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Valeria Di Blasio, l’arte come urlo di libertà

Valeria Di BlasioIntervista a Valeria Di Blasio artista acclamata della scena romana.

Nata nel 1976 a Roma, Valeria Di Blasio, residente a Ponte di Nona, fin da piccola si appassiona all’ architettura e all’arte. Conseguita la laurea, comincia a lavorare come architetto per dodici anni. Dentro di sé nutre un desiderio: quello di diventare un’artista. Nell’ ottobre del 2014 decide di lasciare il lavoro di architetto per avvicinarsi al mondo degli artisti. Vincitrice del premio della critica ” Le tre signorie di Calcata” con il suo dipinto dedicato all’attore Massimo Troisi.
Cosa ti ha spinto ad avvicinarti al mondo dell’arte?
Sono stata un architetto per dodici anni svolgendo questa professione con tutta la passione che avevo in corpo, reputando l’arte solo come un passatempo ed un sogno irrealizzabile. Poi qualcosa è cambiato. Volevo essere libera e volevo realizzare il mio sogno, così ho deciso di abbandonare il mio lavoro per dedicarmi completamente alla pittura. Oggi il mio lavoro a tempo pieno è quello dell’artista poichè mi permette di esprimere ogni mio sentimento ed ogni mia emozione.
ritratto_Massimo_Troisi_12_03_2014Quali sono i temi che maggiormente affronti nei tuoi dipinti?
La mia arte si basa su opere astratte informali e su opere figurative. Mi capita a volte di voler copiare la realtà ed affrontare un tema fisso, ma purtroppo il mio cuore mi consiglia di stravolgere tutto, mischiando le opere con i miei sentimenti. Ultimamente mi sono soffermata sui ritratti di persone famose. La scelta di questo tema, non deriva dalla voglia di voler sfruttare la loro fama, ma semplicemente cerco di ritrarre personaggi che per me hanno significato qualcosa. Ho fatto ritratti di Pasolini, di Margherita Hack, di Troisi e di altri personaggi importanti: sono attratta dalla somiglianza caratteriale che sento con queste persone.
Mi piacciono molto i volti, soprattutto gli occhi; cerco di imprimere nella loro creazione il senso di libertà che ottengo io dipingendo. Nelle opere astratte invece preferisco mostrare la me combattiva, dipingendo con colori forti e con pennellate decise.
Sei anche un’architetta oltre che pittrice: come si è inserita la passione dell’architettura all’interno della pittura?
Credo che la mia formazione di architetto mi aiuti con le composizioni e con la scelta dei colori. Inoltre l’architettura riesce a fondersi molto bene con le opere astratte. A tal proposito sto cercando di collaborare con alcune ditte proprio per creare dei quadri da arredamento.
l'amore di una madreDove esponi le tue opere?
Solitamente quando organizzo una mostra cerco di riunire tutto sotto uno specifico tema, unendo magari i quadri in cui ho impresso sentimenti simili. Alcune volte invece mi piace unire diversi concetti e sbizzarrirmi. Ultimamente ho una mostra permanente in una biblioteca di Castelverde a cui cambio allestimenti almeno una volta al mese. Il bello di essere artista è che puoi condividere con le persone il tuo lavoro. Il brutto è che per farlo servono delle gallerie di arte che molte volte chiedono soldi. Le istituzioni dovrebbero realizzare gallerie gratuite in cui artisti come me possano esporre i loro quadri. Naturalmente c’è la mia pagina Facebook dove i più curiosi possono venire a vedere le mie opere. Spero che un giorno l’arte torni ad essere valorizzata e messa sullo stesso piano di altri lavori. Gianmarco Peccolo

 

 

 

 

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