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Torre Spaccata: polemica tra mercati

Mercato rionale via Sisenna

Mercato rionale via Sisenna

Gli esercenti di via Sisenna accusano che l’esercizio domenicale nell’ex mercato (Romanisti) non sia in regola. Un decreto del Ministero delle Politiche Agricole sembra difendere quest’ultimo. Nel mezzo il Municipio, che in confusione alimenta una sterile “guerra fra poveri”. 

Non si placa la diatriba tra i commercianti del rionale di via Sisenna e i responsabili del “farmer’s market” domenicale dell’ex mercato di via dei Romanisti. Al centro dell’attenzione il mercato agricolo inaugurato il 20 ottobre, progetto a chilometri 0 realizzato per favorire la filiera corta tra produttore e consumatore, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale. Per il coperto di via Sisenna Fabiola Pinori (Presidente degli esercenti del mercato) lancia precise accuse: “Quel mercato domenicale non dovrebbe essere consentito dall’Amministrazione, andrebbe chiuso. I commercianti non pagano le tasse come noi. Qui stiamo aggiustando una struttura che ci hanno consegnata già sfasciata con i nostri soldi! Ancora ci piove sui banconi, ancora stiamo aspettando che venga messo a norma il parcheggio sotterraneo. Paghiamo un canone mensile per i banchi, l’assicurazione, le pulizie, il metro notte, la manutenzione ordinaria, pure le luci di Natale. E per cosa?”.
La seconda accusa è parimenti ficcante: “A gestire quell’esercizio è un’Associazione (Calpurnia, ndr) che non dovrebbe lucrare sulle attività che organizza. Invece conseguono un guadagno, facendo concorrenza a chi fa il proprio lavoro onestamente”. Dunque i commercianti del rionale reputano l’attività dell’ex mercato una forma di concorrenza sleale perché agevolata da una diversa fiscalità. A placare le polemiche per Calpurnia Marco Marinelli, Presidente dell’Associazione: “C’è una larga mancanza d’informazione. Nei mercati agricoli in primis non è obbligatorio fino a un certo introito emettere scontrini, perché a vendere sono gli stessi agricoltori. L’Associazione ogni domenica incassa al massimo 20 euro, una percentuale che naturalmente è utilizzata per fini interni. Infine intendo precisare che per sicurezza noi il 10 ottobre avevamo già dato comunicazione al Municipio delle nostre attività, compresa quella in collaborazione con Coldiretti per il mercato con le aziende di Campagna Amica”. Marinelli, non avendo ricevuto una risposta formale dall’Amministrazione, si è fatto forte della prassi del silenzio assenso usata in materia amministrativa.
Il Municipio al momento è colpevolmente in ritardo nel controllo degli atti. Ammette Sardone, membro Commissione Commercio: “La palla è passata dalla Commissione Commercio a quella Patrimonio, per capire se la convenzione che lega Cittadini (il privato che ha concesso la gestione dei locali a Calpurnia, ndr) e il Comune è ancora valida. Solo in seguito controlleremo se l’attività di vendita del mercato sia lecita o no”. Sardone afferma – entrando nel merito – come una comunicazione come quella fatta da Calpurnia non sia sufficiente ad avere un’autorizzazione. Per questo i Vigili – incaricati di fare un sopralluogo nell’ex mercato – hanno intimato di sospendere l’attività domenicale fino a nuovo accertamento.  La situazione di completa confusione scatenata dalla lentezza amministrativa del Municipio sta alimentando una sterile “guerra fra poveri”, che in futuro sarà infuocata dall’incompleta regolamentazione sui mercati agricoli vigente in sede comunale.
Manuel Manchi

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