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Torre Maura. Presentato il Polifuzionale, i cittadini chiedono inclusione

polifunzionale torre maura (1)In assemblea pubblica Save The Children ha illustrato il progetto per bambini dai 6 ai 16 anni. La forma dell’affidamento diretto non è stata accettata da tutti. L’Assessore Masini, criticato, risponde: “Nel 2014 era la scelta migliore. Mi assumo tutte le responsabilità che comporta la decisione”.

Il 13 febbraio nella sede del Comitato di Quartiere in via Giglioli si sono accesi i riflettori sul Polifunzionale di Torre Maura, prossimo all’apertura dopo innumerevoli ritardi amministrativi. La riunione – aperta a tutti – ha visto la presenza di diverse personalità del nostro Municipio e del Presidente Scipioni, di rappresentanti di Save The Children e dell’Assessore allo Sport Masini. A marzo avverrà il taglio del nastro, i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza sono terminati. È questa la notizia che attendevano gli abitanti del quartiere, dopo 13 anni di progetti, proposte, e cambiamenti in corso d’opera: l’idea di un polifunzionale nasce nel 2001 nell’ambito dei bandi regionali per contratti di quartiere, a cui partecipava il Municipio. È l’amministrazione Veltroni però a finanziare il progetto per un importo di 2 milioni. La struttura viene edificata, dovrebbe ospitare una biblioteca, un teatro, e attrezzature per le attività culturali. Poi nel 2011 lo stop: cambiano le normative sulla sicurezza e l’antincendio, l’edificio dovrebbe subire ulteriori ristrutturazioni e i fondi non ci sono. Proprio qui si inserisce Save The Children, che propone al Comune di terminare i lavori in cambio della gestione degli spazi. L’Amministrazione ignora l’opportunità di un bando pubblico e affida direttamente, senza consultare il territorio, l’edificio alla celebre Onlus.

Il progetto. Nell’assemblea del 13 febbraio i presenti hanno avuto modo di conoscere i piani di Save The Children, che punta a rendere il polifunzionale un Punto Luce per la formazione e l’educazione più grande di Roma e d’Italia. La giornata tipo della struttura è stata descritta da uno dei portavoce della Onlus, Matteo: “Il centro aprirà alle ore 10, ci sarà lo spazio mamme dedicato a bambini dai 0 ai 6 anni, con attività di sostegno alla genitorialità fino alle 14. Alle 15.30 si accende il Punto Luce, fino alle 17 i nostri operatori accompagneranno i ragazzi allo studio. Le attività sono tutte gratuite. Infine dalle 17 alle 19.30 si svolgeranno una serie di attività, ci sarà un gruppo di consultazione, si farà il montaggio di un video partecipato, corsi d’inglese gratuiti per studenti di elementari e medie, un corso di giornalismo e new media, un corso di fotografia, di hip hop, rap, cake design, persino scuola calcio. Save The Children ha investito molto, ha intenzione di sperimentare ancora”. Un progetto senz’altro ambizioso e innovativo, la giusta risposta all’abbandono dei bambini e dei ragazzi delle nostre periferie.

Domande e proteste. Al termine dell’intervento di Save The Children diverse le domande dei residenti di Torre Maura (presente anche il Com. Inquilini Case Isveur). Queste le più condivise dai presenti: “Perché non vengono indetti bandi aperti alle imprese e alle associazioni del territorio per creare lavoro e includere la gente di Torre Maura nel progetto?”. “In che modo verranno scelti i ragazzi che faranno parte dei progetti culturali e disciplinari?”. Ma soprattutto: “Per quale motivo il percorso condiviso di selezione delle realtà da includere nel progetto si è improvvisamente interrotto?”. Ad agosto Save The Children aveva tenuto una riunione con 13 associazioni, riunione a cui non sarebbero seguite nuove riunioni ufficiali. Alla fine ad essere scelta è stata “Antropos”, proprio una delle 13 associazioni. A queste domande Save The Children non ha risposto in maniera completa, o quantomeno soddisfacente. È stato semplicemente ribadito come siano stati fatti colloqui individuali per completare il processo di selezione. La domanda più scomoda però è quella rivolta all’ex Assessore Lavori Pubblici Masini: “Perché avete scelto la forma dell’affidamento diretto per un bene pubblico costruito con soldi dei contribuenti? Senza un bando di gara, non avete arrecato danno alle imprese che non hanno potuto concorrere?”. La risposta dell’Assessore è stata piccata quanto insoddisfacente: “Nel 2014, in quelle circostanze e con quegli strumenti, quella era la scelta migliore. Alla fine la struttura l’abbiamo data a Save The Children e non, con tutto il rispetto, al dopolavoro dell’Atac!”. Masini ha poi terminato dicendo: “Mi prendo io la responsabilità di questa scelta”. Dichiarazioni forti, che però non lasciano spazio a una riflessione sulla più corretta forma di affidamento per casi simili, quella della gara pubblica. Manuel Manchi

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