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Torre rossa: “Benvenuti in questo schifo”

Magazzino Benvenuti in questo schifoContinua il “tour del degrado” per Tor Bella Monaca. Più di 75 famiglie vivono in case “avariate” e senza nessuna ditta che manutenga i locali. L’ Amministrazione sa tutto ma sottovaluta la pericolosità della situazione.
In queste settimane ci giungono continue segnalazioni dagli inquilini che popolano le torri di Tor Bella Monaca. E più edifici visitiamo più ci accorgiamo che il fondo non era stato ancora raschiato. La Torre 3 – sita in Largo Mengaroni n.10 – è chiamata “torre rossa” per via delle impalcature di quel colore installate all’ingresso oramai da 7 anni. “Sono pericolose – dice Laura Artizzu, residente –  non solo perché pericolanti, ma anche perche presentano bulloni e chiodi sporgenti ad altezza bambino. Mio figlio ha diversi graffi e cicatrici sulle braccia causati proprio da quei ferri! Circa tre anni fa degli operai Romeo (ditta incarica della manutenzione dal Comune, ndr) accorsi per un controllo hanno assistito direttamente a uno degli incidenti. Tutto quello che mi hanno saputo dire è di fare più attenzione!”.
Cantine. La Torre 3 presenta quasi tutti gli aspetti allarmanti delle altre, ma con un’emergenza più marcata negli spazi delle cantine. I due livelli sotterranei sono molto diversi tra loro: il primo è utilizzabile, il secondo no. Motivo? È completamente allagato e brulicante di topi, nonché pieno di rifiuti di ogni sorta. Nelle giornate di pioggia si sente lo scrosciare dell’acqua che passa fra le tubature rotte o completamente ossidate per l’incedere del tempo. “Dal secondo piano sotterraneo – dicono i residenti – abbiamo spostato tutti i nostri averi al primo, nell’ala non allagata”. In quello stanzone adibito a magazzino generale campeggia una scritta: “La valle della morte. Benvenuti in questo schifo” scritto con la bomboletta. Gli abitanti sono coscienti dell’imbarbarimento in cui vivono.
Le altre problematiche. Al pian terreno Tiziana Balzano vive con il figlio in una casa pregna di umidità:” Siamo succeduti a una famiglia che aveva occupato precedentemente questo posto. Sono invalida al 100% e di sicuro le condizioni dell’abitazione non mi aiutano con la poliomielite. I Servizi Sociali del Municipio hanno partecipato parzialmente alle spese di ristrutturazione della mia casa, ma per il resto abbiamo dovuto provvedere da soli alle spese. Essendo invalida vorrei avere più spazi per vivere, qui mi sento intrappolata”. Al secondo piano Giorgio Calò accusa il tipico problema delle torri scatenato dalle tubature degradate. Il soffitto della camera da letto è ammalorato dall’acqua piovana e degli scarichi dal piano superiore. Dal quattordicesimo invece i problemi sono diversi. “Ogni volta che piove – afferma Giancarlo Cinciotti – dalla scala retrattile per la soffitta scende così tanta acqua che in pochi minuti il piano è allagato. Inoltre è così vecchia che prima o poi rischia di cadere in testa a qualcuno!”. Sul soffitto non funzionano i camini aspiratori per i bagni, operai Romeo hanno detto che li avrebbero portati ad aggiustare ma non si sono più rivisti. Le mattonelle sulla terrazza sono solo appoggiate, oramai dissestate dall’acqua che scende da anni senza mai un intervento. Infine la triste peculiarità della torre: non ci sono scale d’emergenza e sulla tromba interna gli impianti antincendio sono stati depredati del bocchettone in ottone.
“Chi fa da sé fa per tre!”. I residenti sono abituati a emergenze di tale portata. Ciciotti dice: “Cambio autonomamente l’illuminazione nel mio piano e metto il catrame liquido sulla soffitta siliconando anche il parapetto per non far franare niente di sotto”. In alcuni casi le contromisure diventano anche amara nota di colore. Il Signor Calò al secondo posiziona due secchi in camera da letto per non far bagnare il pavimento. La signora Artizzu alle prime piogge mette addirittura delle buste appese fuori la finestra per non far bagnare e guastare il muro di casa.
Dal Municipio e dalla Romeo sanno tutto. Le decine di lettere a entrambi gli entri stanno a dimostrarlo. Giorgio Calò afferma anche: “Ho sporto denuncia col mio avvocato alla Romeo lo scorso venerdì 5 luglio. Non è possibile pagare 400 euro di affitto e vedersi piovere in casa!”. La Artizzu aggiunge: “In Municipio basta chiedere di me per capire che sanno già tutto, anche il Presidente Scipioni”. Mentre in questi mesi scade il mandato della Romeo su queste torri, la paura di tutti è che il Comune conceda l’ennesima proroga.
Manuel Manchi

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