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Torre Jacova, si parla di differenziata

Un’assemblea per istruire i cittadini sulla nuova raccolta dei rifiuti porta a porta, insieme al personale Ama per conoscere le nuove regole.
“Senza la differenziata spinta tra i popoli cosiddetti civili non basteranno 7 pianeti per depositare i nostri rifiuti” tuona Noris Pivetta, vicepresidente dell’Adq Collina della Pace, tra i promotori dell’incontro che si è tenuto martedì 8 ottobre nei locali della Cappella Sant’Anna a Torre Jacova.
Tra i partecipanti, oltre all’Adq Collina della Pace, il Cdq Colle Mattia, il presidente Enzo Meta, il presidente del Consorzio Recupero Urbano Silvio Di Pietro, e il minisindaco Marco Scipioni, anche gli operatori Ama, attori protagonisti dell’evento insieme ai residenti.
Lo scopo dell’assemblea pubblica, secondo gli organizzatori, è stato quello di aiutare i cittadini ad affrontare questo cambio di tendenza verso la raccolta porta a porta, per riuscire finalmente ad innalzare la soglia della porzione differenziata dei rifiuti e, quindi, della quota riciclabile. L’intento è quello di educare tutti ad una maggiore consapevolezza del proprio ruolo nel rendere il rifiuto una risorsa che può dar vita a una nuova sostanza, evitando, inoltre, l’utilizzo di materie prime.
“Abbiamo avanzato delle proposte come quella di darsi degli obiettivi territoriali per arrivare ad un abbassamento dell’imposta sulla spazzatura – sostiene Pivetta – e la costruzione di un’isola ecologica in zona. L’unica perplessità che solleviamo come cittadini riguarda il ciclo completo che sarà riservato al rifiuto”. La puntualizzazione fa riferimento all’ultimo stato della catena del Forsu, la frazione organica del rifiuto solido, quello che volgarmente viene definito umido, dal quale, come è noto, è possibile ricavare l’ammendante, ovvero un terreno fertilizzante, tramite un processo in aerobiosi.
Un altro utilizzo permette la creazione di gas da riscaldamento mediante, al contrario, un processo anaerobico con l’utilizzo della centrale bio-gas come, ad esempio, quella prevista a Gallicano,nei pressi della rotonda di Valle Martella su via Prenestina: “Abbiamo lottato tanto per non avere la discarica di Corcolle che avrebbe inquinato e si propone di realizzare una centrale biogas le cui nano particelle volatili, che girano in aria, ci porteranno malattie croniche e tumori”, conclude Noris Pivetta. Una polemica che da qualche mese sta incendiando gli animi e che, visto l’evoluzione degli eventi, si ravviva con maggiore energia.
Jessica Santini

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