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Tutti contro il raccordo Bis

raccordo bis (1)I comitati dei quartieri interessati, i cittadini, perfino la politica.

Il prossimo dicembre potrebbe partire la gara d’appalto. Il cantiere potrebbe essere aperto nel 2016 e concluso dopo tre anni. Quella che sembrava un’opera sconclusionata potrebbe trasformarsi in realtà: ecco perché il progetto del Raccordo bis comincia a destare forte preoccupazione. Il piano nacque nel 2007 da un tavolo tecnico coordinato dal Ministero dei Trasporti e al quale hanno partecipato Aeroporti di Roma, Ente territoriale di Roma Capitale, Roma mobilità e Rete Ferroviaria Italiana. Nel 2008 questo progetto venne inserito nelle 100 opere da realizzare dall’allora governo Berlusconi: senza consultazione e quindi di veloce attuazione. 35 chilometri a 6 corsie più 2 di emergenza di ben 40 metri di larghezza, con pedaggio, che segnerà il territorio di ben otto comuni. Il costo complessivo previsto sarà di 1miliardo e 660milioni di euro, giusto quanto basta per ottenere il finanziamento della Comunità Europea di 4oo milioni. Un costo di circa 48 milioni a chilometro. La strada attraverserà in parte il territorio dell’VIII Municipio in particolar modo solcando quei terreni attualmente destinati alla coltivazione per i prodotti locali. “E’ necessario potenziare il trasporto su rotaia – tuona l’AdQ Collina della Pace – magari ripristinando la vecchia ferrovia che un tempo era diretta a Fiuggi. Sarebbe un modo per dare sostenibilità ad un territorio tagliato fuori dai sistemi commerciali dal disfacimento di questa rete di comunicazione. Magari anche con l’aiuto dei privati che invece di investire sull’autostrada potrebbero farlo sulla ferrovia”. Il comitato “No Raccordo Bis”, nato per contrastare la realizzazione, esprime il disappunto: ”Significa danneggiare il territorio, distruggere parte dell’agro romano già penalizzato dall’imponente cementificazione. In tutta Europa le merci viaggiano su rotaia. E’ su questo che dovremmo puntare”. Tutti contrari quindi, compreso il Comune di Frascati, particolarmente coinvolto nell’operazione e la provincia di Roma. Allora chi vuole questa strada? Dietro ci sono interessi di privati, non solo legati alla gestione dell’autostrada, quanto a tutto ciò che vi ruoterà attorno: dalle nuove costruzioni alle attività commerciali connesse. Un indotto da migliaia di euro a discapito della popolazione e del territorio.

Jessica Santini

 

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