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Tor Pignattara. Sei pietre d’inciampo in memoria dei partigiani

digÈ stato lo stesso artista Demnig, ideatore dell’iniziativa, a posare le pietre. I sei partigiani furono catturati il 14 marzo 1944, morirono dieci giorni più tardi alle Fosse Ardeatine.

Lo scorso 12 gennaio Tor Pignattara ha reso omaggio alla storia e alle gesta di suoi sei figli, di sei partigiani che il 14 marzo 1944 furono arrestati, seviziati e poi trucidati dieci giorni più tardi alle Fosse Ardeatine. Renato Cantalamessa, Valerio Cecchini, Orazio Corsi, Valerio Fiorentini, Mario Passarella e Alessandro Portieri: ora i loro nomi sono incisi indelebilmente su sei pietre d’ottone, sei pietre d’inciampo, cinque delle quali posate in via dell’Acqua Bullicante 21 e un’ultima in via di Tor Pignattara 99.

Ma cosa sono le pietre d’inciampo? L’iniziativa delle Stolpersteine (questo il loro nome originario) nasce nel 1995 da un’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig: riportare alla memoria le storie delle vittime delle deportazioni naziste, con delle pietre d’ottone della grandezza di un sanpietrino da inserire nel selciato antistante l’abitazione dei caduti o sul luogo della loro cattura. Da allora sono decine di migliaia le pietre disseminate in tutta Europa. Ora anche a Tor Pignattara, che nell’ambito dell’Ottava Edizione del progetto Memorie d’Inciampo a Roma, a cura dell’associazione Arte in memoria, ha voluto ricordare la storia di questi sei uomini.

sdrLa mattina del 14 marzo 1944, un GAP partiva alla volta di piazza Fiume per catturare un ufficiale italiano asservito alle SS, ma il tram che li portava a destinazione fu bloccato dai soldati nazisti all’altezza di Castro Pretorio: una spia italiana aveva parlato. A bordo c’era anche Valerio Fiorentini, che insieme agli altri fu arrestato e caricato su un camion. Negli stessi attimi, una pattuglia delle SS faceva irruzione nel laboratorio del Comandante del GAP, in via di Acqua Bullicante 21, catturando Passarella, Corsi, Cantalamessa, Portieri e Cecchini. I cinque, insieme a Fiorentini, furono torturati, menomati e poi uccisi il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine.

Più di settanta anni dopo, ecco il ricordo di Tor Pignattara: è stato lo stesso Gunter Demnig a posare le pietre, davanti a circa cento studenti di terza media, che hanno partecipato alla giornata insieme ai loro insegnanti. Ed è proprio l’artista a sottolineare l’importanza della loro presenza:

“Giornate come queste sono pensate per loro. Le pietre d’inciampo vogliono essere una piccola luce accesa nella vita della generazioni più giovani”.

Una giornata che è arrivata dopo un percorso di studio voluto dai docenti e che si è avvalso dell’apporto di storici di professione, come Stefania Ficacci.

“Vogliamo continuare un progetto, e non concluderlo. Perché questo quartiere è stato un simbolo durante l’occupazione nazi-fascista di tutta la Resistenza dell’8^ Zona, e molte sono le vittime finite alle Fosse Ardeatine. Il nostro obiettivo è recuperare la memoria di tutte queste persone”.

Mentre Gunter Demnig posava le prime pietre d’inciampo, tutti i presenti avranno, almeno per un momento, fatto un salto nel passato per provare a vivere in prima persona quegli attimi: l’angoscia, la paura, la certezza di essere, nonostante tutto quello che stava per accadere, dalla parte giusta della storia. Tra i presenti, chi invece quei giorni li ha vissuti per davvero, è stato Clemente Scifoni, partigiano, che di Renato, Valerio, Orazio, Mario e Alessandro era amico, e compagno di lotte.

“Come fare a dimenticare? Sono nato in questo quartiere e ho sempre vissuto qui. I giovani oggi sono fortunati perché hanno la libertà, la libertà di fare qualsiasi cosa vogliano. Non devono dimenticare quanto sia importante”.

Racchiusi in pochi metri il presente, il passato e il futuro di Tor Pignattara: un patrimonio che è bene che non venga dissipato, ma al contrario  sostenuto nella sua crescita. Un’occasione per farlo è sicuramente l’appuntamento del 29 gennaio con le ‘Domeniche dell’Ecomuseo Casilino”: si partirà da piazza della Marranella per una camminata che toccherà i luoghi del quartiere protagonisti dei nove mesi di occupazione nazifascista. Si parte alle 10.30: per una volta il centro commerciale può aspettare. Michele Liberati

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