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Valle Borghesiana a rischio scissione

Il 4 febbraio si è svolto l’incontro tra i Presidenti dei 6 Consorzi della Valle Borghesiana per parlare della possibile scissione tra i 9 consorzi.

assemblea valle borghesianaDopo l’incontro dei 6 consorzi appartenenti al Coordinamento Valle Borghesiana con il Sindaco di Roma Ignazio Marino e il Presidente del Municipio VI Marco Scipioni, la questione legata alla soluzione del contenzioso Scatola è stata messa in serio pericolo. Infatti in una riunione del 5 novembre tra il Consorzio Periferie Romane e i Comitati di Presidenza delle ACRU Colle Regillo II, Valle Margherita, Valle Serena, Colle Aperto, Peroselle, Nuova Capanna Murata, Via del Torraccio, Via Fontana Candida, in cui si discuteva dei piani di recupero dei nuclei ex abusivi relativi ai toponimi ‘8.6 consorzi Valle Borghesiana’, ‘8.9 Finocchio via di Vermicino’, ‘8.15 via del Torraccio’, in merito alla questione del contenzioso sui diritti di proprietà delle aree tra la Soc. Scatola s.r.l. ed i consorziati delle ACRU Colle Regillo II e Due Colli, era stato deliberato che ogni iniziativa si sarebbe dovuta compiere attraverso un percorso decisionale unitario: in caso contrario i consorzi si sarebbe ritenuti liberi di operare autonomamente.

L’incontro tra i soli 6 consorzi, che ha escluso gli altri 3, con il Sindaco ha prodotto una lettera indirizzata al Primo Cittadino in cui gli esclusi comunicavano la loro volontà di staccarsi dagli altri. Nel 2005, con l’approvazione della delibera n. 189/2005, si era aperto un barlume di luce per risolvere il contenzioso sulle lottizzazioni abusive ex Francisci e per avviare quindi le procedure di adozione dei toponimi. “Il toponimo Valle Borghesiana – si legge nella lettera – è composto da sette consorzi e associazioni consortili, di cui cinque non coinvolti dalla questione delle proprietà contese, come ad esempio Colle Aperto e Peroselle, ma urbanisticamente legati agli effetti della sua mancata soluzione. Al fine di risolvere la vicenda, altre due associazioni consortili, proponenti di altrettanti toponimi, hanno accettato di subordinare l’avvio della propria procedura di adozione, alla soluzione del contenzioso riguardante solo due dei nove consorzi e associazioni consortili.

Le migliaia di famiglie coinvolte per anni, con spirito di solidarietà nei confronti di altre famiglie di consorziati, hanno atteso che si pervenisse a qualche soluzione, rinviando a date incerte il riconoscimento urbanistico a cui, finalmente, si stanno avvicinando i consorziati di oltre 44 toponimi”. L’incontro con il Sindaco, avvenuto il 19 dicembre, su iniziativa di Marco Scipioni, Presidente del VI Municipio, di Mauro Baldi, Presidente del Consorzio Due Colli, Amedeo Del Vecchio, Presidente di Valle Margherita, è stato quanto mai ‘irresponsabile’. All’assemblea del 4 febbraio l’aria è tesa. Sotto accusa i due presidenti. Ad attaccarli con foga il Presidente del Consorzio Colle Aperto, Mario Pasquariello, che punta sulla superficialità dei due: “La scissione mi sembra ormai obbligatoria”. Prende la parola Del Vecchio: “Dividere significa rifare la delibera 189, poi c’è da rifare il toponimo, passeranno un paio d’anni. Ma è bene che aspettiamo due anni o è bene che il Sindaco in un paio di mesi risolva questa soluzione?”.

A questa osservazione risponde il Direttore del CPR, Luciano Bucheri: “ La 189 che comprende i 7 toponimi di Valle Borghesiana, quello di Finocchio via di Vermicino, quello di Valle della Morte e quello di via del  Torraccio di Torrenova l’ho scritta io, su mandato del CPR, insieme a Morassut, quindi è materia che conosco bene. Tratta della questione Scatola. Dai principi della 189 si è a suo tempo, per motivi tecnici, distaccato il Toponimo di Valle della Morte, che è stato adottato ad aprile 2013. La 189 dice che i  Consorzi dei 9 toponimi (esclusa, quindi Valle della Morte) possono ripresentare un progetto coordinato anche con l’aumento dell’indice (punto H). Abbiamo chiesto agli altri consorzi un sacrificio di 9 anni. I tempi sono questi: se noi presentassimo domani mattina i progetti, cosa non possibile, verrebbero ottimisticamente, approvati fra 3 o 4 anni. Qualcuno ha pensato, visto che c’è il ‘Salvatore della patria’, di andare da solo, con un’ingenuità errata che pesa sulla pelle della gente. Se ancora non è tardi propongo di riprendere i 7 consorzi, ricreare il clima unitario. Senza questo non ci sono alternative alla separazione”.

Riprende la parola Del Vecchio: “Quando si è insediata la nuova giunta i 7 consorzi si sono riuniti in un coordinamento con lo scopo prettamente politico di parlare con le istituzioni. Abbiamo parlato con il Presidente Scipioni del problema Scatola e ci ha dato indicazioni per incontrare il Sindaco. C’erano tutti e 6 i presidenti a porte aperte.  Abbiamo lavorato insieme per tanti anni”. L’intervento più concitato è quello del Presidente del CPR, Giacomo Guglielmi: “Amedeo dice “rappresento il coordinamento ci riferiamo al Presidente”. Dopo le elezioni è cominciato a cambiare qualcosa nei rapporti. Fregandosene di quell’assemblea (5 novembre 2013) qualcuno è andato per la tangente e ha rotto un patto di solidarietà tra i consorzi. Nel momento in cui si mette all’interno dei consorzi la politica figlia di una lotta fratricida si determinano gravi conseguenze!”. Evangelisti, un consorziato, commenta: “In una riunione a casa di Baldi c’era stata fatta la proposta di andare da soli perché il CPR non aveva fatto niente. Vi siete messi in testa che si riesce con Marino e Scipioni. Alcuni assessori mi hanno detto che Scipioni sta sbagliando!”. Sul finale l’intervento di Baldi: “Quel verbale a cui vi attaccate è stato scritto dopo la riunione!”. Mente sapendo di mentire. E sarà sconfessato da tutti i presenti.

L’incontro si chiude con la proposta di Bucheri di rivedersi tra 15 giorni dopo che i consorziati avranno avuto modo di confrontarsi tra loro e decidere sul da farsi. E’ solo l’inizio di una brutta pagina di politica, che sta mettendo a rischio il futuro di quei cittadini che, invece, dovrebbe tutelare.

Federica Graziani

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