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Tor Bella Monaca, una passeggiata “fatta di sogni”

andrea-colafranceschiSabato 12 maggio abbiamo partecipato insieme ad alcune decine di cittadini all’ iniziativa promossa dall’ associazione Tor Più Bella, “Fatta di Sogni”, iniziativa a conclusione della convention “Confini al centro”.

Fatta di sogni” è il titolo dell’iniziativa che si è svolta ieri a Tor Bella Monaca: una “passeggiata onirica” per le vie del quartiere, come l’hanno definita gli organizzatori, ma anche un invito a scoprire, conoscere ed apprezzare le risorse di un territorio che, oltre gli stereotipi, si impegna quotidianamente per riscattare il disagio sociale, l’emarginazione e l’abbandono delle istituzioni.

L’appuntamento si inserisce all’interno della Convention “Confini al centro”, una tre giorni organizzata dall’Associazione 21 Luglio, impegnata in progetti di inclusione con Rom e Sinti, in collaborazione con l’Università di Tor Vergata e il gruppo Reyn Italia, oltre ad un comitato scientifico composto da vari studiosi ed esperti che lavorano sui temi dell’esclusione sociale, della povertà urbana e delle politiche ad essa collegate.

All’evento ha partecipato anche SPI VI Lega – Comprensorio Roma Est che in un comunicato commenta: “La Camera del Lavoro, lo SPI CGIL Rieti Roma EVA e la Lega dello SPI del VI Municipio hanno partecipato all’assemblea pubblica  dal tema “Criminalità e mafie in una città diseguale. Il luogo del confronto è stato particolarmente significativo, lo spazio di un campo di bocce, abbandonato e lasciato per anni nel degrado, luogo di spaccio e barbonismo, risanato e reso fruibile dai cittadini del territorio, insieme al Sindacato dei Pensionati.  L’iniziativa è nell’ambito di un ciclo di conferenze organizzato dalla Convention “Confini al centro” sul tema della povertà urbana, presso l’Università di Tor Vergata, per fare un focus sul problema delle periferie, e approfondirà i temi della casa, delle barriere architettoniche, della povertà educativa, delle povertà estreme e dell’immigrazione”.

Raggiungiamo Largo Mengaroni, prima tappa del nostro tour e subito notiamo che ci sono decine di cittadini, residenti e non, che hanno deciso di partecipare a quest’evento. Presenti sul posto anche agenti della Digos che hanno monitorato e letteralmente scortato, la passeggiata per tutta la sua durata.

bibiotecaAndrea Colafranceschi, 26 anni residente del quartiere, attivista di Tor Più Bella è anche il “cicerone” di questa passeggiata e ci spiega il senso di quest’iniziativa: “Partiamo dal nome, “Fatta di sogni”, perché vogliamo raccontare e far conoscere i nostri desideri e i nostri progetti, perché crediamo che siano in grado di cambiare la faccia di questo quartiere. Anche l’orario è simbolico, dal tramonto alla notte, perché vogliamo parlare anche delle notti insonni, dei problemi e dei disagi che vive questo territorio, ma soprattutto perché da quelle notti insonni, vorremmo partire per arrivare a realizzare quei sogni che renderebbero Tor Bella Monaca un quartiere migliore”.

Il tour inizia lungo via Santa Rita da Cascia e si ferma di fronte una delle torri, una delle 20 torri di cemento che dominano su Tor Bella Monaca. Oltre settanta nuclei familiari distribuiti, si far per dire, su quattordici piani. Alcuni residenti raccontano dei disagi dovuti al mal funzionamento degli ascensori, un fattore che troppo spesso costringe persone anziane e disabili a non poter uscire di casa.

A questo punto, dopo la lettura di un estratto di un racconto di Marina Nasti, ligure, ma romana di adozione, autrice del libro “Il grigio e l’azzurro”, che racconta la vita urbana e le sue pieghe quotidiane partendo dal contesto periferico di Tor Bella Monaca, la passeggiata prosegue in direzione di Via Merlini.

lgo-mengaroniArriviamo di fronte a quella che sarebbe dovuta essere la biblioteca di Tor Bella Monaca. Costruita con i finanziamenti del progetto Urban, risalente agli anni 2000, (gli stessi che hanno permesso la nascita del teatro), il progetto non è mai stato ultimato e, anzi, nel corso degli anni è stata anche avanzata la proposta di fare della struttura un centro anziani.

Tor Bella Monaca è uno dei quartieri con la più alta percentuale di giovani a Roma, eppure non ci sono biblioteche oltre a quella autogestita di Largo Mengaroni e al biblio-point del liceo Amaldi”.

In compenso nel quartiere ci sono già molti centri anziani”, racconta al megafono Colafranceschi, che sottolinea l’importanza anche per i giovani di avere dei luoghi di aggregazione nel quartiere.

A questo punto la Digos comunica agli organizzatori che non sarà possibile effettuare la prossima tappa, ovvero la visita all’ interno di una delle torri. Questioni di ordine pubblico dicono.

Evidentemente non tutti sono entusiasti dell’iniziativa, ma questo può accadere quando una comunità decide di mettersi in gioco in prima persona, per contrastare e scardinare quelle dinamiche volte ad impoverire ed emarginare il territorio.

passeggiata-s-rita-da-cascianached-pioProseguiamo la camminata nel quartiere e conosciamo Nechad: “per gli amici Pio”, nato a Roma da genitori di origine bosniaca. Vive a Salone nel campo sito a pochi km da qui e lavora come “arte-educatore” con i bambini qui a Tor Bella Monaca con l’associazione 21 luglio.

Io vivo in un ghetto, ma anche Tor Bella Monaca, in qualche maniera può essere considerata tale. Qui si parla di povertà urbana, una questione molto seria. Credo che percorsi di cittadinanza attiva siano l’unico modo per rivalutare un territorio, oltre l’intervento delle istituzioni ed il loro immobilismo. Le associazioni devono essere messe in condizione di poter sviluppare progetti di inclusione sociale, di accoglienza e auto-recupero degli spazi. Siamo la risorsa di questo territorio, non il degrado”.

prof-tommaso-vitaleTra le persone presenti incontriamo anche il Professor Tommaso Vitale docente di sociologia urbana all’ Università di Parigi, venuto qui a Roma proprio per partecipare alla convention e per studiare più da vicino il fenomeno Tor Bella Monaca, prendendo in esame soprattutto il lavoro del tessuto sociale per il territorio. “Sono venuto per conoscere meglio Tor Più Bella e più in generale questa esperienza di organizzazione di cittadini, che ritengo molto affascinante. Ho anche visto le attività per i bambini gestite dall’ex Fienile e dalla “21 Luglio”.

Tutte queste associazioni offrono uno sguardo sul quartiere non colpevolizzante, che riesce a valorizzare gli aspetti positivi, pur rimanendo critici rispetto i problemi e l’operato del comune. Un mix di pragmatismo e sogno che deve essere un modello esportabile e riproducibile. 

ultima-tappaAnche Antonio Cinieto, ricercatore di sociologia delle migrazioni e membro del comitato scientifico che ha collaborato alla realizzazione di questa tre giorni è tra i partecipanti alla passeggiata: “Sono iniziative importanti perché finalmente si comincia a mettere al centro dell’agenda politica, la questione della povertà e della sua declinazione in ambito urbano, in un momento di crisi profonda che non fa altro che aggravare le situazioni di diseguaglianza. Qui c’è un tessuto associativo molto forte che arriva a mettere in discussione il processo di impoverimento dei territori, partendo dal basso”.

Continuiamo il nostro giro per le strade di Tor Bella Monaca destando la curiosità di molti residenti, evidentemente non abituati a ricevere “visite guidate” nel quartiere. Qualcuno per strada osserva incuriosito la fila di persone che seguono il ragazzo con il megafono, al punto che dei ragazzi scambiandoci per turisti se la ridacchiano: “Aoh, questi se devono esse persi proprio male per esse finiti qui!”.

Eppure ci sono anche altre reazioni, alcune pronunciate, come quelle di chi, credendo si trattasse di un servizio televisivo sul degrado, nemmeno troppo velatamente si lascia sfuggire un “Attenti che poi fate la fine di quelli di Nemo…”,  riferendosi all’ aggressione subìta dalla troupe televisiva qualche giorno fa.

Altre reazioni invece, vengono solo percepite. Per questo motivo non si potrà effettuare la prossima tappa, quella di fronte ad un murales dedicato ad un capo clan di zona, che le istituzioni sembra si siano finalmente impegnate a cancellare da qui a breve. Per evitare possibili tensioni gli organizzatori in accordo con la Digos decidono per andare oltre.

sala-scommesseCi fermiamo in prossimità dell’incrocio tra via Tor Bella Monaca e Largo Mengaroni. C’è un’altra tappa da raggiungere e un altro tema da affrontare: quello che riguarda il gioco d’azzardo, in un quartiere come Tor Bella Monaca dove solo un bar (Il Bio Torre, bar del Teatro) ha scelto di non installare al suo interno le slot machine ed è per questo stato premiato dai ragazzi di Tor Più Bella. (http://www.fieradellest.it/tor-bella-monaca-quella-bella-faccia-che-in-pochi-raccontano/).

Una piaga quella del gioco d’azzardo, che solo a Roma vede la spesa pro capite media attestarsi sui 900 euro annui, e che ovviamente colpisce di più in quei territori dove maggiore è il disagio socioeconomico.

Ci avviamo alla conclusione della passeggiata, e ci fermiamo in uno dei tanti spazi verdi che circondano questo territorio. “Spazi che necessiterebbero una maggior cura e manutenzione, per strapparli all’abbandono e al degrado…”, come fa notare Andrea Colafranceschi, ma che al termine della giornata servono anche a ricordarci la bellezza e il potenziale di questo quartiere.

Perché la bellezza va ricercata con attenzione, con gli occhi ben aperti e la mente libera dagli stereotipi. Bisogna imparare a scoprirla ed apprezzarla anche quando è messa a dura prova dalle problematiche sociali e dai disagi economici, o semplicemente nascosta, dietro quelle torri di cemento. Giacomo Capriotti

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