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Torre Maura, i profughi di Lampedusa aspettano il permesso di soggiorno

Interno ex clinica, tre ragazzi maliani parlano fra loroA rivelarlo la Cooperativa che opera all’interno dell’ex clinica in via dei Codirossoni. I clandestini, inizialmente 150 e insediati il 6 novembre, sono scesi a un centinaio. Fra un mese nuovi sviluppi, gli immigrati aspettano la convocazione dalla Commissione territoriale per conoscere il loro futuro. Dal Municipio nessuna informazione: “A decidere sul tema è il Ministero dell’Interno” dice Grasso. 
Dopo mesi di attesa arriva il periodo caldo, quello che deciderà sulla sorte dei clandestini reduci dallo sbarco di Lampedusa e delle coste siciliane, arrivati nell’ex clinica di via dei Codirossoni lo scorso 6 novembre. I tempi previsti da La Fiera si sono rivelati veritieri, al contrario di quanto proclamato a fine ottobre da Scipioni davanti al quartiere Torre Maura: “Il progetto ‘Roma città aperta’ obbliga ogni amministrazione locale a indicare al Ministero degli Interni spazi consoni a ospitare i reduci. Il Municipio indicherà entro due, massimo tre mesi, nuovi siti per farli trasferire in spazi attrezzati”.
Da gennaio sono passati 4 mesi, ora la vicenda sembra esser arrivata alle fasi conclusive. Lo conferma la Domus Caritatis, Cooperativa convenzionata con la Provincia, responsabile del soggiorno dei clandestini provenienti dai paesi africani (Libia, Mali e Gambia solo alcuni). Afferma uno dei funzionari del centro Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati): “Stiamo aspettando la chiamata da parte della Commissione territoriale, che al suo interno annovera esperti di geopolitica, membri di Questura e Procura. Dovranno valutare i reduci e concedere loro, eventualmente, asilo politico, permesso o protezione sussidiaria”. I tempi per la convocazione non sono chiari, molto dipenderà dalle direttive del Ministero degli Interni.
A confermarlo anche il Presidente della Commissione Servizi Sociali, Daniele Grasso, che non dispensa informazioni aggiuntive: “Come Municipio non abbiamo avuto disposizioni. Ripetiamo che queste sono questioni gestite internamente dal Ministero degli Interni. Mi attiverò per avere delucidazioni sul caso”. Intanto circa un terzo dei reduci ospitati a Torre Maura ha deciso di lasciare l’ex clinica e cercare fortuna altrove. “Sono andati dai loro familiari all’estero, sempre qui in Europa. Sono stati fortunati, noi qui non conosciamo il nostro destino, sembra tutto fermo” dice Alex, uno dei clandestini, arrivato dal Gambia.
Manuel Manchi
 

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