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Tor Sapienza. Comitato Morandi – Cremona, la replica dei dimissionari

Zammataro, Pacifico, Bartone, FilziA distanza di 4 mesi dalle loro ultime dichiarazioni, i sei ex consiglieri dell’organizzazione nata nel novembre 2014 rispondono alle critiche che gli furono mosse in virtù della poca chiarezza sul loro allontanamento.

Quando lo scorso 18 giugno Barbara Bartone, Marcello Filzi, Barbara Pacifico, Umberto Pesciarelli, Salvatore Pilè e Sandra Zammataro (al tempo membri attivi del Comitato Morandi – Cremona, nato all’indomani dei famosi scontri avvenuti la notte del 10 novembre 2014) presentarono al presidente Marcello Santarelli e agli altri soci le loro dimissioni suscitarono molti dubbi e perplessità circa le reali motivazioni sul loro allontanamento, per quanto fossero state spiegate sia pubblicamente nell’ultima riunione sia fornendo per iscritto le ragioni che stavano alla base delle divergenze raggiunte con gli altri membri del comitato negli ultimi mesi. Al fine di evitare ulteriori incomprensioni, gli stessi dimissionari hanno voluto mettere i “puntini sulle i” soprattutto sugli argomenti più dibattuti, quali la costituzione di una nuova associazione a parte, lo smarrimento di tutti i documenti e del libro mastro riportante i dati relativi ai singoli iscritti e ai soldi raccolti attraverso i vari eventi organizzati e il reale contributo apportato ai cittadini residenti della frazione di Tor Sapienza per tutto il periodo di riferimento.

“Quando presentai il comunicato con le dovute spiegazioni – spiega Marcello Filzi – ho parlato a nome di tutti perché tutti eravamo d’accordo, nessuno ha firmato quelle carte senza sapere cosa vi fosse scritto sopra: eravamo in dissidenza, abbiamo fornito al Municipio V e al Campidoglio tutte le informazioni sulle nostre dimissioni e messo semplicemente tutti gli altri soci al corrente. Non capiamo le ragioni di tanta malafede”. Sulla questione del denaro raccolto in occasione dei vari eventi organizzati è stato inoltre presentato un verbale con tutte le annotazioni e gli scontrini allegati che testimoniano solamente un “buco” di 85 euro, una piccola autotassazione che gli ex consiglieri hanno voluto adottare per “rientrare” un minimo delle spese in eccesso.

“Per quel che riguarda lo smarrimento del libro mastro con i dati personali dei singoli associati – ha chiarito Barbara Pacifico – ho esposto persino denuncia quando non ero obbligata a farlo, visto che il registro non aveva alcun tipo di valore legale (non essendo registrato) e comunque non ci sono state ripercussioni spiacevoli per i residenti”. Sandra Zammataro ha voluto invece fare chiarezza sulla costituzione dell’associazione “Lo dice il cuore”, registrata regolarmente all’agenzia delle entrate dal 31 marzo e nata con il principale scopo di fornire un sostegno diretto e concreto ai cittadini più in difficoltà attraverso aiuti istituzionali. “Sia il comitato che questa nuova organizzazione – ha commentato Zammataro – devono prendere consapevolezza dei diversi ruoli che svolgono (dialogare con le istituzioni e aiutare direttamente i più bisognosi) e imparare a cooperare insieme se l’obbiettivo comune resta sempre quello di salvare dal degrado la zona di Morandi – Cremona”.

Alla luce di queste affermazioni, Elvio Macario (uno dei membri ancora attivi all’interno del comitato) è ritornato sulle sue dichiarazioni espresse proprio all’indomani delle dimissioni di Filzi, Zammataro, Bartone, Pacifico, Pilè e Pesciarelli. “Nessuno voleva insinuare niente – ha commentato – ma c’erano evidentemente  delle faccende da chiarire, come la restituzione di determinato materiale di cui si era perso traccia. Non si tratta di malafede, perché dubbi e perplessità sono stati leciti in quel frangente e forse è proprio questo il segreto per una futura cooperazione tra il comitato Morandi – Cremona e l’associazione di Sandra Zammataro: anzitutto essere chiari e onesti per il bene comune del quartiere”. Jacopo Ventura

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