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Torre Maura. Verde abbandonato e disagi nelle palazzine: quando un problema trascurato diventa emergenza

apertuta-okAbbiamo incontrato Angela Barone, Presidente  del comitato degli inquilini ISVEUR ed attivista di ASIA –USB, per fare un punto sulle condizioni del quartiere e dar voce alle richieste emergenziali di alcuni residenti

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“Le aree verdi a Torre Maura sono sempre state un vanto per questo territorio. Me lo ricordo bene, sin da quando mi trasferii per la prima volta con la famiglia quarantuno anni fa, per una bambina che abitava in campagna era un sogno poter godere di tutto questo verde in città”. Cosi Angela Barone, Presidente del comitato degli inquilini ISVEUR, inizia a raccontarci lo stato del verde nei complessi comuni delle case popolari di Torre Maura. I giardini in comune tra le palazzine e le aree attrezzate per i bambini sono da sempre un fiore all’occhiello per i residenti, “uno di quei motivi per i quali ci siamo sempre ritenuti fortunati a vivere qui, nonostante le tante difficoltà”.

Eppure come ci tiene a specificare Angela, sono più di quarant’anni che ci si scontra con lo stesso problema: “è inutile vantarsi di avere oltre un centinaio di alberi a grande fusto, se poi non si è in grado di gestirli e garantire una manutenzione quantomeno accettabile”. Qui la tromba d’aria del 29 ottobre, come in altre parti della città, ha causato danni ingenti provocando la caduta di ben 11 alberi.  Fortunatamente non ci sono stati feriti, nonostante gli alberi fossero molto vicini alle case e alle automobili, ma la domanda che sorge spontanea in questo caso  è un’altra: perché dopo quasi due mesi quei tronchi sono ancora sul ciglio della strada?. “I vigili del fuoco hanno prontamente messo in sicurezza l’area, spostando i tronchi per quello che potevano fare, ma non compete loro l’intervento di rimozione. Ovviamente le decine di segnalazioni al dipartimento, ufficio Giardini ed Ama sono state inutili. Noi ci arrangiamo per carità, ormai siamo abituati che, fin dove si può, siamo noi residenti a pensarci, come per ciò che riguarda lo sfalcio dell’erba nei piccoli spazi comuni. Ma altrove, sempre qui vici

no, l’assenza di una seria manutenzione ha portato problemi ben più gravi”.  Arriviamo in via dei Codirossoni. Qui gli alberi sono caduti anche all’interno dei giardini condivisi tra le palazzine e più precisamente sui giochi dei bambini. Tronchi alti decine di metri sono venuti giù rovinosamente sulle altalene, sullo scivolo e sulla fontanella, ricoprendoli sotto i rami e il fogliame. Un’immagine che visivamente rende chiaro da subito la portata del rischio che si è corso. mL’intera area ovviamente è ora circoscritta con il nastro istituzionale di Roma Capitale. “Sono due mesi che nessuno può portare i bambini a giocare “. Commenta Angela. Effettivamente quel nastro piuttosto che delimitare uno spazio interessato a lavori di manutenzione, sembra più impacchettare ciò che resta del giardino “caduto in disgrazia”. Angela spiega come all’interno dei caseggiati in via delle Alzavole, gli inquilini sono “subentrati” alla ditta incaricata alla manutenzione del verde che alla scadenza del contratto non ha visto rinnovato l’appalto: “E cosi ci siamo organizzati per quello che potevamo, al meglio che potevamo”. Passiamo di fronte ad un ‘altra piccola area verde. Qui L’erba è tagliata, ci sono i giochi, le panchine, i cestini ed è tutto pulito. ”Questo è un parchetto autogestito dai genitori e residenti. Lo puliamo e lo curiamo noi, spesso autotassandoci”. Appunto. Perché questo è uno dei punti fondamentali e che accomunano Torre Maura a tanti altri quartieri del nostro territorio. Qui i cittadini non hanno richieste assurde né fanno piagnistei immotivati. Segnalano, aspettano, segnalano nuovamente, spesso piuttosto che aspettare invano si autorganizzano e tentano di risolvere loro stessi il problema, fin dove possibile. Lo fanno, perché hanno pazienza e sono ben disposti ad avere un confronto con le istituzioni.  A patto di venire ascoltati prima o poi e di non doversi sentire presi in giro. È questa infatti, purtroppo, la percezione diffusa degli inquilini di queste palazzine, dimenticati dalle istituzioni ed abbandonati ai loro problemi, non tutti risolvibili con una passata di intonaco “fai da te”.

15-corrimano-bruciatoÈ cosi che Angela inizia a raccontarci dei disagi che si registrano negli alloggi di molti residenti assegnatari. “Questa degli alloggi ISVEUR non è una realtà piccola, sono 6 palazzine, 48 scale, oltre 400 appartamenti, eppure veniamo trattati come cittadini di serie B.  In alcuni casi ci sono delle vere e proprie emergenze dovute alla mancanza degli interventi di manutenzione su cui l’amministrazione non può più far finta di niente” Era settembre quando la sindaca Raggi aveva annunciato per la prima volta che, a seguito dell’assegnazione del “mega appalto”, sarebbero iniziati i primi interventi di manutenzione negli alloggi. Ebbene solo il 4 dicembre si sono presentati finalmente i tecnici, ma ad oggi sembra non esser cambiato nulla. Gli inquilini da tre anni a questa parte segnalano ad un “numero unico” tutte le emergenze e i solleciti per gli interventi, senza avere il minimo riscontro in termini pratici”.

Mentre ci avviciniamo ad una delle palazzine di via dell’Usignolo, Angela racconta dell’incendio che l’anno scorso colpì una delle palazzine. “Anche qui sono stati i cittadini che poi hanno riverniciato l’intera scala bruciata e annerita dal fumo. Qui ci abitano soprattutto persone anziane e da ottobre non funziona più l’ascensore. Sono 7 piani, c’è chi vive prigioniero in casa sua perché non può affrontare le scale… ma ti sembra normale?”. Salendo le scale si nota il corrimano ancora bruciato e l’ascensore fermo, con un foglio scritto che ne verifica il guasto datato 2 novembre. mArriviamo al 7° piano. Ci accolgono Rita Rocci e Sasha Buonaiuto, i genitori di Giovanna, una bimba di 14 anni disabile, con gravi problemi neurologici. Sasha racconta che Giovanna ha bisogno di accurati controlli medici settimanali e che a causa della difficoltà nel trasporto in ospedale, la piccola ha già saltato due visite. Hanno fatto presente e segnalato la situazione decine di volte ad ogni ufficio competente: dal Patrimonio alle Politiche Sociali, passando per iI presidente del municipio Roberto Romanella.  “Tutto questo non è accettabile, non possiamo essere trattati in questo modo ed abbandonati a noi stessi Io non sono disposto a mettere a rischio ulteriormente la salute di mia figlia. Fortunatamente non ha avuto nessun attacco in questi giorni, sennò ti immagini cosa vorrebbe dire dover correre  giù per le  scale, per sette piani con la bambina in braccio, le flebo e i macchinari?”

Sasha è deluso, amareggiato, e come è giusto che sia, arrabbiato.  “Qui non centra niente la politica,  dovevano essere “vicini ai cittadini” e invece ci hanno lasciati soli. Come è possibile che anche di fronte ad una situazione di emergenza vera per una famiglia, si faccia il solito gioco del rimpallo delle responsabilità da un ufficio all’altro?” Insieme ad Angela,  Rita e Sasha raccontano di quanto il problema dell’ascensore sia fonte di disagi anche per molti altri inquilini, soprattutto anziani, per i quali 7 piani di scale possono essere davvero una “montagna da scalare”.  A tal proposito, ci tengono a ricordare il signor Marcello ,“che con noi ha condiviso tante battaglie”. Il signor Marcello era il loro dirimpettaio, venuto a mancare pochi giorni prima. Si era ammalato e negli ultimi mesi doveva effettuare cicli di chemioterapia più volte la settimana. Dopo  circa un anno di chemio, anche lui da ottobre ha dovuto convivere con il guasto dell’ascensore. Per quasi due mesi quindi, anche il signor Marcello è stato costretto a salire e scendere 7 piani di scale ogni volta che doveva recarsi in ospedale. Fino a quando,  poco prima del ricovero previsto per l’operazione, il signorMarcello è stato vittima di un arresto cardiaco, proprio su quelle scale. “Anche qui c’erano state decine di segnalazioni al dipartimento, che avevano coinvolto l’ufficio tecnico del municipio oltre all’assessore alle

21-muffa-e-infiltazioni2Politiche Sociali e al Patrimonio“ conferma Angela. Il papà di Sasha, Fulvio Buonaiuto invece abita  poco più avanti, nelle palazzine di via delle Cincie. E’ anziano, si sposta con il respiratore, eppure a causa degli allagamenti dei terrazzi e i tubi collassati nelle intercapedini, è costretto a respirare la muffa interna alle pareti. “Non sono capricci, qui ne va della salute delle persone!” esclama Sasha mentre ci mostra le foto delle infiltrazioni nei muri e degli acquitrini sui pavimenti . “C’è chi sta con le bacinelle dentro casa per raccogliere l’acqua che penetra dai tubi dei piani superiori, per non parlare delle cantine, allagate dagli spurghi intasati. Questi sono interventi che non possiamo effettuare noi, né economicamente né come competenze”.

Gli inquilini di queste palazzine e più in generale  i residenti di Torre Maura attendono delle risposte urgenti da parte della amministrazione competente. Il Municipio è ora in dovere  di rispettare le promesse fatte in campagna elettorale; di tempo per lavorare ne è stato concesso abbastanza, è ora che anche la fiducia e la pazienza dei cittadini venga ripagata. Le richieste degli inquilini sono semplici e chiare come ricorda Angela: “Per quanto riguarda manutenzione e gli interventi ordinari ci aspettiamo che le squadre del dipartimento  intervengano quanto prima in merito alle tantissime segnalazioni che hanno ricevuto, perché la gente qui è disperata e non sa più a chi rivolgersi”. Anche rispetto al verde pubblico c’è il massimo impegno e disponibilità da parte dei residenti: “Siamo disposti ad avere una quota sull’affitto idonea alla portata di tutti per poter affrontare durante l’anno la manutenzione ordinaria di un verde che non ci arrendiamo all’idea di vedere abbandonato”. Giacomo Capriotti

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