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Torre Angela. Via dei Coribanti, bimbo cade nel tombino condominiale

IMG-20160727-WA0005Era stata precedentemente rubata la griglia di chiusura. Una tragedia sfiorata. Parlano i residenti.  

Ci troviamo in via dei Coribanti al civico 34, luogo dove si è sfiorata la tragedia. Sabato 16 luglio, una giornata come tante altre, i bambini giocano all’interno del cortile condominiale. Con loro c’è anche il figlio di Luca, un bimbo di due anni e mezzo. Improvvisamente accade qualcosa , il silenzio poi le urla del piccolo. Una volta raggiunto il piccolo, il papà si rende conto che la situazione è grave: suo figlio è caduto all’interno di un tombino profondo circa quattro metri. Il bambino piange, è incastrato, viene chiamato il numero unico di emergenza 112. Sul posto arrivano tre squadre dei vigili del fuoco. Fortunatamente Luca riesce a tirare fuori suo figlio, il piccolo è salvo. Per scrupolo viene portato tramite il 118 presso il pronto soccorso Policlinico Umberto I, dove non vengono riscontrate lesioni ma solo qualche piccola escoriazione e tanta paura.

Luca ci spiega che da tempo lui e altri residenti stanno denunciando i furti dei coperchi in ghisa dei tombini, sia nelle zone private dei condomini che sulla sede stradale, come ad esempio in via Laerte  e in altre vie limitrofi della zona. “Qui ci rubano di tutto, alcuni giorni fa anche un ponteggio n ferro”.

Percorrendo le strade del VI municipio ci si imbatte spesso nelle caditoie transennate con nastro rosso  perché mancano i coperchi , rubati da ignoti.

Un fenomeno che va avanti da qualche anno. Non sono mancati danni ad autovetture in transito, in qualche caso anche incidenti più o meno gravi . Il rischio è quello di caderci dentro o rompersi una gamba. I residenti chiedono a gran voce l’intervento dell’amministrazione, “prima che ci scappi il morto”.

 “Questa è una vera emergenza – ci riferisce la signora Graziella, residente anche lei su via dei Coribanti –  una volta che vengono transennate queste caditoie , bisogna  rimettere i coperchi, trovassero un altro materiale che non sia la ghisa così la smettono di rubarle”.

IMG-20160727-WA0003Quella dei furti dei coperchi in ghisa è solo una parte di ciò che viene rubato. Infatti queste bande organizzate rubano ferro, rame, tutto ciò che può fruttare denaro. Abbiamo intervistato un uomo dedito a questa attività, alle prese con un motore di una lavatrice perché sta cercando di estrarre il rame all’interno.

“A noi che siamo stranieri e senza documenti  ci danno due euro al chilo, mentre agli altri con documento quattro euro”, E la ghisa?  “E’ troppo faticoso e la pagano poco, perciò noi non la prendiamo”.

Se i predoni dei cassonetti non la prendono, in realtà ci sono bande che vanno in giro con furgoni e camioncini a fare razzia di tombini in ghisa che sul mercato nero fruttano cinque euro al pezzo.

Un danno per l’amministrazione non indifferente, in quanto i coperchi in ghisa dei tombini costano al Comune circa duecento euro, più la posa in opera. I furti avvengono nelle ore notturne, attrezzati con paranchi per sollevare i pesanti coperchi, circa settanta chili, ovviamente con l’appoggio di fonderie compiacenti ad acquistare e chiudere un occhio sulla provenienza della merce, nonostante ci sia impresso il marchio SPQR.

Si calcola che a Roma  spariscano circa 1500 tombini l’anno .  Massimiliano Missori

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