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Tor Bella Monaca. Work in Progress per il parco che non c’è

parcoonceL’Aula Consiliare del VI Municipio ha ospitato l’esposizione di un progetto, volto alla realizzazione di un esteso parco nella periferia di Roma Est

Il giorno 5 ottobre, alle ore 18, presso la sala consiliare del VI Municipio, è avvenuto un incontro con per illustrare il progetto de ‘Il parco che non c’è Roma est’ che include la realizzazione parallela al suo interno di un percorso ciclopedonale assai vasto, che da Porta Maggiore si estenderebbe fino alla cittadina di Gabii.

Scarsa la partrcipazione popolare. Tra i tanti assenti il Presidente del Municipio Roberto Romanella, impegnato in una riunione con la Sindaca in Campidoglio.

Il comitato promotore de ‘Il parco che non c’è Roma est’  è composto da membri di diversa formazione e di diversa provenienza. Il  comitato non esiste ancora, ma l’essenza e la forza di volontà ne sono già papabili nelle intenzioni e nelle idee.

Ad aprire la riunione Cinzia Paolino, che spiega la formazione di questo comitato: “In seno all’incontro per un’altra iniziativa che avevo organizzato nella mia zona, ci siamo incontrati e abbiamo capito che volevamo portare avanti questo progetto. Abbiamo iniziato così ad agire su due fronti: da una parte, quello più specifico, quello dell’incontro con le istituzioni per cercare di far conoscere il progetto, che è un progetto del Comune realizzato qualche anno fa; dall’altra parte, stiamo organizzando dei percorsi a piedi per mapparlo. Abbiamo scelto il progetto di Roberto Pallottini. Questo progetto è integrato pervhè potrebbe allacciare una serie di territori che sono ai lati del parco”.

Dopo l’intervento di Cinzia Paolino parla Roberto Pallottini, l’architetto che si è occupato di realizzare il progetto del percorso ciclo pedonale:” si susseguono ùper questo nostro comitato perché ci sembrava quello più contemporaneo, ha al centro la bicicletta, un tema molto frequentato ultimamente e che ci sembra anche molto interessante. Lo abbiamo scelto anche perché questo progetto è integrato, ci dà l’idea del fatto che questo percorso non nasce lì e rimane lì, ma potrebbe allacciare una serie di territori che sono ai lati del parco. I membri del comitato siamo noi, Fabio, Marcello, Roberto Pallottini, Stefania Favorito, Gianfranco, Claudia Clemente [...]. Per tenerci in contatto con gli altri utilizziamo un gruppo facebook, Il parco che non c’è Roma est, a cui speriamo aderirete: siamo desiderosissimi di incontrare altre persone che vogliono venire a camminare, venire in bicicletta, è anche un modo per stare insieme!”

Dopo questa presentazione da parte della leader del nascente comitato, iniziano una serie di interventi; il primo a prendere la parola è Roberto Pallottini, l’architetto che si è occupato, assieme ad un gruppo di collaboratori, di stendere il progetto del percorso ciclopedonale. “Il territorio coinvolto si estende dall’esterno della città metropolitana di Roma, potremmo dire dalla provincia. Questo percorso raccoglie il frosinate ma anche il versante adriatico. Passando per questa ciclabile, si potrebbe arrivare a Tivoli, a Villa Adriana, comodamente in bicicletta, con possibilità di allungarsi fino in Abruzzo. Tocchiamo la Tiburtina, la Prenestina, con le quali si può arrivare a Porta Maggiore, ma anche la Casilina fino alla zona Pantano, in cui c’è la linea C della metropolitana. L’interconnessione tra varie zone sarebbe concreta e comoda per i residenti, ma darebbe uno slancio non indifferente anche al turismo”.

Questo progetto porterebbe al territorio una serie di giovamenti: i residenti avrebbero a disposizione un parco che metterebbe in rete ben tre municipi, agevolando lo spostamento tra i diversi territori. Inoltre si incentiverebbe lo spostamento su le due ruote, dando quindi un’importante contributo al sistema ecosostenibile della città. Il progetto viene definito “per tratte” per la mancanza di fondi necessari.

L’archeologa Stefania Favorito spiega che: “Questo parco invece ci offre una possibilità di connessione, oltre al fatto che darebbe la possibilità anche a Roma di valorizzare la sua bellezza in sicurezza”.

Passa poi in rassegna tutte le meraviglie archeologiche che sarebbero incluse nel parco, come per esempio alcuni reperti risalenti al periodo protostorico, che non sono rimaste nella zona in cui sono state trovate (La Rustica), ma sono state portate al Museo Nazionale Romano, denudando dunque il sito originario. Nel parco si potrebbe invece costituire un vero e proprio percorso archeologico: a Porta Maggiore c’è la basilica sotterranea neopitagorica, ci sono poi delle tombe principesce dell’età del ferro, sarebbero inclusi il Parco della Montagna, il Castello della Cervelletta, le Cave di Tor Cervara e il tempio di Giunone Gabina a Gabii.

Giulia Sfregola

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