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Tor Bella Monaca. L’Istituto di Medicina Solidale rischia di chiudere

istituto-di-medicina-solidale-in-via-amico-aspertini-520Dal Municipio alla Regione l’attacco di FdI: “Preoccupante la mancanza di attenzione della Regione Lazio nei confronti della Medicina Solidale. Vogliamo mantenere alta l’attenzione a quello che è uno schiaffo al mondo della solidarietà”, dichiarano congiuntamente Santori e Franco.

A lanciare il grido di allarme, attraverso un volantino, i volontari di Medicina Solidale, qualche settimana fa a Tor Bella Monaca, alla manifestazione antifascista e antirazzista organizzata da forze di sinistra e centrosinistra, sindacati e ANPI: “Siamo molto preoccupati per i nostri utenti se verrà meno il servizio di cui a tutt’oggi hanno usufruito l’assistenza medica offerta soprattutto presso il poliambulatorio di Tor Bella Monaca: bambini senza medico di base, donne in gravidanza, immigrati, rom, senza fissa dimora, fasce di utenti esclusi dal SSN colpiti dall’art. 5 del piano casa, fasce povere italiane che devono decidere se mangiare o curarsi. Ora più che mai, con la crisi che ha determinato un aumento spaventoso della povertà nel nostro paese, con tagli lineari del welfare, tagli di servizi sanitari, aumento del costo di medicinali e prestazioni mediche, a pagarne il prezzo più alto sono le persone con redditi bassi e senza reddito che sempre più spesso sono costretti ad accontentarsi di cure strettamente necessarie o addirittura a rinunciarvi. Gli ambulatori solidali, tra i quali medicina solidale, sono un bene anche per la sanità pubblica, perché la integra e rafforza proprio nelle carenze e nei territori periferici che hanno fasce di popolazione più deboli e povere, dove con le persone intercettate e curate direttamente presso l’ambulatorio si evita che si riversino presso il pronto soccorso vicino. Ci appelliamo e chiediamo insieme a tutti voi che vengano risolti i problemi burocratici con la Regione Lazio e il PTV al fine di ripristinare al più presto tutti i servizi del poliambulatorio, riattivare i percorsi medici e ginecologici a sostegno di centinaia di bambini che non hanno pediatra di base, ripristinare il servizio del banco farmaceutico, banco alimentare e vestiario per neonati”.

La denuncia è stata poi seguita dal capogruppo di Fratelli d’Italia Nicola Franco: “Da documenti in mio possesso apprendo che il Policlinico Tor Vergata avrebbe intenzione di eliminare l’Unità Operativa Semplice di Medicina Solidale e delle Migrazioni. In più non è chiara la posizione del Municipio in merito alla comunicazione di inizio attività sanitaria fatta dalla Onlus qualche anno fa. Cosa vuole fare Romanella?”.

L’Istituto di Medicina Solidale si è costituita grazie all’azione del Dott. Paolo Pelino nel 2004. Franco tiene a sottolineare l’azione di “Don Paolo Lojudice, oggi vescovo, quando era parroco di Tor Bella Monaca aprì nella sua parrocchia quello che oggi è il servizio di Medicina Solidale”. Successivamente l’istituto si è trasferito sotto la Giunta Alemanno nel 2008 in quelli attuali di via Amico Aspertini 520. “Il servizio di Medicina Solidale è una UOS della Medicina Interna del PTV come da Atto aziendale del 2008 – si legge in un comunicato dell’Imes – Nel 2012 il PTV ha sospeso il servizio e Per non abbandonare migliaia di persone senza alternativa di cura, i medici coordinati dall’infaticabile Dott.ssa Ercoli hanno continuato ad operare in regime di volontariato. Un anno fa, il direttore generale Tiziana Frittelli, a cui era stata chiesta la riattivazione, ha risposto che a suo giudizio l’attività svolta non corrispondeva ad un profilo aziendale nonostante la riconosciuta riduzione di accessi impropri al Pronto Soccorso”.

Nella medesima nota si apprende che “sono oltre 10mila le persone che vengono assistite da cure di base, tutte indigenti, sia italiane che straniere. Il tutto a costo zero per la comunità grazie all’opera di volontariato svolto dall’Imes”. “Se dovesse verificarsi la chiusura dell’Istituto – commenta Nicola Franco – il peso andrebbe a gravare completamente sulle spalle dei pronto soccorsi ospedalieri. Oggi invece si fa carico da sola di tutto grazie ai contributi della Chiesa Valdese e dell’Elemosineria Apostolica del Vaticano”.

Sulla linea di FdI, anche il PD chiede risposte, dopo aver partecipato al presidio organizzato dall’Anpi il 26 luglio scorso davanti la parrocchia di Santa Maria Madre del Redentore. Per Fabrizio Compagnone, consigliere e neo segretario del Partito Democratico Municipio VI: “Ottimo lavoro svolto da tale istituzione sul territorio, è un presidio e un ottimo screening per non sovraffollare ulteriormente i pronto soccorsi del nostro territorio. Bisognerebbe valutare a 360 gradi tutte le criticità e modalità per evitare una chiusura netta circa questo servizio”, mentre di tutt’altro avviso è il capogruppo della Lista Marchini Valter Mastrangeli: “Come detto da anni Medicina Solidale deve esistere nell’ospedale, non per strada. In quei locali hanno appena tre stanze, e proprio per le specialità da loro dichiarate hanno creato scalpore tra la popolazione, come quella delle malattie infettive e tropicali, della lotta all’HIV e altro devono operare in ospedale”.

L’interrogazione di Fratelli d’Italia in Municipio ha trovato sponda in Regione: “Il Presidente Zingaretti – commenta il consigliere regionale Santori – non può continuare il suo silenzio. Avevamo già presentato un’interrogazione a riguardo, e in attesa di risposte vogliamo mantenere alto il livello d’attenzione su una vicenda vissuta come uno schiaffo al mondo della solidarietà. Il lavoro di questa Onlus è fondamentale anche per il ruolo di vigilanza e prevenzione nei confronti degli immigrati che spesso rinunciano a curarsi per una serie di ragione con dei gravi rischi per tutta la popolazione. Un esempio così solidale a garanzia della salute pubblica deve essere aiutato”. Emblementica la chiosa di Franco: “Strana la chiusura dell’Imes. Forse che, non usufruendo di contributi pubblici, non ci siano interessi economici da spartire?”.

Flavio Quintilli

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