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Tor Bella Monaca. Le condizioni della Torre 2 di via Arnaldo Brandizzi preoccupano i suoi residenti

alcuni-degli-inquilini-esasperatiVivere tra topi, immondizie, infiltrazioni d’acqua e disinteresse delle istituzioni.

Gli inquilini della Torre 2 hanno perso le speranze, la voglia anche solo di parlarne. “Sono 35 anni che abito qua – ci dice Roberto Zena – E non è mai cambiato niente. Se ne sono sempre fregati”. Una schiera di teste annuiscono silenziosamente, che ben rendono la disperazione cui sono arrivati. “L’unica manutenzione mai fatta finora -  ammettono – È l’intervento fatto qualche anno fa sulle pareti esterne”, ben visibile percorrendo via dell’Archeologia.

perdite-dacqua-nei-locali-delle-pompeValentino Marsili ci porta per le cantine, il cui spettacolo è a dir poco agghiacciante, ripreso in un breve filmato che può essere visto sulla nostra pagina Facebook o Youtube. Sporcizia, rifiuti che invadono le stanze che dovrebbero invece ospitare le cantine degli appartamenti, topi. Per non parlare dei corridoi allagati, a destra scendendo le scale. Una condizione invivibile, a tratti paradossale. Un ambiente maleodorante, nauseabondo, i cui effluvi vengono esaltati dal sinistro rumore del gorgheggiare delle acque a ogni passo fatto sulle passerelle di legno macerate dalla fanghiglia. I corridoi sono impraticabili, i quadri carcassa-di-motorino-bruciato-insieme-ad-altri-rifiuti-pericolosielettrici privi di sicurezza, l’acqua che si infiltra ovunque, mentre dall’altro lato, sulla sinistra, in una delle ultime cantine in fondo a destra qualcuno si è creato un giaciglio per dormire, con tanto di copertina e cuscino.

Il signor Marsili ci indica le tubazioni, le chiavarde: tutte rose dalla ruggine, pronte probabilmente a esplodere da un momento all’altro. E forse in alcuni punti della Torre già è successo. Un problema comune a molti appartamenti, praticamente a tutti gli inquilini che hanno voluto denunciare queste condizioni, è infatti quello dell’infiltrazione dell’acqua. Il signor Antonio Accosta su questo si è a lungo battuto con la burocrazia, arrivando addirittura alla necessità di far intervenire i Vigili del Fuoco: un bagno allagato, macchie d’umidità sul soffitto e tra le pareti, il tutto frutto di una tubatura rotta al piano di sopra. Ma dopo quell’episodio non c’è stata pace, infatti ancora altri tubi perdono acqua in altri punti dell’appartamento, con tracce ben visibili. “Non è un problema di oggi – ribadisce anche il signor Antonio – Sono anni che protocollo richieste di interventi mai fatti. Eppure pago regolarmente l’affitto”.

Questo dell’affitto è un discorso spesso discusso: se la gente non paga il comune non ha i soldi; se il comune non ha i soldi non si possono fare interventi. Ecco allora la proposta di Roberto Zena e Antonio Accosta, che suona più come una provocazione: “Invece di pagare al Comune l’affitto, paghiamolo a una ditta incaricata della manutenzione. Così i soldi ci sarebbero sicuramente, tutto fiscalizzato”. Oppure Roberto aggiunge: “Ci sono tanti artigiani disoccupati che passano la giornata in piazza, senza far nulla. Il Municipio non potrebbe assumerli per far fare loro dei lavori di manutenzione?”.

topo-nei-parcheggiA proposito di manutenzione: di due ascensori uno non funziona, mentre l’altro necessita dell’ausilio di un’altra persona che dall’esterno chiuda la porta, altrimenti non parte. Per fortuna c’è il montacarichi che il più delle volte funziona. Ma non sempre, a discapito di chi deve fare la dialisi o di chi necessita della bombola d’ossigeno. “Vogliamo parlare delle scale d’emergenza che non sono a norma?” ci dicono un po’ tutti. “Le scale dovrebbero avere una via di fuga verso l’esterno, invece vanno a immettersi nell’atrio, davanti agli ascensori”, a cui si aggiunge poi la totale assenza delle porte tagliafuoco. In caso di emergenza, c’è poco da girarci intorno, potrebbe verificarsi una tragedia.

Gli inquilini spesso si tassano, ma i risultati non riescono a vedersi: i citofoni sono sempre guasti e il portone sempre rotto, che dà campo libero a chi “vende” di farlo in santa pace. Purtroppo però in questo modo si favorisce anche un viavai pericoloso: nelle cantine, infatti, proprio davanti alle scale d’ingresso, ci sono tre siringhe usate in prossimità di un pozzetto di scarico per le fogne.

tubazioni-fatiscentiIl signor Marsili ci porta poi a vedere i garage: la carcassa bruciata di un motorino, probabilmente rubato, è in primo piano rispetto allo sfondo di rifiuti accatastati attorno a una montagna di guaina, tutto bruciato e altamente cancerogeno. Da questo cumulo si accede a una porta sulla destra, la stanza dell’autoclave: “Quella pompa – indicando Marsiliouna pompa scollegata dall’impianto – L’abbiamo pagata noi, con 5mila euro. Mai stata montata”. E anche qui le tubature perdono acqua, tutto il locale è allagato, tanto che per camminare è necessario affidarsi a dei mattoni di tufo disposti a mo’ di percorso, su cui è necessario camminare come un novello Indiana Jones.

Antonio Accosta ci porta poi a vedere il suo balcone: “Quella crepa”, lunga tutta la parete da sotto a sopra, inclinando verso l’interno, “Prima del terremoto di agosto era leggera, una linea sottile. Dopo il terremoto si è allargata parecchio, creando anche un dislivello tra la parte di muro che è sotto la frattura e quella che è sopra. Ho fatto richiesta di ispezione, di sopralluogo, ho chiamato il numero che era stato attivato dal Comune di Roma, ma nessuno è mai venuto”.

Talmente carenti gli interventi che gli inquilini fanno da soli quando possibile. Come nel caso della mamma di Luana Cortese, le cui infiltrazioni sono state sistemate da Claudio Sordini, il quale si è anche occupato della sistemazione delle buste antiratto su tutto il parcheggio. “Certi topi ci stanno qui che anche i gatti scappano”, ci dice Luana. E ce ne fa vedere uno, morto schiacciato da pochi giorni. Una quarantina di centimetri, considerando anche la coda. Davvero notevole.

Flavio Quintilli

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