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Un sopralluogo nel centro di accoglienza di Ponte di Nona

CentroAccoglienza_Pdn1Nella mattinata di giovedì 19 giugno la Commissione municipale ai Servizi Sociali ha effettuato un sopralluogo a sorpresa presso il centro rifugiati di via Giorgio Grappelli. Assente il Presidente della suddetta commissione Daniele Grasso.

La visita a sorpresa della Commissione ai Servizi Sociali del Municipio VI ha fatto luce su una questione che da mesi sta facendo parlare gli abitanti di Ponte di Nona: il nuovo centro di accoglienza di via Grappelli. Al sopralluogo non si è presentato Daniele Grasso, Presidente della Commissione Sociale. Il centro è stato aperto “a sorpresa” il 10 aprile scorso, in quanto sia i residenti che il Municipio VI non erano stati messi al corrente dei fatti, il centro per rifugiati accoglie 74 uomini dai 23 ai 30 anni, provenienti perlopiù da Mali, Senegal, Sierra Leone e Costa D’Avorio. Ad occuparsi della gestione della struttura ci pensa la Cooperativa Sociale ABC SOS con i suoi nove operatori, presenti 24 ore su 24.

Girando per l’edificio ci viene mostrato come ogni stanza, fornita di un bagno, accolga quattro uomini, il cui compito è quello di tenere l’ambiente pulito ed in ordine. Lo stesso vale per la sala ricreativa e la mensa, tutti spazi perfettamente curati. Come ci viene spiegato, entro sei mesi dal loro arrivo, una Commissione dovrà occuparsi di stabilire se i presupposti per divenire rifugiato politico ci siano o meno.

Nel frattempo tutto sembrerebbe andare per il verso giusto: non ci sono mai state liti o il bisogno di allontanare qualcuno dal centro. Solo a febbraio, quando gli inquilini risiedevano ancora a Tivoli, dodici individui si sono allontanati spontaneamente dal centro. Ai richiedenti asilo, nel frattempo, vengono impartiti dei corsi di lingua italiana poiché, secondo la legge, non possono accedere ancora al mondo del lavoro o dei corsi di formazione. Da un punto di vista legale, tutti i documenti sono stati inviati alla Prefettura di Roma, un’azione che ha permesso ai rifugiati la possibilità di ottenere un codice fiscale per le visite mediche.

Alla presenza di questo nuovo centro di accoglienza Ponte di Nona ha risposto in due maniere completamente opposte: da una parte c’è chi non risulta infastidito dalla sua presenza, in quanto non ha mai causato problemi di ordine pubblico, dall’altra c’è chi ne vorrebbe l’immediata chiusura. I rifugiati, nel frattempo, continuano ad integrarsi partecipando alle attività formative e sportive fornite dalla Parrocchia del quartiere.

Lucrezia La Gatta

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