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Torrenova. Lorenzo, figlio di un dio minore

panoramica plesso scolastico PozziAlla scuola primaria “Pozzi” servono i lavori per abbattere le barriere architettoniche, ma in Campidoglio affermano di non aver i soldi sufficienti. Una vergogna.

“Non ci sono i fondi”, punto e accapo. Il piccolo Lorenzo Di Sante deve attendere, mettersi in fila e aspettare che il Campidoglio si ricordi di inserire il montascale nel Piano Investimenti. E la rabbia monta, non poteva essere altrimenti, specie se si dà un’occhiata ai milioni di euro sganciati per opere e manifestazioni discutibili, e ce ne sono, anche nel territorio del VI Municipio, o a quelli finiti nelle tasche dei vari protagonisti di Mafia Capitale, politici compresi.

   posto autoTeatro del vergognoso tira e molla, l’Istituto Comprensivo ‘Antonio De Curtis’ e, precisamente, la scuola primaria ‘A. Pozzi’ in via Casilina, all’altezza di Torrenova. Verso la fine di novembre Stefano, padre di Lorenzo, purtroppo segnato da una grave malattia neuro-motoria, aveva chiesto alla dirigente scolastica, la professoressa Serafina Di Salvatore, di interagire presso l’Amministrazione per abbattere le barriere architettoniche presenti nell’edificio scolastico. “Mi sono mosso con anticipo – ha spiegato il signor Di Sante – perché conosco la lentezza della burocrazia”.

 scale accesso palestra  Il 4 dicembre del 2014 la richiesta è partita (protocollo 5968/S2). “Si richiede – si legge nel documento – l’adeguamento delle strutture della Scuola Primaria ‘A. Pozzi’, appartenente a questo Istituto, al fine di rendere possibile la frequenza per il prossimo anno scolastico ad un alunno attualmente frequentante la Scuola d’Infanzia. Si ritiene opportuno richiedere sin da ora – continua la missiva – l’attivazione delle procedure volte all’adeguamento di spazi e strutture, al fine di garantire l’immediata fruibilità degli stessi da parte dell’alunno a partire dall’inizio del prossimo anno scolastico (2015-2016 ndr)”.

bagno LorenzoIn concreto c’era da adeguare un bagno-spogliatoio e da installare un montascale per consentire a Lorenzo di raggiungere la palestra. Ma il 16 aprile scorso è arrivata la prima doccia fredda, da parte del Dipartimento Sviluppo e Infrastruttura e Manutenzione Urbana di Roma Capitale: “Questo ufficio ha eseguito un sopralluogo tecnico – ha risposto l’ingegner Di Tosto, Dirigente della UO 8, protocollo 20484 – al fine di verificare la fattibilità di quanto richiesto. Avendo constatato la possibilità di installare un montascale per garantire l’accesso anche a persone carrozzate, è stato redatto un progetto tecnico ed economico, ma non avendo a momento risorse disponibili, l’intervento verrà inserito nel Piano Investimenti 2016-2018”.

   Se tutto va bene, Lorenzo potrà fruire del montascale tra due anni. Un’assurdità che grida vendetta. È mai possibile che nell’attuale bilancio dell’Amministrazione Capitolina non si riescano a trovare 25mila euro circa per acquistare uno strumento così indispensabile? Assessore Danese e assessore municipale Di Maso – a 1.500 al mese -, se ci siete battete un colpo.

   E il bagno-spogliatoio? “Quello è stato realizzato – ha risposto Di Sante -, ma non si può utilizzare”. E perché? “Sono state sbagliate le misure. Il fasciatoio non c’entra”. Incredibile, e ora? “Abbiamo trovato un locale in disuso, una sistemazione temporanea, in attesa di nuovi lavori”. E quando dovrebbero partire? “Al momento non ci sono i fondi a disposizione, così mi hanno risposto”. Anche il parcheggio esterno, l’unico disponibile, ha bisogno di una sistemata, perché costellato di buche e di avvallamenti, che rendono difficoltoso il passaggio delle carrozzine.

La morale della favola è presto detta, il nuovo anno scolastico è appena incominciato e il piccolo Lorenzo, ora alle elementari, dovrà arrangiarsi. L’Amministrazione, con tutto il tempo che ha avuto a disposizione, non è riuscita a intervenire in maniera adeguata. “Ma mi faccino il piacere”, avrebbe detto il Principe De Curtis (in arte Totò), il quale, tra l’altro, sarebbe ricorso ai ripari in un batter d’occhio. La sua umanità era infinita: non si può dire altrettanto per il Comune e il Municipio.

 David Nicodemi

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