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Torre Maura. Dopo le proteste inizia ad emergere la verità: la Giunta sapeva del trasferimento

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La Commissione Trasparenza riunita  ha smascherato le bugie della Giunta, che si era dichiarata all’ oscuro in merito alla decisione del trasferimento delle famiglie rom e, anzi, aveva duramente attaccato la gestione della vicenda da parte degli uffici tecnici competenti. 

Non accennano a placarsi le polemiche a seguito delle violente proteste verificatesi a Torre Maura, per il “tentato” trasferimento di una settantina di rom nel centro di accoglienza di via dei Codirossoni. Allo scaricabarile istituzionale con cui la Sindaca Raggi ha provato a smarcarsi dalle responsabilità, sia per la scelta del luogo, che per la totale mancanza di comunicazione con il territorio, sono seguite una serie di interrogazioni, che hanno portato alla riunione della Commissione Trasparenza del VI Municipio che si è espressa in merito alla vicenda di Torre Maura.Secondo quanto riportano in una nota, il Presidente della Commissione Capitolina Trasparenza, Marco Palumbo, e il capogruppo PD al VI Municipio, Fabrizio Compagnone, la tanto discussa decisione presa “in totale autonomia” dagli uffici tecnici del Comune, in realtà sarebbe stata pienamente condivisa dalla giunta pentastellata, e coordinata nell’intera procedura, niente di meno che, dall’ Ufficio di scopo per Rom, Sinti e Caminanti di Roma Capitale, un apposito ufficio istituito proprio dalla maggioranza guidata da Virginia Raggi.

“La Commissione Trasparenza che si è svolta sulla vicenda di Torre Maura ha definitivamente sbugiardato la sindaca richiamandola alle sue responsabilità. La Raggi aveva accusato gli uffici di aver preso decisioni autonome sull’imminente spostamento delle persone in disagio sociale nel centro di accoglienza di via dei Codirossoni. In realtà, lo spostamento di queste persone avveniva al termine di una procedura di cui la maggioranza era completamente al corrente”.
Eppure, una volta esplosa la rivolta di alcuni residenti, alimentata e supportata dalle solite sigle dell’estrema destra romana, la Prima Cittadina non aveva esitato neanche un attimo ad individuare come ulteriori responsabili gli uffici tecnici competenti del Comune, rei di aver agito senza alcun “imput politico”, definendo “inqualificabile” tutta la gestione della vicenda, e arrivando a paventare persino provvedimenti disciplinari nei confronti dei dirigenti responsabili.

A denunciare l’operato del VI Municipio e del Presidente Romanella si scaglia anche Nicola Franco, capogruppo di Fratelli d’Italia, in una nota spiega: “Venerdì 29 Aprile la Responsabile ad interim dell’ ufficio speciale Rom, Sinti e Caminanti ( di pertinenza diretta del Gabinetto del Sindaco …) invia una comunicazione alle ORE 13.40 ca. agli uffici preposti del Municipio Roma VI che a far data da lunedì 1 Aprile verrà effettuato il trasferimento di n° 70 Rom da Via Toraldo ( Torre Angela ) a Via dei Codirossoni ( Torre Maura ). Il Municipio non legge la posta arrivata il venerdì ( come se le 13.40 fossero le 24.00 ) ma neanche il sabato e la domenica, nonostante tra i vari indirizzi vi fosse la Polizia Locale sempre attiva H24 per 365 gg. Neanche il lunedì il Municipio riesce a scaricare la comunicazione a causa di un ” blackout ” informatico che colpisce il sito dell’ amministrazione. Si arriva così al 2 Aprile ma ” visto il tanto lavoro ” nessuno vede ancora la comunicazione nonostante dal momento dell’ invio siano passati già 5 giorni. Solo alle ore 17 del 2 aprile il Presidente Romanella e la maggioranza vengono a sapere della situazione perché avvisati dalla Questura di quanto stava accadendo a Torre Maura e come d’ incanto esce la comunicazione. C’è di più: Ma vi è di più: il Presidente Romanella per 3 giorni consecutivi ha rilasciato dichiarazioni alla stampa, Radio e Tv che il Municipio era all’ oscuro di tutto omettendo di riconoscere le lacune del Municipio ma cosa ancor più grave non facendo mai riferimento al fatto  che comunque già martedì sera la storia della Pec del venerdì alle 13.40 era risaputa. Solo venerdì mattina a seguito dell’ uscita sul quotidiano ” Il Messaggero ” dell’ intervista alla Responsabile Comunale nella quale si dava conferma di quanto su scritto, il Presidente molto timidamente dichiarava che forse qualcosa non aveva funzionato nelle comunicazioni tra Comune ( Raggi-M5s ) e Municipio ( Romanella- M5s).  Sia la Sindaca Raggi che il Presidente del Municipio a partire dal 2016 sono componenti del Tavolo cittadino per l’ inclusione dei Rom . Pertanto ci si chiede come facevano a non sapere dello spostamento dei 70 Rom del VI Municipio?”.

Ricapitolando: il giorno successivo alle minacce alle famiglie rom, al pane gettato a terra e calpestato, e a quei saluti romani a favor di telecamere, la Sindaca Raggi dichiarava di essersi recata sul posto “per evitare che la situazione degenerasse”. “C’era un clima molto pesante, di odio”. E ancora: “Non possiamo cedere all’odio razziale di chi continua a fomentare questo clima e continua a parlare alla pancia delle persone. E mi riferisco particolarmente a CasaPound e Forza Nuova”.

Questo, poco prima di cedere al suddetto clima di odio, piegandosi a quelle proteste che hanno poi determinato la decisione di trasferire i rom “altrove, creando così un allarmante ‘effetto domino’ in altre periferie, su cui, i già citati “professionisti dello sciacallaggio” si sono avventati senza perder tempo, gettando benzina sul fuoco e organizzando presidi, come a Casalotti, contro “l’ipotetico” trasferimento dei rom di via dei Codirossoni (sabato scorso ha manifestato il gruppo locale della Lega, lunedì è stato il turno di Forza Nuova e ieri quello Casapound).
Ma torniamo alla vicenda più strettamente in questione. Fin da subito, il Campidoglio ha reso noto che la decisione di trasferire le famiglie rom nel centro d’accoglienza di Torre Maura era da considerarsi un errore, figlio di un iter burocratico-amministrativo, o comunque una scelta fatta da tecnici, che avevano agito “senza alcun input politico a livello municipale né tantomeno comunale e senza il coinvolgimento di altri enti o istituzioni competenti”.
I “tecnici”… ancora loro, sempre loro. E invece no.
Proprio la Dottoressa Maura Micheli, dirigente titolare dell’ufficio speciale “rom, sinti e camminanti”, ha dichiarato, infatti, che la gara che ha portato allo spostamento delle persone in via Codirossoni “è stata condivisa con il Gabinetto della Sindaca”, smentendo clamorosamente la versione della Prima Cittadina e della Giunta. Sempre la Dottoressa Micheli avrebbe poi spiegato che “il giorno e l’orario del trasferimento erano a quel punto soltanto un esito tecnico gestionale, l’esito ultimo di una procedura, di una gara già stabilita e condivisa con l’amministrazione in tutti i suoi passaggi”.
Un’altra figuraccia istituzionale che colpisce ciò che rimane della credibilità di questa Giunta e, ancora una volta, l’ennesima ferita inferta a questo territorio e alla città tutta. Giacomo Capriotti

 

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