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Valle Borghesiana, a rischio il toponimo

ValleBorghesianaSe non si troverà una soluzione all’annosa ‘questione Scatola’, non si potrà procedere alla progettazione del Toponimo.

“E’ ormai ufficiale che non è più possibile applicare le norme della delibera 189/05 punto H. Ciò significa, ovviamente, che deve trovarsi una composizione “privatistica” tra Consorziati e Scatola
(compravendita(?); cessione di parte dei diritti edificatori (?))”. Sono le parole del Direttore del Consorzio Recupero Urbano, Luciano Bucheri, in merito al futuro di Valle Borghesiana. “E’ emersa – continua Bucheri – la sostanziale impossibilità a suddividere il Toponimo (la procedura sarebbe ulteriormente complessa, già di per sé difficile), i Consorzi sono costretti ad una decisione comune, che oggi, da quanto mi risulta, non sembra esserci ancora. Tra l’altro mi pervengono notizie che vi siano posizioni diverse anche tra i 2 Consorzi (Due Colli e Colle Regillo ndr) più interessati. Speriamo che non sia vero”. La Scatola è la proprietaria dei lotti delle aree interne ai due
Consorzi Colle Regillo e Due Colli. “Poiché le due parti sostengono posizioni quasi inconciliabili (eccessi sia nelle proposte di vendita che di acquisto, che scontano azioni giudiziarie e polemiche quasi quarantennali), se non si perviene ad una soluzione concordata, è oltremodo difficile procedere con la progettazione del Toponimo, con danni per tutte le parti”. Se i due consorzi e la società Scatola non troveranno un accordo, l’unica possibilità è che il Comune avvii la redazione ed approvazione del toponimo come iniziativa esclusivamente pubblica. “Ciò, però, non solo non risolve il problema delle proprietà – spiega Bucheri – ma le aggrava, in quanto la Scatola, ad approvazione, guadagnerebbe un maggior valore dei terreni; ciò sul piano giuridico è ineccepibile, ma sul piano “morale” lo giudico ingiusto”. Qualora non si approvasse il toponimo, scatterebbero pesanti conseguenze: i residente non otterrebbero i servizi; i proprietari dei terreni edificabili non potrebbero realizzare la propria abitazione. “Nonostante ciò – commenta Bucheri – la legislazione fiscale impone il pagamento delle tasse sulla casa o sul terreno come terreni edificati e non più
agricolo; chi non ha ritirato le sanatorie nelle aree Scatola, anche a seguito di una comunicazione formale dell’UCE, non potrà ritirarle. Sarà possibile ritirarle solo dopo essere divenuti proprietari del lotto”. Il Direttore del CPR, Luciano Bucheri, lancia una proposta: “L’unica soluzione è la solidarietà e l’accordo di tutti i Consorzi che, con il sostegno politico/sociale delle Istituzioni, debbono imporre un buon compromesso economico da realizzare con la Scatola”.

Federica Graziani

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