«

»

Stampa Articolo

Tor Bella Monaca. Parco della Pace, il verde pubblico che non è dei cittadini

Il parco della PaceGiace abbandonato un parco realizzato dal privato proprietario dell’Hotel Best Western. Il Comune potrebbe riprenderlo in gestione ma indietreggia, spaventato dai costi della manutenzione. Il privato lo pulisce solo in seguito alle lamentele dei cittadini. “Pronti a presentare un esposto alla Procura” dicono i residenti.

Il parco figlio di nessuno o “Parco della Pace” – realizzato a cavallo del Giubileo 2000 tra via Viganò e via Parasacchi – continua a suscitare le proteste dei cittadini. I residenti di via del Torraccio hanno organizzato una raccolta firme per chiedere all’amministrazione a chi appartenga la reale proprietà dello spazio.  Una di questi, Silvia Di Luzio, ha dichiarato al nostro giornale: “Abbiamo chiamato in causa un avvocato con il compito di interrogare Municipio e Comune. Chiediamo gli atti che legano l’amministrazione al Best Western Hotel (su via Viganò, ndr), privato che effettua saltuariamente le pulizie. Dalla segreteria del Dipartimento ci è stato riferito che il parco sia di fatto privato, ma finchè non avremo le carte continueremo a insistere. Se necessario andremo alla Procura della Repubblica”.

Il parco della Pace, vista hotel Best WesternIn realtà il Parco della Pace è un’opera destinata alla collettività, realizzata come opera a scomputo dal privato Prim, gruppo immobiliare titolare dell’ex Ibis (ora Hotel Best Western). Una convenzione decennale ha responsabilizzato l’hotel alla manutenzione dell’area, ma ora che la convenzione è scaduta il Comune non interviene per riprendersi in carico la cura. Il motivo è semplice da intuire: l’amministrazione, come già fatto per aree a scomputo degli oneri di urbanizzazione, non ha intenzione di sobbarcarsi le spese di manutenzione, e così decide di delegare la responsabilità al privato costruttore. D’altra parte l’hotel – che continua a pulire una tantum il parco nonostante la convenzione scaduta – avrebbe i suoi interessi nel tenersi le chiavi: scegliendo quando aprire e chiudere i cancelli evita schiamazzi e disordini notturni che possano importunare gli ospiti dell’hotel, spesso sistemati in stanze prospicienti il parco. Il costo da sostenere per il privato è minimo, basta incaricare due operatori per tagliare l’erba e spazzare i gradoni.

A spiegare dunque il generale abbandono è la coesistenza di due interessi: quello del privato di controllare gli accessi per evitare disagi all’utenza, e quello della pubblica amministrazione di evitare ulteriori costi sul bilancio. A farne le spese solo i cittadini, soprattutto ora che il parco è aperto anche di notte e un gruppo di nomadi dorme sulle panchine interne. La provocazione sorge spontanea: se il Comune si è concesso il lusso di mandare in deperimento un’opera pubblica, concedendo in cambio al privato il diritto a edificare un hotel, non sarebbe stato più conveniente per le nostre casse far spendere al privato l’intero importo per hotel e oneri di urbanizzazione, rinunciando a un parco di fatto figlio di nessuno? Da Roma Capitale nessuno risponde, un’amministrazione sana prenderebbe una decisione scegliendo fra due opzioni: prendere in carico l’area o rinnovare la convenzione con il gruppo Prim, eliminando l’alone di oscurità che aleggia sul parco. Forse chiediamo troppo? Manuel Manchi

 

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/tor-bella-monaca-parco-della-pace-il-verde-pubblico-che-non-e-dei-cittadini/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.