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Torre Spaccata. Il Comitato prende parola sul ferimento della piccola Cirasela e sulle accuse di razzismo


torrespaRiassumiamo la vicenda del ferimento della bambina di 13 mesi residente nel campo di Via Salone; un episodio grave su cui si è aperto un dibattito nazionale e in merito al quale pubblichiamo il comunicato del comitato di quartiere di Torre Spaccata.

Il 17 luglio la città di Roma è stata scossa da un grave fatto di cronaca, accaduto nella periferia Est, precisamente sulla via Palmiro Togliatti, all’incrocio con viale dei Romanisti, a Torre Spaccata. Cirasela una bambina rom di 13 mesi, che risiede insieme alla sua famiglia nel campo di via Salone, è stata ferita alla schiena da una pistola ad aria compressa mentre era a passeggio in strada in braccio alla madre. Da subito i genitori avevano dichiarato sia agli agenti che ai sanitari accorsi sul posto che la figlia era stata ferita da uno sparo.

Da lì la corsa in ospedale, al Pertini prima e poi il trasferimento al Bambino Gesù, dove nella notte la piccola è stata sottoposta ad un intervento chirurgico.

Le Indagini. Le indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia Casilina e quelli della Stazione Alessandrino, che partendo dal piombino estratto hanno passato al setaccio i negozi di vendita di questo tipo di armi sportive, hanno portato il 24 luglio all’identificazione del responsabile: Marco Arezio 59 anni, ex impiegato amministrativo al Senato e attualmente indagato dalla Procura di Roma per conto della pm Roberta Capponi con l’accusa di “lesioni gravissime”. Sarebbe lui ad aver sparato da una finestra della sua abitazione che si affaccerebbe proprio sulla via del ferimento.

Nel suo appartamento, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale hanno trovato una carabina e una pistola ad aria compressa, entrambe sottoposte a sequestro.

“Ho sparato per errore, volevo provare l’arma che avevo appena comprato”, ha poi dichiarato l’uomo. Secondo quanto riferito agli inquirenti, l’ex dipendente di Palazzo Madama avrebbe dunque puntato in aria mentre provava la pistola ad aria compressa, per poi far partire accidentalmente un colpo. Nel frattempo è stata ovviamente disposta una perizia balistica da parte della Procura per accertare la veridicità dei fatti.

Le condizioni della bambina. La bambina dopo l’operazione sta meglio ed è stata trasferita dal reparto di Terapia Intensiva a Chirurgia Generale. I medici rimangono comunque preoccupati, a causa di “una lesione vertebrale con interessamento midollare”. In pratica il piombino, entrato nella scapola destra di Cirasela è passato molto vicino al cuore e ha provocato una lesione alle vertebre che potrebbe causarle una paralisi. Sempre dall’ospedale specificano tuttavia, come sia ancora presto per una valutazione effettiva degli eventuali danni.

 Lo stesso giorno dell’identificazione del responsabile da parte delle forze dell’ordine , (quindi una settimana dopo l’accaduto,il 24 luglio) finalmente anche la sindaca Virginia Raggi si è recata in ospedale a far visita alla bambina, accompagnata dall’Assessore alle Politiche Sociali Laura Baldassarre. La Prima Cittadina ha espresso vicinanza alla piccola ferita e alla famiglia, augurandole una pronta guarigione e promettendo di mantenere vivi i contatti.

Il dibattito scaturito e l’accusa di razzismo. Questo grave episodio è finito così nell’occhio del ciclone dei media nazionali, oltre che per l’età della vittima coinvolta, anche a seguito delle numerose aggressioni a sfondo razziale, (alcune sfociate in omicidio come nei casi di Hady Zaitouni ad Aprilia e Soumaila Sacko nel vibonese) avvenute nelle ultime settimane nel nostro paese.

Su quanto il linguaggio e le scelte politiche dell’attuale Ministro dell’Interno abbiano una responsabilità nell’aver ormai sdoganato un sentimento xenofobo e violento, si potrebbe discutere a lungo; ma ciò che ci preme ora è dare la parola a chi in questi quartieri ci vive, a chi ne conosce i problemi, i disagi, ma anche le gioie e le esperienze di condivisione.

Pubblichiamo a tal proposito il comunicato stampa del Comitato di quartiere di Torre Spaccata sui fatti sopracitati: “A Torre Spaccata nessun episodio di razzismo. Il recente grave fatto di cronaca che ha visto vittima una piccola bambina rom, colpita da un fucile ad aria compressa partito da un edificio del nostro quartiere, ci lascia sgomenti e allo stesso tempo determinati nel condannare l’episodio. Saranno ovviamente le indagini ad appurare eventuali responsabilità. Il nostro quartiere vive il degrado e lo stato di abbandono, al pari di altre realtà cittadine e la presenza di campi abusi certamente non aiuta ma, al di là di alcune manifestazioni con le quali i cittadini hanno voluto richiamare l’attenzione delle Istituzioni, nel quartiere non si sono mai registrati episodi di razzismo. Il nostro impegno per migliorare le condizioni e la qualità della vita dei cittadini, si è sempre ispirato a valori come la solidarietà, la partecipazione e la condivisione. Pertanto, rifiutiamo qualunque azione di intolleranza ed invitiamo le Istituzioni a dare risposte concrete e di buon senso. Al di là della contesa politica”. Così in una nota, il Comitato di quartiere di Torre Spaccata. Giacomo Capriotti

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