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Università. Elezioni CDA: Tor Vergata o Tor VerGotham?

Medicina4Fra dubbi e accuse reciproche è vittoria del candidato Scerbo (Gruppo Indipendente Medicina): “Merito della nostra presenza”. Eletto anche Gaspari a Economia, fuori Capobianco di Altro Ateneo.

Nuova formazione nel Consiglio di Amministrazione dell’Università Tor Vergata dopo la chiamata alle urne del 24 e 25 marzo. A spuntarla i candidati Francesco Scerbo (Gruppo Indipendente Medicina) e Luca Gaspari (Unirete), eletti rispettivamente con il 42,3% delle preferenze (1512 voti) e il 26,9% (963 voti).Fermata al 23% (813 voti) Tamara Capobianco di Altro Ateneo, l’altra forza in corsa per la tornata elettorale, che rimane così esclusa dalla rappresentanza in Consiglio. Una vittoria, dati alla mano, oggettivamente schiacciantedel Gruppo Indipendente di Medicina, che tuttavia lascia dietro di sé un polverone di accuse, dubbi e “falsità che fanno sorridere” come dichiarato dallo stesso Scerbo.

La disinformazione. Innanzitutto va detto come il compito informativo dell’istituzione universitaria verso gli studenti sia venuto meno: dal Rettorato non è arrivata alcuna comunicazione riguardo le imminenti votazioni, tant’è che gli studenti ne sono venuti a conoscenza solo attraverso il lavoro – e la massiccia propaganda – delle varie organizzazioni studentesche e partitiche. Fattore questo che ha influito sull’affluenza potenziale alle urne, con il risultato di un netto disequilibrio nel numero di votanti effettivi tra le varie macro aree di Tor Vergata, come nel caso di Medicina ed Economia – facoltà d’appartenenza dei neo eletti Scerbo e Gaspari – che hanno registrato maggiore, ‘massiccia’ partecipazione. Non solo numeri.

Scerbo1Trasferte in pullman. Su tutte l’ipotesi paventata da Altro Ateneo riguardo i voti presi dal candidato di Medicina Francesco Scerbo: quest’ultimo avrebbe ottenuto un alto numero di preferenze grazie agli studenti delle sedi distaccate di Tivoli e Sora, cui è stato fornito il trasporto in pullman per andare a votare nella sede principale di via Montpellier. Secondo Altro Ateneo dietro quest’organizzazione ci sarebbe l’ombra di partiti politici. “I viaggi in pullman sono stati organizzati e finanziati dagli stessi studenti – risponde Scerbo – che hanno raccolto fondi per venire a votare nella sede principale: non c’è nessun partito dietro, siamo indipendenti. Gli studenti – continua – hanno così avuto la possibilità di esprimere la propria volontà, in principio al loro diritto scegliere i propri rappresentanti, cosa che altrimenti non sarebbe stata possibile visto il problema che obbliga gli studenti di sedi distaccate a votare esclusivamente all’interno della sede principale. Tutte queste sono falsità che mi fanno sorridere – stigmatizza Scerbo – la vittoria è il risultato del lavoro fatto in maniera seria e senza metodi spiccioli quali colazioni pagate o pranzi sociali” conclude.Certo è che il sistema di spostamento dei votanti nelle sedi elettorali, è stato – ed è – prerogativa ben oliata dei partiti tradizionali, risulta difficile credere che così tanti studenti abbiano avuto la ‘coscienza civile’ di finanziare, organizzarsi e votare in queste modalità per elezioni d’Ateneo. Forse i meccanismi dei partiti tradizionali stanno invadendo anche il sistema elettorale universitario, in barba al professato principio di apartiticità? Siamo forse di fronte ad una realtà dove chi possiede sostanziose risorse economiche può auspicare maggiormente alla vittoria?

Frondizi1Conflitti di interesse. Uno degli strascichi che queste tornate elettorali porteranno ancora avanti nel tempo, saranno quindi le tante polemiche e illazioni susseguite nel post-elezioni. “Frutto del ‘rosicamento’” dichiara Frondizi, senatore accademico dei Giovani Democratici, la frangia universitaria del PD. Secondo l’opposizione un altro punto di scontro riguarda infatti il conflitto d’interessi che alcuni capogruppo di Tor Vergata avrebbero rispetto alla loro mansione di assistenti all’interno dell’università, come nel caso del suddetto Rocco Frondizi.“A Tor Vergata, rispetto agli altri atenei, l’elezione di un dottorando è permessa: per me è un valore aggiunto – dichiara Frondizi – concorro alla valutazione degli studenti in sede d’esame ma non decido io l’esito finale, né tantomeno ho mai sfruttato la mia posizione per fini elettorali”. “L’esperienza di un dottorando può essere utile agli studenti e dare degna rappresentanza a una categoria che assieme ai ricercatori non è debitamente tutelata – continua Frondizi – anche Altro Ateneo ha candidato dottorandi in altre facoltà, come nel caso di Giacomo Gabbuti, assistente del professor Piga, docente di Microeconomia presso la facoltà di Economia”. Ma non sarebbe meglio curare esclusivamente gli interessi delle categoria di ricerca e di dottorato anziché concorrere nelle elezioni studentesche? “I dottorandi sono studenti (almeno sulla carta n.d.r.) e auspichiamo a modificare il regolamento elettorale: non sarebbe giusto escludere queste categorie dal voto” continua il senatore dei Giovani Democratici che conclude “sono stufo di chi getta fango sul lavoro altrui anziché collaborare insieme per migliorare l’Ateneo”.

Tor VerGotham? Dopo la marea post-elettorale, rimane la schiuma di elezioni che, a schiaccianti vittorie e sonore sconfitte, ha visto legarsi modi di operare appartenenti  all’attuale classe politica dirigente. Propaganda di massa, conflitto d’interesse, sistemi di organizzazione spiccioli come oscuri – quanto noti. Nel frattempo, gli studenti possono aggrapparsi alla figura di un assistente/dottorando, facendosi offrire colazioni, prendendo pullman per andare votare –come da ‘buona’ tradizione partitica italiana – e subire l’eventuale infiltrazione di gruppi politicizzati – più o meno riconosciuti – nel mondo accademico romano: tutti punti che non dovrebbero gravare sul mondo universitario. Perché se è vero che di polemica se n’è fatta abbastanza per quello che concerne una votazione accademica, è altrettanto oggettivo come questi fatti siano caratterizzanti dell’intero sistema politico-sociale italiano.

Luca Covino e Matteo Muoio

 

 

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