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Tor Bella Monaca. L’emergenza rom si cura al Best Western (con i soldi del Comune)

best western tbmDal residence di Pietralata dove alloggiavano, 4 famiglie di origine rom sono state spostate nell’hotel del quartiere di Tor Bella Monaca. Tra disinformazione e un alloggio a quattro stelle, il Campidoglio continua a spendere milioni senza trovare una vera soluzione.

Un centro d’accoglienza sgomberato e 36 famiglie rom “parcheggiate” alla meglio in alcune strutture della periferia della Capitale. L’enigma sulla gestione della comunità rom a Roma continua ancora, questa volta a Tor Bella Monaca. Dal I marzo, infatti, sono ospitate nelle camere dell’hotel “Best Western” del quartiere – catena internazionale di alberghi a quattro stelle- quattro famiglie rom (ad oggi ne sono rimaste due). Oltre al danno arriva l’inimmaginabile. Per il Campidoglio, infatti, la scelta del mantenimento nell’hotel è stata stimata meno costosa rispetto al residence dove le 36 famiglie abitavano. La sistemazione dovrebbe essere provvisoria, ma già da un mese le famiglie vivono nelle camere non propriamente low cost dell’albergo. Per una stanza doppia e con la colazione inclusa si arriva a pagare 120 euro, nonostante la struttura, sita in via Vico Viganò, non si trovi proprio a “Tor Vergata” – come indicato nelle brochure- bensì a Tor Bella Monaca. Se per ogni famiglia si contassero almeno 3 componenti, il costo totale per la loro permanenza supererebbe di gran lunga gli undici mila euro.

Lo sgombero da Pietralata 2

L’ingiunzione di allontanamento era arrivato intorno alla metà di febbraio sotto forma di lettera alle 36 famiglie rom e ai 120 rifugiati politici che abitavano il residence di Pietralata 2, gestito da Arciconfraternita dal 2008. Risultati troppo costosi la sua gestione e il suo mantenimento – circa 1 milione 359mila euro all’anno di affitto e 1 milione 24mila euro per la gestione dei servizi – il Dipartimento Politiche abitative del Campidoglio ha pensato bene di chiuderlo. Trentatré nuclei familiari della struttura in via Pietralata 192/196 sono risultati idonei all’ottenimento di una casa popolare e sono stati trasferiti il 26 febbraio in altri residence della Capitale. Tutti gli altri – che non avevano i requisiti richiesti (redditi alti, proprietà di altri immobili e mancanza di domicilio) – sono stati sparsi qua e là in attesa di una soluzione, per evitare di farli dormire per strada. Il trasferimento è avvenuto di colpo tra la preoccupazione e i disagi degli inquilini che, non avendo effettuato incontri in merito, hanno dovuto far le valige in quasi una settimana. Seppur lo sgombero di Pietralata 2 abbia rappresentato un primo passo verso il superamento del sistema Caat dai costi esorbitanti – si stima una media di 1700 euro per ciascuno dei 1.930 nuclei familiari assistiti- esso è stato fatto di fretta e senza valutarne le conseguenze.

Una volta liberata la struttura, per esempio, i centri scelti non potevano ospitare tutte le famiglie bisognose, e quattro (due delle quali fuori dei parametri congrui) sono state “scaricate” al Best Western Tor Vergata. L’hotel  è conosciuto per le sue sale convegni che, anche per le scorse elezioni del 2012, hanno ospitato eventi del Partito Democratico (anche locale) e per il posteggio delle auto della Polizia.  La scelta della struttura risulta abbastanza strana, non solo per il lusso concesso gratuitamente alle famiglie rom. Già da tempo la popolazione della zona stava percependo dei cambiamenti nell’hotel (di limitate attrattive) e la sua destinazione come centro d’accoglienza non era affatto esclusa. Episodi di tensione con i residenti non ce ne sono state. A detta di molti commercianti della zona, anzi, “nessuno se n’era accorto”. Non si sa per quanto tempo le famiglie rom continueranno ad abitare a Tor Bella Monaca. Nel frattempo il Comune ne paga la permanenza in un hotel a quattro stelle. Melissa Randò

 

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