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Tra musica e inconscio, un tuffo “Dove i pesci affogano”

dove i pesci affogano“Dove i pesci affogano” è l’ultima fatica artistica del cantautore romano Andrea Cassetta, residente a Tor Bella Monaca. Un progetto che fonde musica e immagine, diviso in 3 capitoli, ognuno dei quali comprende un EP accompagnato da un cortometraggio.

Un’opera che nasce dalla voglia di rappresentare un percorso introspettivo nell’irrazionalità dell’inconscio, attraverso la melodia dei suoni ma anche con la forza delle immagini. Parliamo di “Dove i pesci affogano”, l’ultimo progetto artistico di Andrea Cassetta, 36 anni, cantautore rock di Tor Bella Monaca. Una trilogia di EP legati ognuno ad un cortometraggio: al momento è disponibile su ITunes e in tutti i digitalstores il primo capitolo del progetto, “L’abisso”, dove vengono affrontati i problemi della solitudine, della schiavitù dal denaro e la tirannia del tempo. In passato Andrea ha realizzato parte della colonna sonora del film “Fate come noi” di Francesco Apolloni, distribuito nel 2004 da Istituto Luce  intutti i cinema del Belpaese, mentre nel luglio 2013 ad accorgersi di lui è stato Piero Pelù, che ha condiviso sui propri canali social il brano “Le rive della desolazione”, una delle tracce de “L’abisso”. I due si sono pure incontrati qualche tempo dopo. Il cantautore di Tor Bella Monaca ha ottenuto ottime recensioni su tanti magazine e riviste specializzate, ricevendo menzione pure da Il Fatto Quotidiano.

Come nasce il progetto “Dove i pesci affogano” e quando ?

L’idea primordiale è stata partorita nel 2010, in realtà però “Dove i pesci affogano” era il titolo del secondo album di un precedente progetto che stavo portando avanti con la mia vecchia band. Poi ho fatto scelte artistiche diverse ma il titolo mi piaceva e ho scelto di usarlo per questa nuova opera, che è un ibrido tra musica e cinema, una trilogia di tre EP completati da altrettanti cortometraggi.

Quanto è importante, secondo te, rappresentare per immagini quello che si prova a comunicare con la musica?

Io penso che l’immagine sia importante tanto quanto la musica, la completa, ne dà una rappresentazione più forte. Premetto che i corti che allego ai miei dischi sono autoprodotti, io non ho studiato cinema o altro, è tutto come ce l’ho nella mia testa. Tante cose quindi potranno risultare sbagliate ma il mio obiettivo è quello di riuscire a rappresentare in immagini le visioni della mia mente

Parliamo degli EP. A che punto siamo col progetto?

Al momento è disponibile il primo capitolo, “L’abisso”, che si può scaricare in free download sul mio sito ufficiale www.doveipesciaffogano.com. Il secondo è in fase di ultimazione e conto di pubblicarlo in estate. Il titolo, a meno che non cambi idea, sarà “L’inconscio” e conterrà 5 brani anziché quattro come il primo. Il terzo è in fase embrionale e bisogna lavorarci su ancora molto.

Titoli particolari, cosa indicano?

Il filo conduttore dei lavori è la vita onirica. Apparentemente possono sembrare completamente scollegati ma hanno un senso intrinseco che li lega: mi ispiro ai sogni che faccio, sogni ricorrenti, paure, altri stati d’animo e piccoli frammenti di quotidiano che mi piace reinterpretare in senso metaforico.

In due parole, cos’è “Dove i pesci affogano”?

Viaggio introspettivo, il mio viaggio introspettivo, lo sforzo di dare un’immagine, una forma ad alcune sensazioni difficili da esprimere.

Progetti per il futuro?

Innanzitutto finire il secondo EP, poi magari qualche live in acustico e di conseguenza trovare un buon batterista che voglia accompagnarmi. Per il momento sono concentratissimo sugli EP, poi vedrò cosa vorrà riservarmi il futuro. Matteo Muoio

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