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Tor Bella Monaca. L’Ex Fienile nelle brame di Mafia Capitale?

L'ex FienileL’ex custode, ancora residente nel bene di Roma Capitale, sporge querela: “Mi dissero che avrei dovuto lasciare il fienile perché gli serviva con urgenza, dovevano metterci i rifugiati che arrivavano dal mare”. Citati il Dirigente del Dipartimento Patrimonio, Nieri e Scipioni: “Insieme a loro un Casamonica”. Intanto procede il bando pubblico: 11 imprese partecipanti per la gestione.

Un nuovo caso giudiziario potrebbe colpire l’amministrazione municipale e comunale. In data 3 aprile 2015 Antonio Campisi – l’attuale residente dell’ex fienile di largo Mengaroni, bene pubblico di proprietà del Dipartimento Patrimonio di Roma – si è recato alla stazione dei Carabinieri di Tor Bella Monaca per denunciare un incontro avuto con parte dei vertici delle istituzioni capitoline e Salvatore Buzzi, il “ras” delle cooperative, perno centrale dell’inchiesta Mafia Capitale.

Salvatore_buzziL’incontro. Questi i passi salienti della querela presentata da Campisi presso  Procura della Repubblica il 3 aprile 2015: “Un pomeriggio verso la fine di ottobre/primi di novembre 2014 sono venuti in largo Mengaroni una serie di persone per parlare con me – si legge nella denuncia – Arrivarono vetture con un tale che non avevo mai visto in precedenza. Questo signore ben distinto si era presentato in compagnia di una signora di Roma Capitale, mi disse di essere la Direttrice del Dipartimento Patrimonio (Arch. Mirella di Giovine, ndr); insieme a loro anche un casamonica. Ricordo che la persona che poi seppi essere Buzzi, disse a un collaboratore di darmi soldi liquidi per comprare qualcosa ai miei cani, che stavano di guardia. Mi dissero che avrei dovuto lasciare il fienile perché gli serviva con urgenza, dovevano metterci i rifugiati che arrivavano dal mare. Si trattava di oltre duecento persone da sistemare con alcuni lavori che avrebbero dovuto fare prima del loro arrivo. Non mi hanno dato tempo per decidere, dissero che se avessi accettato bonariamente mi avrebbero dato una buona ricompensa, inoltre mi avrebbero garantito un lavoro nella loro Cooperativa. Ricordo che l’Architetto Di Giovine, che stava insieme al Vicesindaco Nieri, mi sollecitò ad andare via e accettare l’offerta, altrimenti ci avrebbe pensato lei a fare lo sgombero immediato con i Vigili Urbani. Io ho rifiutato l’offerta, fortemente minacciosa, cercando di prendere tempo e accompagnandoli al cancello d’uscita. Dopo alcuni giorni mi è stata notificata l’ordinanza di sgombero di Roma Capitale emessa proprio dall’Arch. Di Giovine”. La Di Giovine, invece di attendere i 60 giorni di tempo per ricorrere al Tar, fa procedere con lo sgombero in una decina di giorni.

Gli antefatti. L’ex custode racconta che poche settimane prima della visita di Buzzi, i “sopralluoghi” alla struttura e le pressioni per lasciare l’Ex Fienile sono aumentati: “Nel corso di questi anni ho subito tantissime pressioni di politici di entrambi gli schieramenti, volevano che abbandonassi i locali di via Mengaroni. Queste pressioni con ripetute visite sono state fatte negli ultimi due anni e per ultimo negli ultimi mesi. Sono venuti a trovarmi personaggi politici come Luigi Nieri quando faceva l’Assessore alle Periferie, e successivamente nel 2014 quando rivestiva l’incarico di Vice Sindaco. In altre occasioni è venuto l’On. Marroni insieme con il Presidente del Municipio Scipioni”. Alla luce del denunciato coinvolgimento del Minisindaco del VI acquistano nuove quanto inquietanti sfaccettature le commissioni patrimonio invocate da questa maggioranza (che non hanno portato a nulla) così come l’annullamento del precedente bando da parte di Scipioni. Che siano state operazioni politiche atte a prendere tempo in vista di un affidamento diretto, magari a una cooperativa vicina a Buzzi?

Antonio CampisiL’accusa. Il 14 aprile del 2015 lo stesso Dipartimento Patrimonio dell’Arch. Di Giovine (e prima di Nieri) ha indetto un bando pubblico per la gestione dell’Ex Fienile. Casualmente, lo scandalo Mafia Capitale era scoppiato da settimane, pochi mesi dopo quella visita denunciata tra ottobre e novembre 2014. Dichiara Campisi: “Sia ai personaggi citati sia al Direttore del Dipartimento servivano i locali per consegnarli a Buzzi e alla sua organizzazione delinquenziale, che lo ha favorito almeno fino a quando è scoppiata l’inchiesta con gli arresti. Ripeto che proprio in questi ultimi mesi, prima che scoppiasse lo scandalo, i politici locali quali il Presidente del Municipio (accusato da Campisi presso la Polizia nel 2013 di persecuzione razziale, ndr), l’On. Marroni, il Vice Sindaco Nieri e alcuni Vigili vennero più volte da me, portandomi presso i loro uffici per ordine del Presidente Scipioni. Hanno usato nei miei confronti pressioni affinchè io lasciassi i locali dell’Ex Fienile. Il quadro mi è stato chiaro quando questi si sono presentati con Buzzi e la Dirigente (Di Giovine, ndr), la stessa che mi ha fatto notificare l’ordine di sgombero dei locali”. Campisi punta il dito proprio contro questa delibera dirigenziale (Determinazione nr.734 del 11.11.2014) che la Direttrice Di Giovine avrebbe stilato subito dopo la sua (denunciata) visita con Buzzi e Nieri all’Ex Fienile, conclusasi con un nulla di fatto per il rifiuto ad andare via dell’ex custode: “Tale determinazione è nata per favorire e concludere un vecchio accordo tra Salvatore Buzzi, la Cooperativa 29 Giugno e i suoi amici amministratori, una forzatura per togliere di torno il sottoscritto. Tale ordinanza verrà eseguita sulla base di una motivazione che solo in apparenza era motivata da un fine pubblico, ma in realtà era nata per servire proprio questo accordo”. Campisi ha chiesto al Procuratore della Repubblica che tale Determinazione sia sottoposta a sequestro da parte dell’Autorità Giudiziaria perché in “odore di mafia”. Intanto un mese fa Polizia e Carabinieri si sarebbero presentati nelle stanze del Dipartimento Patrimonio per visionare gli atti nell’ambito dell’indagine scatenata dalla descritta denuncia.

fienile bandoIl nuovo bando. Mentre proseguono le indagini sono state aperte, in data 14 luglio nella sede del Dip. Patrimonio, le buste per scoprire i partecipanti alla gara pubblica indetta da Roma Capitale il 14 aprile, per la gestione dell’abbandonato ex fienile. A partecipare l’Associazione Musicalmente, grande favorita poiché già vincitrice del bando ricognitivo del 2013 (annullato come scritto sopra da Scipioni) più altre 10 società e imprese: Associazione 21 Luglio, Comunità Ortodossa Rumena, Lars Planet, Saliola Valentino (gruppo di cittadini), Associazione Far Fly, Capofila GNGEI Sezione di Roma, Associazione Mondo Famiglia, ASD Eating, Associazione Ludici Manierati e Associazione Culturale Africana. Quest’ultima è stata esclusa sia per mancanza di documenti sia perché rappresentata proprio da Antonio Campisi, l’attuale occupante. Recita infatti il bando: “Sono esclusi a priori dalla possibilità di concorrere eventuali occupanti senza titolo di immobili di proprietà di Roma Capitale”. Le interpretazioni di questa postilla al bando potrebbero essere molteplici, appare evidente però che il Comune voglia disfarsi di Campisi in un modo o nell’altro…Il Dipartimento si esprimerà, stando a quanto dicono i tecnici, entro il mese di ottobre. Resta tuttavia da stabilire quali risvolti potrebbe avere questa nuova inchiesta, sia dal punto di vista amministrativo con le future perquisizioni in Piazza da Verrazzano 7 (sede del Dip. Patrimonio) sia dal punto di vista politico. Dopo le dimissioni di Nieri anche Scipioni, sfiduciato dal PD capitolino, sembra destinato a lasciare prima che questo nuovo terremoto investigativo si abbatta sul Municipio e sul Comune di Roma. Nuovi scandali in vista, nessuno scommetterebbe che questo sia l’ultimo.

Dal Roma Capital Summer all’Ex Fienile. Tra le associazioni che hanno partecipato al bando salta agli occhi il nome della Mondo Famiglia onlus: l’associazione operava all’interno del piazzale Giovanni Paolo II a Tor Vergata durante la manifestazione Roma Capital Summer, festa interrotta perché l’area il 2 luglio è stata sequestrata dalla Polizia Municipale, ora al vaglio della Procura della Repubblica. La Mondo Famiglia, presieduta da Alberto Olivieri, come da nostra inchiesta, emetteva scontrini fiscali senza avere partita IVA attiva, inoltre la stessa era intestataria del sito web del Roma Capital Summer e gestiva il bar centrale della manifestazione. Strane coincidenze, ma a pensare male non sempre si fa peccato.

Manuel Manchi

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