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Tor Pignattara. Parco Sangalli, un tesoro da riconquistare

parco sangalli 0Spaccio e senzatetto nel parco, ma la riqualificazione è iniziata. A vigilare e mantenere ci pensa il comitato.

Il Parco Sangalli è una lingua di terra ai piedi dell’acquedotto Alessandrino a Tor Pignattara. Luogo monumentale, di pasoliniana bellezza, ridotto a lesione del tessuto urbano e sociale.

Claudio Gnessi, consigliere del Comitato di Quartiere, spiega come si stia restituendo quest’area alla popolazione tramite il progetto Parco Sangalli Community Value: “L’ iniziativa nasce da un assunto semplice: invertire una tendenza. Il parco è da circa 10 anni terra di nessuno e in quanto marginalizzato dalla comunità, è diventato luogo elettivo per le comunità marginalizzate, un problema da mantenere tale per giochi elettorali di ogni sorta. Affrontiamo questa realtà attraverso tre azioni: cura quotidiana, organizzazione di eventi e formazione sull’uso dei beni comuni. Abbiamo iniziato ad aprile con una serie di eventi culturali e a luglio con la manutenzione, assumendo 20 cittadini disoccupati di tutte le etnie, pagandoli con i fondi del Bando “Socialmente 2.0”, del Centro Servizi per il Volontariato. Il nostro lavoro, invece, viene svolto gratuitamente”.

Riguardo lo spaccio e i senzatetto il CdQ lamenta un servizio di contenimento non adeguato soprattutto di notte: “Facciamo quel che possiamo, parliamo con i tossicodipendenti, chiediamo loro di stare attenti a non lasciare siringhe ottenendo risultati incoraggianti, ma non siamo formati per fare questo. Per i senzatetto ci stiamo rivolgendo agli assessorati competenti, noi non possiamo che mantenere decoroso lo spazio in cui vivono”. Il lavoro delle associazioni coinvolte stimola il senso civico dei residenti: “La nostra attività sul parco sta producendo risultati: abbiamo invertito la tendenza di zona all’abbandono del vetro, ora le bottiglie vengono sistematicamente conferite nei cassonetti e qualche volta anche in modo differenziato. Il bello e la cura producono bellezza e cura”. Le istituzioni sono pressoché latitanti, sorde alle richieste dei volontari vincitori del bando: “Vorremmo rendere il circolo bocciofilo del parco un centro culturale che possa funzionare anche di sera, sarebbe un palliativo ai bivacchi notturni e al problema dello spaccio; creare un percorso di jogging per i molti podisti di zona; eliminare le inutili panchine in muratura e creare un vero arredo urbano; sistemare la parte alta del Parco che non è stata mai terminata; bonificare e mettere in sicurezza l’area centrale, chiusa e recintata (non in sicurezza) da anni. Stiamo organizzando delle passeggiate archeologiche lungo l’acquedotto riscuotendo grande successo ma siamo pur sempre volontari…Speriamo che le istituzioni prendano in carico l’area in maniera strutturata”. Marco Severa

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