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Tor Bella Monaca: sotterrata villa romana, torna lo spettro cementificazione

Parco Via dell'ArcheologiaL’allarme è lanciato dagli abitanti delle case popolari: i resti di una storica abitazione romana rischiano di essere sotterrati. Tonnellate di terra sono state scaricate da decine di camion. Il pericolo è che il parco venga cementificato, come successo già per via di Tor Bella Monaca. 
I residenti di Tor Bella Monaca fronte case popolari sono in agitazione, temono l’incedere dell’ombra lunga della cementificazione. Ci troviamo in via dell’Archeologia, angolo via F. Landonio. Si estende per centinaia di mq uno spazio verde da sempre frequentato dagli abitanti delle case popolari. Alcuni di questi hanno segnalato delle operazioni poco chiare verificatesi nel parco, a partire da metà marzo. Racconta Evelina Forgetta: “Al centro dell’area affiorano le rovine di una villa romana, uno dei reperti storici del quartiere.
Ebbene da qualche settimana è stata smantellata la rete metallica che la proteggeva dai passanti. Poco dopo sono arrivati 4 camion, nell’ora tarda della sera. Riportavano la scritta “Roma Capitale”. Hanno scaricato chili di terra e se ne sono andati. Nei giorni seguenti la pratica è continuata, hanno anche apposto teloni bianchi sulle macerie. Qui ci troviamo di fronte a una scuola primaria (I.C. via dell’Archeologia, ndr), lo spazio è frequentato da bambini, la sicurezza del parco rischia di risentirne parecchio”. Ma la preoccupazione maggiore è un’altra: “Su via di Tor Bella Monaca, circa dieci anni fa, abbiamo assistito allo stesso tipo di operazioni. Sono stati sotterrati i resti di un’altra villa romana. In seguito la zona è stata cementata. Lì ora sorge una pompa di benzina, e noi cittadini non abbiamo potuto fare nulla!”.
Conferma un altro inquilino di via dell’Archeologia, Giovanni Mariani: “Ai tempi venne tutto ricoperto nonostante le mie denunce, furono abbattute 26 piante mediterranee, anche pini”. Alla luce dei timori, sono state allarmate le istituzioni competenti o interessate. Informata la Preside dell’Istituto Archeologia Prof.ssa Tonelli, la quale si è resa disponibile a segnalare il fatto alla Soprintendenza per i Beni Architettonici, ente già contattato da Mariani: “Mi hanno richiesto di sporgere denuncia scritta. Sono andato anche in Municipio, segnalando tutto ai Vigili, a consiglieri e assessori”. Mariani afferma di aver informato anche Mastrangeli, Assessore ai Lavori Pubblici. Contattato telefonicamente, Gidaro, Presidente Commissione Urbanistica e Ambiente, ammette la propria ignoranza sul tema e aggiunge: “Adesso faremo una verifica, sono pronto a visionare il problema, ma capirete che non posso conoscere ogni cosa sul territorio!”.
L’impressione è che l’Amministrazione sottovaluti un problema che potrebbe comportare notevoli ricadute sulla salubrità dell’area. Hanno provveduto i consiglieri Mammì e Tranchina (M5S) a farsi carico del disagio, effettuando il 27 marzo un veloce sopralluogo a cui è seguita una lettera aperta. Destinatari: Scipioni, Menichelli, Direttore del Municipio, e il Comune. Recita: “I cittadini, non essendoci cartelli informativi sui lavori, vorrebbero sapere se esistano progetti di interramento dei resti o se si voglia procedere a qualsivoglia opera pubblica/privata”. In attesa di risposte i residenti sperano che la villa non venga interrata senza conoscerne i motivi.
Manuel Manchi
 

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