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Torre Maura. La punta dell’iceberg si chiama via dei Tordi

Il retro dell'ex scuolaUna borgata splendente un tempo, oggi in un pericoloso stato di abbandono. L’ex scuola di via dei Tordi è solo la punta di un iceberg ben più grande.

Il 27 ottobre, “viste le condizioni di pericolosità e di abbandono in cui versa la struttura dell’ex plesso scolastico di via dei Tordi”, il consigliere municipale Pd,Fabrizio Compagnone, interroga con un atto il Presidente del Municipio Romanella e il Presidente del Consiglio Ilaria per avere “informazioni riguardo la destinazione finale” e i “termini temporali previsti”.

La storia della struttura di via dei Tordi è piuttosto vecchia. Da molti anni ormai risulta in uno stato di completo abbandono, circondata da rovi, alberi pericolanti e con le mura fatiscenti, contribuendo ad aggravare il degrado della via e del circondario.

L’interrogazione posta dal consigliere democratico Fabrizio Compagnone ha quindi ragion d’essere, come confermato anche dal Comitato di Quartiere di Torre Maura, il cui presidente, Alfredo Trebbi, ben ci fa capire la confusione che è nata un paio d’anni fa, quando ormai “era dato per scontato l’arrivo nella struttura di una caserma dei carabinieri”. Per poi sparire nel nulla, per la solita “mancanza di fondi”.

L'ingresso all'ex scuola muratoFatto grave, parzialmente risolto anni fa con i lucchetti alle porte e la muratura dell’ingresso principale, la struttura veniva costantemente frequentata da occupanti permanenti o temporanei, che giravano liberamente per il giardino. La passeggiata che abbiamo fatto all’interno della recinzione, quasi del tutto divelta dall’azione dell’uomo, in alcuni tratti ha rivelato un solco tra l’erba che ci fa immaginare, con pochi dubbi a sostegno del contrario, che sia tuttora meta di persone dalla provenienza poco chiara. Sul retro dell’immobile, infatti, una porticina è appena accostata al muro, con un semplice laccio, per di più dall’aspetto abbastanza nuovo, a fare da chiavistello: una sorta di serratura “a fiducia”, che gli amici degli amici sanno di poter aprire. O così almeno immaginiamo. Proviamo ad aprire la porticina, l’interno è completamente buio. Con l’aiuto della torcia del telefono abbiamo notato dei giacigli davvero rudimentali, scarpe e altri resti di accampamenti più o meno improvvisati.

Su questo discorso, oggi come allora, Compagnone chiede ai residenti di “avvertire i carabinieri nel caso si vedano persone entrare nella scuola”, onde scongiurare qualsiasi rischio e pericolo. Il Comitato di Quartiere, proprio in riferimento alle forze dell’ordine, chiede all’amministrazione un maggior controllo. Anche per via della posizione della fermata Tobagi: essendo via Casilina non ottimamente percorribile a piedi a causa del marciapiede ristretto, di appena un metro, su cui insistono addirittura secchioni dell’Ama che costringono a continuare il percorso su strada, gli utenti della Metro C si vedono cotretti a tagliare per le vie interne, che di notte sono invivibili. Non sono rari né lontani nel tempo aggressioni e crimini in orari serali e notturni, da parte sia di malviventi italiani che stranieri.

Lo stanzino usato per dormireL’ex scuola di via dei Tordi, per farla breve, è solo la punta di un iceberg ben più grande: Torre Maura sta chiedendo, da anni, risposte in materia soprattutto di sicurezza. Ecco perché forse ben sarebbe stata accolta una stazione di carabinieri in questo settore del quartiere, e bene ha fatto Compagnone a interrogare con atto ufficiale l’attuale Presidente del Municipio rispetto alle intenzioni di questo governo riguardo la struttura. Carabinieri o no, l’edificio non può rimanere in queste condizioni, alla mercè delle intemperie e di chiunque. Compagnone non fa differenze: “Qualsiasi cosa vogliano fare va bene – afferma -basta che abbia finalità per il bene comune, che sia restituito ai cittadini. Gli spazi pubblici sono pochi, se neppure li valorizziamo cosa ci resta?”

Flavio Quintilli

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