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Tor Pignattara. Lidl, il cantiere delle meraviglie e dell’assurdo

lidl protesteI lavori per il supermercato ‘Lidl’ su via Acqua Bullicante procedono di pari passo con l’indignazione della cittadinanza, che persiste nel voler boicottare l’azienda tedesca e il progetto di ulteriore cementificazione del quadrante Prenestino -Labicano. La lotta non si ferma.

Giorno e notte. Il lavoro febbricitante delle ruspe e degli operai in servizio sembra non cessare se non per poche ore. La controversa vicenda del supermercato ‘Lidl’ e dell’agglomerato residenziale che dovrebbe sorgere alle spalle di via Acqua Bullicante 248 continua ad infiammare gli animi degli agguerriti residenti. Durante i 7 mesi di battaglie, manifestazioni, discussioni nelle aule capitoline i cantieri sono stati bloccati per qualche settimana, grazie all’intervento del Presidente del Municipio V, Gianmarco Palmieri, nel luglio scorso. Ma da quel momento in poi i lavori per la realizzazione dell’ennesimo mega supermercato sono continuati in maniera spedita.

Secondo quanto testimoniano una serie di abitanti della zona che affacciano proprio sul cantiere, gli scavi stanno riportando alla luce numerose cavità, testimonianza di una conformazione particolare dell’area che rischiano di essere distrutte da numerose colate di cemento. Negli ultimi tempi la lotta dei residenti si sta facendo più pressante. Oltre ad aver continuato a presidiare l’area con sit in e anche il blocco del cantiere per una giornata, i membri di ‘No Cemento a Roma Est’ hanno partecipato ad incontri con l’Assessorato al Commercio capitolino (rivelatisi inutili) e avviato un iter di protesta legale. “Abbiamo deciso – spiega Matilde Fracassi, un rappresentante del comitato spontaneo che lotta contro la cementificazione – di portare la nostra problematica al Tar, anche se i tempi previsti (oltre i 30 giorni) sono troppo lunghi. Il cantiere dovrà essere sospeso perché esistono troppe irregolarità e vizi nell’istruttoria di concessione edilizia”. Il caso del cantiere Lidl è diventato oggetto di un’interrogazione parlamentare, firmata da 13 deputati, indirizzata al Ministro dei Beni Archeologici.

lidl tor pignattara 1Elementi ‘fuori posto’

Di punti a sfavore della catena ‘Lidl’ ce ne sono molti e risulta assurdo, quindi, che i cantieri possano procedere senza l’indignazione di alcuno, ad eccezione dei residenti. L’area risulta protetta dal vincolo archeologico ‘Ad Duos Lauros’ – uno dei due punti essenziali su cui si basa la lotta – che coinvolge gran parte del Prenestino- Labicano. Quello che viene preservato non sono immense ville romane o terme, ma esempi pregiati di tracce e frammenti di strade o strutture antiche, simbolo di una storia millenaria del territorio. Eppure non è dello stesso avviso la Dottoressa Buccellato, della Sovrintendenza ai beni archeologici capitolina, che ha etichettato i manufatti come ‘moderni’ ed ha dato parere positivo agli scavi per il supermercato. Insieme alla questione del vincolo archeologico, si somma il problema dell’irregolarità amministrativa, dovuta forse a incapacità, leggerezza o volontà esplicita di qualcuno.

Nonostante le continue richieste di accesso agli atti, i cittadini sono stati scavalcati dagli organi comunali con una serie di giustificazioni vergognose che non sono servite a molto, quando, un Consigliere capitolino ha richiesto tutti i documenti ufficiali e il materiale inerente al progetto del Comprensorio Casilino. L’elemento non rispettato risulta essere il Piano Casa, deliberato dalla Regione Lazio, riguardo al cambio di destinazione dell’area e alla norma rispettata dell’anno di dismissione delle attività artigianali (2010 sul Piano regionale, 2014 su via Acqua Bullicante). Con dati verificati e dichiarati illegittimi da molti esperti, gli abitanti che lottano si sentono forti della loro verità e continuano a lottare per la sospensione e l’interruzione dei lavori. Al momento, però, il ricorso al Tar potrebbe rappresentare sì un’arma in più nelle mani, ma allo stesso tempo l’attesa del responso è troppo lunga rispetto alla tempestività degli operai al lavoro. Sembrerebbero quasi pronte le fondamenta – il suolo e il passato son stati coperti da qualche colata di cemento in più – e l’apertura potrebbe già avvenire nei prossimi mesi. Davanti al ‘fatto compiuto’ chi oserà, poi, ribellarsi? Melissa Randò

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