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Torre Spaccata. La scuola di via Berneri chiusa dopo 12 mesi di promesse

okA farne le spese l’associazione Hermes, per la cura e il sostegno di ragazzi con disabilità gravi come l’autismo. Senza una sede, Hermes è attualmente ospitata dal Centro Commerciale Le Torri. Gravi inadempienze del Municipio.

La scuola era stata chiusa a causa della pericolosità di alcuni pini all’interno del giardino scolastico. La struttura, invece, presenta ottime condizioni strutturali, visto che fu ristrutturata dal Municipio guidato da Lorenzotti, all’epoca di Alemanno, per poi non essere più aperta a causa dell’assenza di iscrizioni. La pericolosità del plesso, quindi, risiede tutta sulla carta, ed è veramente poco chiaro il motivo che ha portato questa amministrazione a ordinarne la chiusura, ormai da un anno.

loredana-fiorini-e-salvatore-memeoHermes era stata protagonista il 14 febbraio di un episodio spiacevole: durante la Commissione Trasparenza, richiesta dal suo Presidente Fabrizio Compagnone (Pd), uno dei consiglieri presenti, Giancarlo Colella (M5S), si era azzuffato con uno dei genitori, Salvatore Memeo. L’episodio era nato a causa di varie vicissitudini e a un crescendo di tensioni che Loredana Fiorini, presidente di Hermes, ha deciso di spiegare.

A maggio 2016, un mese prima delle elezioni, i genitori dei ragazzi avevano rimesso a nuovo il giardino della scuola, affidata dall’ex presidente Scipioni alla Consulta per l’Handicap che, a sua volta, ne aveva concesso l’utilizzo alle associazioni. “Da quella giornata sono usciti fuori 15 sacchi di potature – spiega Loredana – con in testa l’idea di fare l’ortoterapia e un giardino sensoriale. Nel frattempo, avevamo chiuso un accordo con Ikea, che ci avrebbe donato l’arredo, e stavamo portando avanti dei progetti che si sono dovuti improvvisamente chiudere”.

i-pericolosi-pini-potati-il-giorno-della-commissione-del-14-febbraioÈ comprensibile la difficoltà che i genitori hanno incontrato in questi lunghi mesi. “Voi siete qui a riflettere su cosa fare, cosa non fare – spiega Loredana riferendosi all’amministrazione – ma intanto i nostri ragazzi sono a casa a dondolarsi sulle sedie in attesa che arrivi l’operatore per portarli al centro commerciale”. Infatti è solo grazie alla solidarietà trovata nel centro commerciale Le Torri e alla decisione del Presidente del suo CdA, Alessandra Laterza, la quale ha destinato una sala del centro a Hermes, che i ragazzi hanno trovato un posto dove andare. “Non potremo mai ringraziarla a sufficienza – dice Loredana – ma non può essere questa la soluzione. Quando un ragazzo ha una crisi di sofferenza, il resto dei ragazzi entra empaticamente nella stessa condizione. Quando hai un solo ambiente è difficile riuscire a gestire una crisi di questo tipo. È necessaria la presenza di più spazi, come quelli che avevamo a via Berneri e che oggi sono ancora chiusi”, dal 15 giugno.

la-scuola-di-via-berneri-prima-della-chiusuraIl muro era stato alzato già a luglio, però, con la telefonata che riceve Loredana: “Siamo pronti a scaricare”. Era Ikea, i primi di luglio. Loredana era a Torvajanica per concedere un po’ di svago al figlio ma si precipita al Municipio. Viene ricevuta dall’Assessore Filipponi: “Dammi due giorni e ti faccio sapere – racconta Loredana – Non ha più chiamato. E da allora non mi risponde al telefono. Poi sento la segreteria, e vengo così a sapere che d’ora innanzi la Hermes non ha più facoltà di parlare con il Municipio ma deve parlare soltanto con la Consulta per l’Handicap”.

La chiusura della scuola corrisponde alla chiusura del Municipio. Una chiusura che è più un muro. Da quel 15 giugno si sono susseguiti vari incontri, varie telefonate. “Solo promesse – sintetizza Loredana – fino a che non abbiamo capito che non c’era alcun interesse a far proseguire le attività. Abbiamo scritto al Presidente del Municipio, Roberto Romanella, ma non ci ha mai risposto. Non ha mai risposto alle 20 famiglie che rappresentiamo. Abbiamo chiesto più volte un incontro, ed è solo grazie all’intervento del consigliere di Fratelli d’Italia Antonio Villino se siamo riusciti a essere ricevuti da Romanella. Era ottobre, c’era anche l’Assessore alle Politiche Sociali Francesca Filipponi. Dopo neanche un quarto d’ora, il Presidente riceve una telefonata, chiede scusa, si alza e se ne va. Per non tornare”.

Si arriva così alla commissione del 14 febbraio, con i genitori esasperati che accusano l’Amministrazione. In particolare la Filipponi, che la stessa Loredana ritiene responsabile del clima che si è venuto a creare in questi mesi.

prima-della-chiusura“Eppure l’accoglienza che abbiamo ricevuto qui dalla comunità locale di Torre Spaccata, di tutto il territorio del VI municipio e dei quartieri limitrofi è stata incredibile – racconta Loredana, raggiunta infine da Salvatore Memeo, protagonista della baruffa col consigliere Colella – C’era una grande partecipazione, eravamo perfettamente integrati nel tessuto sociale. Non capisco, non capiamo l’ostilità che il Municipio ci sta mostrando nei confronti di questa struttura. Nei confronti dei nostri ragazzi”.

“Attenzione, noi non vogliamo un affidamento diretto e fare le cose senza il rispetto della legge – tiene a precisare Salvatore Memeo – Ma quello che ci preme sapere sono i tempi. Vogliono fare un bando? Perfetto. Entro quando? Nel frattempo noi non possiamo stare così, i nostri ragazzi hanno disabilità gravi. Non si potrebbe fare una lettera d’intenti con affidamento temporaneo fino alla promulgazione dei bandi?”.

Il 14 aprile, intanto, all’Auditorium della facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Tor Vergata, questi ragazzi si esibiranno in un evento spettacolo di artisti “a sostegno delle realtà non profit del territorio, tra cui la Hermes – conclude Loredana – Noi abbiamo invitato il presidente Romanella e l’Assessore Filipponi, non sappiamo se verranno”. Flavio Quintilli

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