutto infondate ed infamanti. Il tutto mentre “altri” non proprietari approfittavano delle disgrazie della società, e vendevano e rivendevano indisturbati con scritture private e accordi verbali i terreni in oggetto”. La Scatola punta alla soluzione della vicenda e rilancia ai consorziati la sua proposta: “L’invito è quello di trovare una soluzione definitiva nell’ interesse sia della società proprietaria che delle famiglie che sono in attesa da tanto tempo di risposte concrete e serie ai loro problemi ma soprattutto corrispondenti alla verità fin troppo taciuta se non mistificata”. Federica Graziani

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